Mercoledì 12 novembre dopo la Messa delle ore 20.30,
alle ore 21.15 in Oratorio 18° sessione del Consiglio Pastorale
Di nuovo insieme in cammino
Il cammino del nuovo anno pastorale ha avuto inizio alla Messa delle ore 10.30 di domenica 7 settembre, festa del nostro Patrono, il Martirio di S. Giovanni Battista.
L’invito a partecipare è stato rivolto a tutta la comunità, in particolare a chi nella parrocchia ha qualche responsabilità, tra questi in primo luogo i membri del Consiglio Pastorale.
1. Duplice è stata la proposta:
1) La proposta di tre incontri sulla parrocchia:
“la nostra parrocchia una storia da continuare a raccontare …” su tre testi appositamente preparati
2) La proposta degli Esercizi spirituali della parrocchia
sul brano di Vangelo Marco 3,13-19 proposto come icona dall’Arcivescovo per il nuovo anno pastorale.
Gli esercizi spirituali sono un momento nel quale la parrocchia esprime concretamente il primato di Dio. La Chiesa degli Apostoli, prima di essere una Chiesa che fa qualcosa (predica, battezza, organizza la carità) è una Chiesa che loda Dio, ne riconosce il primato assoluto sta davanti a Lui in silenziosa adorazione. ( C. M. Martini)
2. Qualche riflessione
1) E’ stato un periodo e un lavoro molto impegnativo, ma anche molto bello;
un lavoro che dà qualità alla vita della parrocchia.
Mi sarei aspettato, però, molta più partecipazione da parte di chi, nella comunità parrocchiale, dice e pensa di svolgere qualche responsabilità, qualche servizio.
2) Oggi nella parrocchia c’è bisogno di fare molta formazione:
di persone che si rendono conto della necessità di una formazione continua, altrimenti si invecchia, ci si ferma, non si cammina;
di persone che sanno dare un po’ del loro tempo alla formazione, altrimenti si perdono gli obiettivi e le motivazione del fare;
di persone che non danno niente per scontato, che non si sentono arrivate, altrimenti ci si chiude in un passato che non ritorna più;
di persone che si mettono insieme, che vivono una spiritualità di comunione per vedere dove condurre la parrocchia perché la parrocchia, oggi, è chiamata non soltanto a ripetere quello che Gesù ha detto e ha fatto, ma ad essere l’azione stessa di Gesù che continua e si prolunga oggi. Così, oggi, la gente che abita su questo territorio, incontrando la nostra comunità può incontrare la persona di Gesù, la sua azione che salva e perdona.
3) Oggi c’è bisogno di un cristianesimo meno individualista, più comunitario.
Viviamo un cristianesimo molto individualistico, a nostro uso e consumo.
Il cristianesimo individualista è un cristianesimo di comodo, cioè un cristianesimo che si preoccupa di mettere in pace la coscienza con alcune pratiche cristiane per poi fare i propri comodi e i propri interessi. Il cristianesimo individualista non coinvolge nella vita di una comunità, crea degli spettatori, non dei protagonisti, cristiani ben pensanti pronti a dare giudizi, ma che non si sporcano le mani.
La parrocchia deve essere innanzitutto una comunità dal volto fraterno dove ognuno porta, insieme agli altri, superando ciò che ci divide, il suo contributo
3. Quattro domande
1) Come superare questo modo individualistico di vivere il cristianesimo presente nella nostra parrocchia?
2) Come vivere un cristianesimo più comunitario?
Come fare della nostra parrocchia la casa e la scuola della prossimità?
Come fare perché i vicini diventino prossimo e nessuno si senta lontano, anche se abita accanto?
Come superare le eventuali divisioni presenti nella comunità?
3) Come rendere l’Eucaristia della domenica un momento sempre meno privato e sempre più comunitario?
Come rendere l’Eucaristia che celebriamo il punto di arrivo e di partenza della vita della nostra comunità parrocchiale?
4) Come il Consiglio Pastorale, la Comunità Educante, il Consiglio Affari Economici, le varie Commissioni pastorali possono diventare strumenti assolutamente necessari, indispensabili per costruire una parrocchia dove ci si sente a casa propria, dove si è gelosi della domenica, dell’Eucaristia domenicale, dove si vive una fede che diventa incontro, appartenenza.?
4. Che cosa fare in questo anno pastorale?
Il lavoro sulla parrocchia iniziato va ripreso e portato avanti a tre livelli
1) Il livello della formazione
Occorre coltivare il senso della Chiesa e il valore della gratuità nella Parrocchia.
L’amore alla Chiesa va nutrito con il valore della gratuità
La formazione deve essere intellettuale, spirituale, pastorale.
Ciò che conta è l’armonia delle tre dimensioni della formazione.
Qui sta la scommessa della parrocchia: saper coniugare la saggezza e la ricchezza umana con il senso ecclesiale e la bellezza della fede.
La proposta di formazione della nostra parrocchia ( cfr: il calendario degli incontri)
È una proposta non occasionale, ma della vita feriale della parrocchia.
- La scuola della Parola e la catechesi ( il primo e terzo giovedì del mese)
- La prima domenica del mese al pomeriggio una scuola responsabili per crescere nella responsabilità. Chi partecipa alla scuola responsabili potrebbe partecipare anche agli incontri del Consiglio Pastorale e della Comunità Educante.
- Gli incontri dei genitori: i genitori vanno coinvolti, altrimenti non diventa possibile nessun discorso educativo. I genitori vanno chiamati; i genitori non devono essere assenti dalla vita dei loro figli; i genitori devono sapere dove condurre i loro figli, i genitori non devono delegare nessuno al loro posto, i genitori devono ritornare nella vita dei ragazzi.
2) Il livello della vita quotidiana
Dobbiamo mostrare che è possibile, nella vita quotidiana vivere relazioni belle, gratuite, sincere a partire dal Vangelo.
Dobbiamo farci carico dell’umano comune, della storia e della vita quotidiana delle persone ( delle famiglie, degli sposi, dei ragazzi, dei giovani, degli anziani, dei malati, di quelli che nascono e di quelli che muoiono, di quelli che si sposano …) per renderle partecipi del Vangelo
Dobbiamo coltivare rapporti belli, fraterni, solidali, di accoglienza con tutti; tenere sempre aperte le porte della comunità, non escludere nessuno, lottando contro tutti i giudizi e i pregiudizi; abbattere tutti i muri e tutte le censure, superare tutte le divisioni tra i diversi gruppi; eliminare tutte le estraneità.
Dicevano i primi cristiani: “se conosco Te, nessuno mi è estraneo”
3) Il livello della storia da continuare a raccontare
Dobbiamo imparare a leggere, alla luce del Vangelo, la vita della nostra parrocchia
- per comprendere il cammino che è stato fatto,
- per capire dove siamo e dove stiamo andando,
- per discernere quando ci siamo lasciati guidare dallo Spirito e quando ci si è lasciati guidare da altro;
- per vedere quali correzioni di rotta è necessario mettere in atto …
perché sia una storia che continui a raccontare Gesù, e a rendere presente il Vangelo qui in mezzo alle nostre case e alla vita quotidiana delle persone.
Il racconto di questa storia potrebbe avere tre capitoli:
Dopo la Messa, dono più grande è la parrocchia.
Nella parrocchia la Chiesa fa casa con l’uomo
( don Primo Mazzolari)
Varie ed eventuali
Un saluto.
Don Enrico