Il Battesimo che cosa è?
Scheda n. 3
Il Battesimo è un Sacramento
I Sacramenti sono diversi modi con cui Dio si comunica a noi.
Dio si comunica a noi attraverso la Creazione, nella Redenzione, cioè quando si è fatto uomo ed è nato tra noi, nel Sacramenti, nella Parola di Dio, nella Parola della Chiesa, e in tanti altri modi …
I Sacramenti sono un modo privilegiato con cui Dio si comunica a noi.
Il Battesimo è il Sacramento base; è l’origine di tutto, è la porta della Chiesa ( si entra a far parte della comunità cristiana); è l’inizio della vita cristiana; è l’evento su cui gli altri sacramenti si fondano.
Dice S. Paolo nella lettera ai Romani (6,3-4)
“ Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del Battesimo siamo stati sepolti insieme a Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, cos’ anche noi possiamo camminare in una vita nuova”
S. Paolo dice che il Battesimo è entrare nel fonte battesimale; che equivale a immergersi nella Passione e nella morte di Gesù, e dell’uscire dall’acqua tutti bagnati, che è come un uscire dalla tomba e risorgere a una vita nuova.
Il battesimo è una memoria del passato, che opera nel presente: è un partecipare alla morte e risurrezione di Gesù per camminare, oggi, in una vita nuova.
Quale questa vita nuova che nasce dal Battesimo?
Nel Battesimo noi siamo chiamati figli di Dio.
Nel Battesimo noi prendiamo coscienza che Dio è Padre.
Nel Battesimo la voce del Padre dice a noi, come quando Gesù è stato battezzato nel fiume Giordano: “Tu sei mio figlio, amato. Io ti ho scelto, tu mi piaci” ( cfr, Lc. 3,22)
1) Dio è Padre
Il Battesimo ci impegna a chiamare Dio, Padre
Tutta la vita di Gesù è tesa a dimostrare che Dio è un Padre che accoglie, perdona, salva e dona gioia.
La paternità è il vero volto di Dio.
Gesù chiama sempre Dio con il nome di Padre.
Conoscere questa paternità di Dio non è merito nostro, non è conquista del pensiero umano, ma una rivelazione del tutto gratuita che ha fatto Gesù di fronte alla quale si può solo ringraziare e gioire.
Dio può essere detto con diversi nomi: Giudice, Signore onnipotente, Creatore del mondo… ma il nome che sorregge tutti gli altri nomi e li rischiara è “Padre”.
Dio non è prima “Creatore” e poi “Padre”, ma prima “Padre” e poi “Creatore”. La signoria di Dio non è per dominare, ma per donare, sempre per donare. La sua Onnipotenza è quella dell’amore.
La sua giustizia è per offrire il perdono.
Dice il Vangelo di Matteo, 11,25-27:
“ Allora Gesù disse: Ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra. Ti ringrazio perché hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli. Si, Padre, così Tu hai voluto.
E disse ancora: il Padre ha messo tutto nelle mie mani. Nessuno conosce il Figlio, se non il Padre. Nessuno conoscere il Padre, se non il Figlio e quelli ai quali il Figlio lo fa conoscere.”
Soltanto Gesù ha potuto rivelarci la profondità della paternità di Dio e di conseguenza la insospettata grandezza di essere figli.
Nessuna religione è mai giunta a tanto.
Dio è un Padre che predilige i semplici, gli umili.
Dio è Padre di tutti, ma è un Padre che ha più riguardo per gli emarginati, perché non è giusto che lo siano.
Come un padre di famiglia che dà più tempo al figlio più debole perché maggiormente in difficoltà.
Se Dio è Padre, noi siamo suoi figli.
Dice S. Paolo nella lettera ai Galati, 4,6:
“ Che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida : Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio.
2) Noi siamo figli di Dio sia tutti fratelli
Se il nome di Dio è Padre, il nostro vero nome è figli
Essere figlio Dio è un dono, ma occorre accoglierlo e custodirlo.
Quando Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a pregare ha insegnato la preghiera del Padre nostro (Cfr. Mt. 6, 9-13 e Lc.11,2-4).
Il Padre nostro è la preghiera dei figli e dei fratelli.
Tutte le domande sono al plurale, anche quelle del pane e del perdono.
Il Padre non ascolta chi pensa soltanto ai propri bisogni.
Il Padre nostro è una preghiera da recitare insieme e per tutti. Rivolgendosi a Dio chiamandolo “Padre nostro” significa ritenere ogni uomo un fratello, figlio del Padre come me, amato da Dio come me.
I fratelli possono avere idee diverse, capacità diverse. Non importa.
Possono esserci simpatici o meno. Non importa.
Siamo fratelli perché figli di un unico Padre, non per altri motivi. La vera risposta all’amore del Padre è l’amore tra i suoi figli.
Un vero padre si sente riconosciuto e gratificato, e di questo gioisce e di questo è fiero, quando vede che tutti i suoi figli vanno d’accordo tra loro.
Così anche Dio, il Padre celeste.
Dio è anzitutto il Padre di Gesù.
Gesù è il figlio di Dio che attraverso il Sacramento del Battesimo chiama anche noi a fare parte, insegnandoci a rivolgerci al Padre con la sua stessa confidenza, chiamandolo “Abbà”.
“Abbà” significa babbo, lo usavano i bambini ebrei per il loro papà, ma nessun ebreo avrebbe osato rivolgersi a Dio con tanta confidenza.
Invece, ci dice Gesù, è proprio questo il modo giusto di stare davanti a Dio, con la fiducia di un bambino.
Gesù non ha parlato del Padre in termini astratti, ma ne ha descritto il volto con tratti molto concreti.
Per esempio (Possiamo leggere insieme questi brani del Vangelo):
Dio è un Padre che continua ad amare il figlio che si è allontanato da casa. Appena lo vede, gli corre incontro e fa festa: non esige riparazione, ma fa festa e vuole che la sua gioia sia condivisa.
(Cfr. Vangelo di Luca.15, 11-31)
Dio, che nutre gli uccelli del cielo e riveste i fiori, quanto più si preoccupa di ciascuno dei suoi figli ( (Cfr. Matteo 6,23-34)
Dio è un Padre che fa sorgere il sole suoi buoni e sui cattivi (Cfr. Matteo 5,43-48)
A Dio possiamo chiedere fiduciosamente il pane per ogni giorno, il perdono dei peccati, la forza di superare la tentazione.( Cfr. Matteo 7-15)
Se a Dio chiedi un chiedi un pesce non ti dà un serpente e se gli chiedi un uomo non ti dà uno scorpione ( cfr, Lc. 11, 11)
Questa figura di Padre rinnova profondamente il nostro modo di stare davanti a Dio e alla vita: la fiducia sostituisce il timore, l’amore prende il posto della paura.
Non siamo più abbandonati e soli, ma cercati e amati. Non più nell’angoscia, ma nella gioia.
Padre dice il modo con cui Dio si pone di fronte all’uomo e l’uomo di fronte a Dio. Se Dio è un Padre che ama, allora deve cambiare il nostro modo di stare davanti a Lui e di guardarlo.
* Ciò che dà gioia e sicurezza alla nostra vita è l’amore di Dio Padre per ciascuno di noi. Il Padre vuole la nostra gioia.
Il Sacramento del Battesimo ci deve introdurre in questa esperienza.
È un’esperienza che siamo chiamati a fare noi per comunicarla, attraverso di noi, ai nostri figli.
È un’esperienza che non si trasmette a parole, ma con la vita, con la testimonianza.
Proviamo a recitare il “Padre nostro” premettendo a ogni invocazione la parola “Padre”:
Padre nostro che sei nei cieli:
Padre, sia santificato il tuo nome,
Padre, venga il tuo Regno,
Padre, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Padre, dacci oggi il nostro pane quotidiano,
Padre, rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Padre, non ci indurre in tentazione,
Padre, liberaci dal male.