La corresponsabilità nella parrocchia - Marzo 2014

Mercoledì 12 marzo 2014 dopo la Messa delle ore 20.30
in oratorio (centro parrocchiale) 15° sessione del Consiglio Pastorale

La corresponsabilità nella parrocchia

Ecco i punti dell’ordine del giorno:

Comunicazioni di don Enrico

QUI SIAMO ARRIVATI E DA QUI DOBBIAMO RIPARTIRE

1. Il volto della parrocchia
Dal lavoro fatto dal nostro Consiglio Pastorale possiamo tentare una piccola sintesi.
Abbiamo lavorato soprattutto sul volto da dare alla nostra comunità parrocchiale.
Può sembrare un lavoro astratto, ma è un lavoro fondamentale

1) Abbiamo cercato di definire la figura di Parrocchia.

  • È una comunità di persone che nasce perché ha incontrato il Signore Gesù e desidera seguirlo.
  • È una comunità di persone che a sua volta diventa il luogo dove è possibile incontrare, conoscere, seguire il Signore Gesù
  • È una comunità di persone dove diventa possibile incontrare il Signore nella misura in cui si coltivano e si vivono relazioni fraterne autentiche, sincere, fondate sul Vangelo

2) Una comunità dal volto fraterno

  • Per coltivare relazioni belle, fraterne occorre costruire la vita della parrocchia su tre pilastri assolutamente necessari: il primato della Parola, la centralità dell’Eucaristia, l’urgenza della carità
  • Per coltivare relazioni belle, fraterne occorre ricomporre i contrasti, superare le divisioni: una comunità divisa non va da nessuna parte.

3) Una comunità con al centro l’Eucaristia

  • È il momento più alto della vita della comunità parrocchiale.
  • È il momento in cui la comunità parrocchiale con-viene per poi andare a tutti, senza escludere nessuno
  • È il momento in cui tutta la vita della parrocchia arriva e da cui tutta la vita della parrocchia riparte
  • È un momento che deve parlare alla vita della gente e aiutare la gente a incontrare Gesù, a entrare in comunione con Lui

2. Gli strumenti pastorali

  • Perché la parrocchia possa vivere e svolgere la sua missione ha assolutamente bisogno del Consiglio Pastorale e del Consiglio Affari economici.

Il Consiglio Pastorale, insieme al Consiglio Affari Economici, è chiamato a collaborare con il Parroco al governo della parrocchia perché la parrocchia diventi, (come dice il card. Martini nella lettera pastorale “Sto alla porta” al n.  35):  una Chiesa totalmente relativa a Gesù, subalterna a Lui. Ogni parola, gesto, progetto pastorale, struttura … deve essere verificato alla luce della domanda essenziale: come e in quale misura questa parola, gesto, progetto, struttura …. rinviano al Signore atteso?

  • Accanto al Consiglio Pastorale  e al Consiglio Affari economici c’è la Comunità Educante e ci sono le diverse commissioni
  • Tutti questi strumenti vanno molto curati perché diventino di fatto luoghi dove si vive una spiritualità di comunità; luoghi di vero e concreto confronto; luoghi dove si cerca di condividere gli stessi obiettivi e gli stessi valori, lo stesso amore alla parrocchia;  luoghi dove ci si mette in ascolto dello Spirito per discernere dove e come lo Spirito vuole condurre la nostra parrocchia
  • Tutti questi strumenti dicono che nella parrocchia occorre camminare insieme. Nella parrocchia non si va avanti da soli, occorre una conduzione “sinodale”, cioè di persone “corresponsabili”

3. L’ importanza e la necessità della formazione

1) La formazione è assolutamente necessaria.
La parrocchia domanda la collaborazione di persone che si formano insieme nella comunità secondo le linee della Chiesa diocesana. Senza persone che hanno a cuore questa formazione, la parrocchia diventa una stazione di servizio, non annuncia la gioia del Vangelo, cade in una ripetitività sterile.
Perché in parrocchia ci siano persone corresponsabili è necessaria una formazione permanente

2) A chi è rivolta la formazione?
La formazione che la parrocchia è chiamata a fare è rivolta a tutti, perché tutti sono chiamati a diventare adulti nella fede.
Ma in modo particolare devono sentire il dovere della formazione coloro che a vario titolo svolgono un servizio nella parrocchia, in particolare a coloro che hanno a cuore la vita della parrocchia

3) In che cosa consiste la formazione?
Possiamo fare riferimento al Vangelo di Marco 3,14s: Il Signore Gesù fece dodici che chiamò anche apostoli, per essere con Lui e per inviarli ad annunciare e ad avere il potere di scacciare i demoni.

  • “Fece dodici”: la comunità è punto di partenza e di arrivo della missione della parrocchia.
  • “ Per essere con Lui”: La comunità ha come fine, mezzo e principio la comunione con Gesù
  • “Per inviarli” : la comunione con Gesù  è la sorgente della missione della parrocchia

La formazione deve aiutare a coltivare

  • una spiritualità evangelica: coltivare un ascolto assiduo e fedele della  Parola di Dio
  • una spiritualità ecclesiale: : coltivare un sentire ecclesiale
  • una spiritualità del servizio: coltivare uno stile di servizio

Questo è importante per aiutare la comunità parrocchiale

  • a pensare come Gesù,
  • a scegliere come Gesù,
  • ad agire con Gesù

Una conclusione.

  • Penso che c’è molto da dire a da approfondire sul tema della formazione.
  • Invito il Consiglio Pastorale ad approfondire questa tematica
  • Invito il Consiglio Pastorale a prendere concretamente coscienza della necessità e dell’urgenza della formazione nella nostra comunità parrocchiale. Non facciamo nessun passo in avanti se non partiamo da qui. Tante situazioni non possono essere risolte se non a partire dalla formazione.
  • Invito a prendere coscienza che non faremo nessun passo significativo come Consiglio Pastorale, come Consiglio Affari economici, come Comunità educante senza un impegno serio nella formazione.
  • Invito a guardare, a riflettere, a discutere sul cammino della quaresima di quest’anno che abbiamo portato in tutte le case
  • Invito a vedere concretamente come portare avanti in parrocchia una scuola corresponsabili collegati con la Diocesi che faccia riferimento all’Azione Cattolica

Varie ed eventuali

Un saluto.
Don Enrico