I passi del nostro cammino - novembre 2012

Mercoledì 14 novembre 2012 dopo la Messa delle ore 20.30

in Santuario 3° sessione del Consiglio Pastorale

I passi del nostro cammino

Con domenica 4 novembre, festa di S. Carlo abbiamo dato inizio al cammino pastorale.

Siamo nell’anno della fede, il Papa ci dice: L’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi, come la samaritana, al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva. Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio e del Pane della vita.

L’Arcivescovo ha scritto alla Diocesi una lettera pastorale intitolata: “Alla scoperta del Dio vicino”.

Noi abbiamo dato inizio al cammino pastorale con l’esperienza degli esercizi spirituali.

Il Consiglio Pastorale è chiamato a vegliare e a guidare il cammino della parrocchia.

 

1. Quello che è stato detto nella sessione del 9 ottobre 2012

1) Il metodo dell’ordine del giorno

Il metodo di dare prima un ordine del giorno ragionato è giudicato positivo.

L’ordine del giorno comprende sempre due parti:la prima parte è un tentativo di dire in modo ordinato quello che è emerso nella sessione precedente, per non perderne la memoria e per dare continuità al lavoro del Consiglio Pastorale; la seconda parte mette a fuoco i problemi e gli argomenti sui quali il Consiglio pastorale è chiamato a confrontarsi e a decidere.

Potrebbe essere utile costituire anche una piccola segreteria con la quale discutere l’ordine del giorno.

È importante anche far conoscere sempre a tutta la comunità il lavoro del Consiglio Pastorale.

2) Al Consiglio Pastorale deve stare a cuore l’insieme della parrocchia.

Preoccupazione del Consiglio Pastorale è quella di fare della parrocchia una comunità accogliente dal volto fraterno; una comunità ospitale verso tutti, come dice il Card. Martini nella lettera “Ripartiamo da Dio”:
La Chiesa è come una grande rete che raccoglie ogni genere di pesci (Mt.13,47-50), un grande albero presso cui nidificano a loro vantaggio molte specie di uccelli (Mt. 13,31-32). La Chiesa che è sotto il primato di Dio, Padre universale, sente il dovere di essere ospitale, paziente, longanime, lungimirante. Non può arrogarsi il giudizio definitivo sulle persone e sulla storia che spetta soltanto a Dio. La Chiesa è una grande città, le cui porte non devono essere chiuse a nessuno che chiede sinceramente asilo…

La Chiesa è cammino da massa a popolo dell’Alleanza: in questo cammino c’è chi è più avanti e chi è più indietro, chi si muove solo ora e chi si stanca. Guai se riducessi la Chiesa a comunità di giusti e di perfetti.

Per costruire una comunità dal volto fraterno il Consiglio Pastorale deve avere sempre:

  • uno sguardo attento innanzitutto sul bene che c’è, che si fa nella parrocchia perché sia sostenuto, incoraggiato, valorizzato
  • uno sguardo attento su ciò che va corretto, raddrizzato, aggiustato, cambiato
  • uno sguardo attento ai vuoti che ci sono, ciò che non si fa e che potrebbe essere fatto ….

Compito del Consiglio Pastorale non è tanto il fare.

Il fare è compito delle singole commissioni, dei vari gruppi …

Compito del Consiglio Pastorale è di pensare l’insieme della parrocchia, dare direttive perché tutto concorra al bene e alla costruzione della comunità, perché i vari gruppi non si contrappongano, non si sovrappongano, ma collaborino ….

3) I giovani e la nostra parrocchia

La problematica giovanile va certamente affrontata.

Due sono le attenzioni da coltivare: la prima è di mettersi in ascolto dei giovani, delle loro domande vere, e pensare una proposta seria per loro, creare momenti di incontro per loro; la seconda  è di cercare in tutti i modi di entrare in relazione con i giovani, perché sentano che c’è un’attenzione per loro, e non sono estranei nella comunità. Inizialmente non ci deve preoccupare la risposta dei giovani, ma la proposta da fare a loro.

4) Il calendario parrocchiale

È necessario un calendario che ritmi la vita quotidiana, ordinaria  della parrocchia con momenti capaci di offrire a tutti cammini ordinari e belli di crescita nella fede.

Il calendario della Parrocchia è stato pubblicato sul notiziario “La casa sul monte che veglia e orienta!”

5) L’inizio del cammino pastorale della parrocchia

Il cammino pastorale della parrocchia prende inizio con la festa di S. Carlo.

Come prima iniziativa ci sono gli esercizi spirituali.

La Chiesa degli Apostoli, prima di essere una Chiesa che fa qualcosa è una Chiesa che loda Dio,  ne riconosce il primato assoluto, sta davanti a Lui in silenziosa adorazione   ( Card. Martini).

6) Il notiziario della parrocchia

Abbiamo fatto il notiziario della parrocchia, lo abbiamo portato in tutte le case, lo abbiamo intitolato "La casa sul monte che veglia e orienta", per informare le famiglie della vita e delle attività della parrocchia.

Sono importanti eventuali proposte, osservazioni perché diventi uno strumento utile.

7) La catechesi dell’iniziazione durante la settimana

La proposta è di fare la catechesi durante la settimana. Iniziamo a piccoli passi, perché deve trovare il consenso possibilmente di tutti. Ecco come ci siamo mossi: il martedì la 3 elementare, il giovedì la 5 elementare e la I media, il venerdì la II e la III media.

Questo ci impegna ancora di più a dare vita all’oratorio della domenica.

 

2. I passi che vogliamo compiere

All’inizio del cammino pastorale è importante mettere a fuoco alcuni obiettivi e alcune priorità che possono guidarci in questo anno. Siamo nell’anno della fede, così abbiamo scritto nel notiziario:

Siamo chiamati, oggi, a compiere un passaggio impegnativo: da una fede di tradizione a una fede di convinzione, coraggiosa e missionaria.  La nostra fede deve più che mai, oggi, riscoprire la sua dimensione di interiorità, perché senza libera convinzione interiore non c’è cristianesimo.

1) Gli obiettivi e le priorità.

1a) Fare della nostra parrocchia una chiesa che si distingue nell’arte della preghiera. Oggi c’è una diffusa esigenza di spiritualità: occorre valorizzare questo desiderio di preghiera.

La parrocchia deve avere il coraggio di indicare i cammini cristiani di preghiera.

L’educazione alla preghiera deve diventare un punto qualificante del programma pastorale.

1b) Fare della nostra parrocchia una chiesa che pone la priorità nell’Eucaristia della domenica:  L’Eucaristia è il centro della vita della parrocchia: attorno all’Eucaristia vive e cresce la comunità parrocchiale. Tutta la vita della parrocchia deve convergere all’Eucaristia e dall’Eucaristia deve ripartire.

Il frutto proprio e specifico della Messa è l’edificazione della comunità cristiana nella comunione di vita con Gesù e, per suo tramite, nella condivisione di destino con i fratelli.
Nutrendosi del Pane Eucaristico, ogni battezzato impara a pensare, ad agire e ad amare come Gesù...e impara a costruire una fraternità nuova capace di ascolto, di dedizione, di responsabilità e di perdono.

(Card. Martini)

Dobbiamo fare della Messa delle ore 10.00 la Messa della comunità parrocchiale.

1c)  Fare della nostra parrocchia una chiesa a cui sta a cuore l’ascolto della Parola. L’interiorità della fede si nutre dell’ascolto della Parola.

Dobbiamo imparare a leggere e a rileggere il Vangelo personalmente, nella comunità, e anche in famiglia.

È necessario riprendere la scuola della Parola, praticare la lectio divina.

È necessario sostenere una catechesi sistematica per tutti.

1d) Fare della nostra parrocchia una chiesa che si lascia interrogare dall’urgenza della carità. Attraverso la carità la comunità parrocchiale si scuote: impariamo a vedere la sofferenza degli altri, ad aprire il nostro cuore e a capire che la vita vale soprattutto per i valori di dedizione.

Solo chi perde la sua vita la ritrova.(Mt. 16,25)

1e) Fare della nostra parrocchia una chiesa  che coltiva una spiritualità di comunione.

Significa sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi; significa capacità di sentire il fratello di fede come uno che ci appartiene; significa capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c’è nell’altro, .per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio.

2) Qualche passo da compiere

2a) Vivere il tempo dell’Avvento

come tempo per rendere stabile il cammino dei ragazzi, preadolescenti, adolescenti

come tempo per iniziare il cammino con la comunità adulta

come tempo per pensare il cammino dei giovani

come tempo costruire insieme una comunità dal volto fraterno attraverso le iniziative di carità:
( aiuto alla parrocchia di Marcaria della Diocesi di Mantova colpito dal terremoto; raccolta di viveri da consegnare al Mato Grosso, coltivare relazioni fraterne in famiglia e nella comunità ….)

2b) Visita alla famiglie, benedizione natalizia

È un’occasione per sottolineare l’importanza di vivere rapporti fraterni, schietti, liberi nella comunità.

L’andare nelle case, il bussare a tutte le porte è fare come il  buon samaritano che da forestiero si è fatto prossimo.  La missione dei cristiani è quella di creare rapporti di prossimità con tutti.

2c) Il cammino dei ragazzi nella comunità parrocchiale

I vari gruppi dei ragazzi raccontano e celebrano il loro cammino nella Messa della comunità.

Confrontiamoci:

Riflessioni, osservazioni, suggerimenti, proposte.

Un cordiale saluto

Don Enrico