Auguri natalizi da Marta

Lima, 11/12/13

Carissima Mimma e amici del gruppo missionario,
anche quest’anno in occasione del Santo Natale desidero ringraziarvi per la costanza con cui ci accompagnate.. è solo grazie alla vostra generosità che possiamo portare avanti il nostro lavoro!

E’ sempre un periodo molto intenso questo dell’Avvento. Tante attività da preparare, bilanci da chiudere. E’ per me anche il momento in cui più soffro la nostalgia delle persone care lasciate in Italia, della famiglia. Cerco qualche spazio per rallentare un po’ la corsa e ripensare all’anno passato, per ricordare ciò che di più intenso abbiamo vissuto…

Mi accorgo che, vivendo in questa casa, corro il rischio di “assuefarmi” a tutta la sofferenza che mi circonda e, immersa nella routine quotidiana, di perdere un po’ il senso del nostro essere qui.

Se mi guardo indietro rivedo i tanti volti delle persone che ci hanno accompagnato: don Andrei e Vladimir, che ora vivono stabilmente con noi; Maria, che attende la fine del lungo anno di chemioterapia per poter tornare a Cusco col marito Teodoro; Sabina, che è stata per lungo tempo in fin di vita ed è ancora molto fragile; Rosamaria, che invece è morta a soli 18 anni, senza poter riabbracciare i genitori; Abel, un bimbo di 6 anni, molto intelligente, ma con una scoliosi congenita molto pronunciata che fino ad ora non siamo riusciti a correggere.

Ma fra tutti vi devo sicuramente raccontare di Micaela, perché ad una sofferenza come la sua non ci si può certo assuefare!

E’ una giovane mamma di 4 figli, ha 33 anni e vive a Pachas, nella regione di Huanuco. La sua storia ricorda quella di molte ragazze della Sierra, fuggita molto giovane dai maltrattamenti dell’uomo di seconde nozze di sua madre per finire tra le braccia di un marito violento.
Nel novembre 2012 i due coniugi hanno un litigio per strada e lei nella caduta si rompe il bacino. Il marito invece di accompagnarla in ospedale, la trascina a casa e da questo momento hanno inizio mesi di segregazione e maltrattamenti. Nonostante le condizioni in cui si trova arriva a concepire un figlio.
Solo nel mese di marzo, grazie all’intervento di Padre Maurizio, arriva presso di noi e poi in ospedale.
La situazione è critica: i medici diagnosticano un tumore delle ghiandole paratiroidee che ha provocato un passaggio massiccio del calcio contenuto nelle ossa al circolo sanguigno. L’ossatura è divenuta così fragile che una minima pressione è sufficiente a provocare una frattura. Non è solo la vita di Micaela ad essere in pericolo, ma anche quella del suo bambino. La preoccupazione è anche per i quattro figli della coppia, dei quali due sono accuditi dalle sorelle di Micaela, mentre due sono ancora in balia del padre.
E’ un caso che fa scalpore ed arriva a mobilitare anche il ministro “della donna”.
In questo lungo anno Micaela è stata sottoposta prima ad un taglio cesareo per far nascere il suo bambino (miracolosamente sanissimo) ed in seguito a due chirurgie per asportare il tumore e le metastasi. Il suo fisico ora è molto provato, ci sono dei piccoli segnali di recupero: la calcemia è tornata nella norma ed ha ricominciato ad avere appetito. E’ certo però ormai che non potrà più tornare a camminare. Ci facciamo tanti interrogativi riguardo ala suo futuro: chi si prenderà a cuore la vita di questa donna? Chi la accudirà’? chi la aiuterà a crescere i suoi figli?

Così mi viene naturale chiedere anche a voi una preghiera al Bambin Gesù’ per la vita e la salute di Micaela e di tutti coloro che abbiamo accolto e accoglieremo nella nostra casa.

Spero possiate passare un sereno Natale ed un felice anno nuovo!

Vi ricordiamo sempre con tanto affetto!

         Marta, Luisa, Elida e i malati della casa “Virgen de Guadalupe”