La celebrazione eucaristica 1ª parte - catechesi aprile 2016

Catechesi Catechesi adultiadulti - 21 aprile 2016
LA CE
LEBRAZIONE EUCARISTICA
CULMINE E FONTE
DELL'EVANGELIZZAZIONE
1ª parte - i riti introduttivi e la liturgia della Parola

Introduzione
La Chiesa è segno e strumento della nostra comunione con Dio e segno e strumento dell’unità di tutto il genere umano.
La liturgia, anche se non esaurisce tutta l’azione della Chiesa, può essere detta culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana la sua azione. Ciò che il Concilio dice della liturgia in generale, si applica in modo particolare per la celebrazione eucaristica, che della liturgia è il cuore.
Dice il card. Martini nella lettera pastorale “Attirerò tutti a me”: la centralità dell’Eucaristia va intesa come un centro dinamico, perché ci raccoglie dalle regioni della nostra lontananza spirituale, ci unisce a Gesù e ai fratelli e ci sospinge con Gesù e con i fratelli verso il Padre. E’ come un sole che attira a sé la terra degli uomini e con essa cammina verso un termine misterioso e certissimo.”
Vogliamo fare una riflessione sulla celebrazione eucaristica nella comunità parrocchiale per mettere in evidenza due aspetti: il primo, la celebrazione dell’Eucaristia è il punto a cui approda l’azione evangelizzatrice della Chiesa; il secondo la celebrazione dell’Eucaristia ha in se stessa, nella dinamica celebrativa, un’altissima carica evangelizzatrice.

La celebrazione dell’Eucaristia nella comunità
            Dice il Messale: La messa è costituita da due parti, la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica; strettamente congiunte da formare un unico atto di culto. Nella Messa, infatti, viene imbandita tanto la mensa della Parola di Dio quanto la Mensa del Corpo di Cristo e i fedeli ne ricevono istruzione e ristoro. Ci sono poi altri riti che iniziano e concludono la celebrazione.
Tutto questo è frutto di una ricca e secolare tradizione ed è il segno della fedeltà e dell’obbedienza della Chiesa al mandato che Gesù.
Il libro degli Atti degli Apostoli afferma che la comunità che aveva accolto il Vangelo di Gesù era “assidua nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At.2,42).  Anche S. Paolo dice alla Chiesa di Corinto: Io ho ricevuto dal Signore Gesù quello che a mia volta vi ho trasmesso nella notte in cui fu tradito, Gesù prese il pane, rese grazie e lo spezzò …(1Cor. 11,23) ed è anche quello che lascia intravedere la bellissima pagina dei discepoli Emmaus ( Lc. 24,13-35), dove l’esperienza della fede pasquale, il riconoscimento del risorto è descritta con i tratti della liturgia eucaristica domenicale: la spiegazione delle scritture lungo la via, il riconoscimento del Signore allo spezzare del Pane, la missione dei discepoli.
La celebrazione eucaristica è il segno permanente di una comunità evangelizzata (che accoglie il Vangelo), ma nello stesso tempo diviene proclamazione del Vangelo alla Chiesa e al mondo.
La celebrazione dell’eucaristia, mentre  ci dona lo stesso Cristo Gesù nella sua Pasqua, ci fa percorrere un efficace e fruttuoso cammino di ricerca, di approfondimento e di proclamazione del Vangelo.
L’Eucaristia, prima di essere qualcosa che noi facciamo, prima di essere un’azione della Chiesa è la Pasqua di Gesù che ci raggiunge; è il Signore che dalla Croce ci attira o, meglio ancora, oggi, storicamente ci raggiunge.
L’Eucaristia è la Pasqua che supera la storia e si rende contemporanea a noi, alla nostra comunità; è l’amore infinito del Padre, presente nella morte e nella risurrezione di Gesù, che ci raggiunge.
L’Eucaristia è la Pasqua di Gesù che ci raggiunge, ci tocca, ci afferra, cerca di penetrare il nostro uomo interiore, la comunità e cerca di plasmare la società di quello spirito di gratuità da cui essa è nata.
La Pasqua è espressione della gratuità di Dio, del suo perdono gratuito, della  sua misericordia, della prossimità. La gratuità è il fiore del Vangelo; è il Vangelo. La Chiesa nasce dalla gratuità della Pasqua che si celebra nell’Eucaristia. L’Eucaristia è il segno grande della gratuità di Dio.
L’Eucaristia è sia punto di partenza, sia punto di arrivo della vita della parrocchia. La comunità cristiana nasce dalla Pasqua di Gesù e si costruisce attorno alla Pasqua di Gesù.
L’Eucaristia viene percepita e vissuta come segno della gratuità di Dio soprattutto attraverso l’ascolto della Parola, perché la Parola è la Pasqua di Gesù che si comunica a noi, che si svela alla nostra mente e che penetra il nostro cuore. Proprio come avveniva ai discepoli di Emmaus, il cui cuore si riscaldava ascoltando la spiegazione delle Scritture e si preparava a riconoscere Gesù nell’Eucaristia. Non lo avrebbero riconosciuto allo spezzare del pane, cioè non avrebbero compreso la centralità dell’Eucaristia, se non fossero stati riscaldati dall’ascolto della Parola

L’itinerario della celebrazione eucaristica

Vediamo insieme i diversi momenti della celebrazione eucaristica

1) I riti introduttivi
            La Messa inizia con la convocazione ecclesiale, che è convocazione divina. Questo non è sempre chiaro nella nostra mente e nel nostro cuore.
Alle ragioni di fede si mescolano spesso altre motivazioni, le più disparate: come l’abitudine, la messa come precetto, la Messa come pausa da una vita di corsa, la Messa per non fare peccato …
La Chiesa propone una sequenza di riti di preparazione affinché vengano purificate le intenzioni e ci sia una appropriazione oggettiva delle ragioni della fede che ci aiutino a partecipare in modo consapevole alla celebrazione.
Il canto di ingresso, il segno di croce accompagnato dal nome della Trinità, il primo saluto del sacerdote all’assemblea, la monizione introduttiva, l’atto penitenziale con la sua pausa di silenzio, l’inno del Gloria e, infine, la preghiera dell’assemblea sono una sequenza ricca e varia di gesti e di Parole che, mentre intendono stabilire i contatti comunicativi tra Dio e il suo popolo e dei fedeli tra di loro, prendono ogni persona là dove si trova di fatto nella sua situazione spirituale e la invitano a entrare nell’esperienza dell’incontro tra Dio e il suo popolo per la mediazione di Gesù e in forza dello Spirito Santo.
È necessaria la presenza alla celebrazione dell’Eucaristia fin dall’inizio.

2) La liturgia della Parola
            Dopo i riti introduttivi la celebrazione approda alla mensa della Parola, dove il testo sacro prende vita e la lettura delle Parola di Dio diventa incontro di grazia con il Signore risorto presente nella Parola.  La liturgia della Parola è il luogo e il momento liturgico esplicitamente evangelizzatore di grande importanza per l’edificazione della fede nella comunità cristiana.
La Parola di Dio è qualcosa che ci supera da ogni parte, che ci avvolge e che ci sfugge, se tentiamo di afferrarla. Noi siamo nella Parola di Dio, essa ci spiega e ci fa esistere. È stata la Parola per prima a rompere il silenzio, a dire il nostro nome, a dare un progetto alla nostra vita.
È l’accoglimento della Parola di Dio che ci fa diventare comunità autenticamente cristiana secondo le leggi della comunione. (Martini)

a) La comunità legge e ascolta la Parola di Dio
Nel libro degli Atti degli Apostoli (At. 2,42) leggiamo: che i discepoli di Gesù ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli Apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme.
La comunità cristiana, cioè il vivere insieme come fratelli nasce come conseguenza dell’ascolto e dell’accoglienza della Parola di Dio.  Prima si è discepoli e poi si è fratelli. La celebrazione eucaristica è possibile solo in una comunità che si riconosce fraterna perché ha accolto la Parola.
È l’accoglimento della Parola di Dio che ci fa diventare comunità autenticamente cristiana secondo le leggi della comunione.  La Parola di Dio ci assicura il contatto vivo e immediato con Cristo stesso, Parola vivente del Padre, fonte della comunione 
La Parola era presso Dio, la Parola era Dio, la Parola si fece carne e prese ad abitare in mezzo a noi (Gv.1,1.14).  La vita di Gesù dall’incarnazione fino al dono dello Spirito Santo è Parola di Dio in modo definitivo. In essa Dio dice chi Egli è propriamente: è comunione di vita, è amore, è Trinità. Dice anche chi Egli vuole essere per l’uomo: vuole essere il Padre che ama, l’alleato che accoglie e salva, l’amico che condivide fino alla morte la condizione dell’uomo, per rendere l’uomo partecipe della sua condizione divina.
La Parola di Dio ci assicura il contatto vivo e immediato con Cristo stesso, Parola vivente del Padre, fonte della comunione, della vita della comunità.
La Parola dii Dio ci dice che l’amore del Padre ha raggiunto in Cristo le varie situazioni umane, le ha rese vere, le ha illuminate e purificate dal di dentro, le ha aperte a nuove e inaspettate possibilità.  La vita, la morte, l’amicizia, il dolore, l’amore, la famiglia, il lavoro, le varie relazioni personali, la solitudine, i segreti movimenti del cuore, i grandi fenomeni sociali, tutta questa vita umana ci viene consegnata dalla Parola di Dio in una luce nuova e vera.
E noi, mentre incontriamo questa Parola, incontriamo noi stessi, il nostro passato, il nostro futuro, i nostri fratelli. Impariamo a costruire una comunità che, in fedeltà alle leggi della comunione, trova un posto, un senso, un messaggio di speranza per ogni uomo e per ogni situazione umana.   (Martini)

b) La funzione della Parola di Dio nella liturgia
La lettura e ascolto della Parola di Dio  nella liturgia ha  una funzione evangelizzatrice.
       1) La liturgia della Parola evangelizza innanzitutto la celebrazione in atto, cioè riconduce la celebrazione eucaristica alla logica della salvezza; la inserisce, la colloca nella storia della salvezza; le impedisce l’autosufficienza, l’isolamento.  Ascoltare la Parola, proclamata in assemblea liturgica, significa fare oggi, come chiesa e come singoli, l’esperienza esaltante della rivelazione divina, significa mettersi, oggi, alla stessa scuola che un tempo fu del  il popolo di Israele, delle comunità apostoliche e dei discepoli di Gesù.
Gesù è presente quando nella celebrazione eucaristica si legge la Parola: è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. 
       2) La liturgia della Parola evangelizza anche l’approccio alle scritture, cioè la liturgia della Parola ci insegna a comporre in sintesi unitaria l’Antico e Nuovo Testamento, profezia e vangelo, salmi e cantici spirituali.  La liturgia della Parola mette in evidenza l’itinerario paziente della rivelazione di Dio nella storia che ha nel Vangelo la chiave di volta, il punto di arrivo della storia della rivelazione.
La liturgia della Parola è un itinerario verso la storia di Gesù
L’omelia ha in questo contesto lo scopo di aiutare l’assemblea ad accogliere e a rendersi disponibile al Vangelo, fino a condividere la logica  che ha condotto Gesù a offrire se stesso al Padre e ai fratelli
       3) La liturgia della Parola evangelizza la vita della comunità cristiana cioè la liturgia della Parola promuove la santità della Chiesa. La proclamazione della Parola di Dio è via di conoscenza delle cose di Dio, è annuncio di consolazione e di speranza, è promessa di grazia e di perdono, è appello alla fede e alla conversione in vista della carità, è invito alla sequela di Gesù, all’impegno per costruire la pace …
La liturgia della Parola conduce all’incontro con Gesù, alla comunione con Gesù per vivere come Lui, attraverso il segno del sacramento:.
       4) La liturgia della Parola evangelizza anche la formulazione della Preghiera nella Chiesa cioè la liturgia della Parola conduce la preghiera della Chiesa ad ispirarsi alla Parola di Dio, alla Bibbia.
La Chiesa impara e deve imparare a pregare per sé, per il mondo dalla Parola ascoltata. È dalla Parola che riceve l’annuncio dell’amore del Padre per ogni creatura, della carità del Figlio sempre vivo tra noi, dello Spirito che viene in aiuto alla nostra debolezza ( Rom 8,25-26); è questo il contesto in cui deve nascere e deve essere fatta la preghiera, perché ci si sente in comunione con il mistero di Dio.

Per concludere questa prima parte  (seguirà la seconda parte)
Se in principio c’era la Parola e dalla Parola di Dio, venuta tra noi,
            è cominciata ad avverarsi la nostra redenzione,

            è chiaro che, da parte nostra, all’inizio della storia personale di salvezza
            ci deve essere il silenzio: il silenzio che ascolta, che accoglie,
            che si lascia animare….
È sempre una sfida per l’uomo il coraggio di entrare nel silenzio ( Martini)

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