Chiamati a costruire insieme il Progetto Pastorale - incontro 10 dic. 2015

Giovedì 10 dicembre ore 21.00 in oratorio 5° incontro del Consiglio Pastorale e degli operatori pastorali della parrocchia.

CHIAMATI A COSTRUIRE INSIEME
IL PROGETTO PASTORALE DELLA PARROCCHIA

Dopo la presentazione dello strumento di lavoro “PASSI INCONTRO A GESU’” e dopo aver individuato l’icona biblica nella guarigione del cieco di Gerico e nell’incontro di Gesù con Zaccheo dobbiamo vedere insieme come costruire il progetto pastorale della parrocchia.

Dò alcune indicazioni di metodo e traccio un piccolo schema su cui lavorare insieme.

1. Indicazioni di metodo

            1). L’obiettivo da raggiungere
L’obiettivo che vogliamo raggiungere è quello di fare della nostra parrocchia una Chiesa che vive in uscita sul territorio, una Chiesa sempre “aperta”, accogliente, protesa verso ogni persona, attenta alla vita quotidiana della gente, che cerca di annunciare a tutti la buona notizia del Vangelo
            Questo mandato costituisce la parrocchia, la fa esistere; la deve sempre interpellare. inquietare in ogni momento, far uscire da se stessa e dalla sue sicurezze.
            La Parrocchia esce da se stessa con la testimonianza di cristiani adulti nella fede che vivono e operano in essa, che adottano uno stile di fraternità e di impegno per un mondo più giusto e compiono gesti concreti di solidarietà verso i più poveri e gli esclusi

            2). Il metodo da seguire
Il metodo da seguire nel costruire il progetto pastorale è quello del camminare insieme, cioè dare alla “sinodalità” nella parrocchia una forma concreta. (Sinodo significa cammino fatto insieme). È importante
il contributo di tutti. È importante che le cose non cadano dall’alto.
            Non dobbiamo aver paura di rimetterci in gioco per accogliere l’invito che giunge alla Chiesa e alla parrocchia da più parti a una conversione che apra il cuore e permetta di vedere le attese di bene senza ergere difese e senza temere sbilanciamenti in avanti.
È necessario essere convinti che il tempo è superiore allo spazio. È più importante avviare processi che occupare spazi.

            3). La meta cui giungere
La meta cui giungere è quella di fare della nostra parrocchia una Chiesa dal volto fraterno, una Chiesa sulla strada  in cammino sui passi di Gesù per incontrare ogni uomo.

            4) Il punto di partenza
Il punto da cui partire, a cui fare riferimento  è lo strumento di lavoro “Passi incontro a Gesù” riletto alla luce dell’icona biblica del cieco di Gerico e dell’incontro di Gesù con Zaccheo.

2. Un piccolo e possibile schema su cui lavorare insieme

1). Gesù attraversa la città.
Incontra un cieco seduto ai bordi della strada. ( Lc 18,35ss); vede Zaccheo sull’albero.
Gesù vince la nostra cecità, ci fa capaci di vedere e ci rimette sulla strada dietro a Lui.
Insieme a Gesù siamo chiamati ad attraversare la città per vedere e  conoscere il volto della nostra parrocchia. La prima cosa da fare è cercare di leggere insieme, di conoscere la situazione della nostra parrocchia, il territorio sul quale la nostra parrocchia vive.

  • Dobbiamo vedere, innanzitutto il cammino fatto in questi anni dalla nostra comunità, il bene che c’è, gli aspetti belli e positivi che ci sono, perché non si parte mai da zero;
  • ma è importante vedere e mettere a fuoco, con molta libertà,  anche i vuoti che ci sono, i punti oscuri, quello che manca, quello che affatica il cammino della parrocchia, dove la nostra parrocchia si è seduta …
  • Da quale cecità deve essere guarita per camminare sulla strada dietro a Gesù?
  • quale grido la nostra parrocchia deve far salire a Gesù che passa sulla nostra strada ?

2) Zaccheo corre in avanti, sale sull’albero
           Zaccheo desiderava vedere chi fosse Gesù.

  • La nostra parrocchia coltiva il desiderio di vedere, di conoscere, di  sapere chi è Gesù?
  • Conosce la sua Parola, il suo pensiero?  Entra nella sua logica che dice che gli ultimi saranno i primi, che sono beati gli afflitti, che il piccolo granello di senape diventa un albero grandissimo, che gli operai dell’ultima ora ricevono una paga identica a chi ha lavorato tutto il giorno …?
  • Lo sguardo della nostra parrocchia è puntato sul volto umano di Gesù, l’uomo che ha narrato Dio …come appare negli episodi del Vangelo, negli incontri che Gesù vive, nelle parole che dice, nei gesti che compie, nei suoi silenzi, nel suo modo di pregare ? ….
  •  Come, oggi, nella nostra parrocchia è presente il  desiderio di conoscere Gesù?
  •  Come far crescere, oggi, il desiderio di vedere e di conoscere Gesù?

3) Gesù alza lo sguardo e dice: Zaccheo scendi, vengo a casa tua
            Zaccheo si è sentito cercato, conosciuto, chiamato, accolto  …
Zaccheo era un peccatore, un perduto, un impuro, un caso irrecuperabile …
Gesù cerca Zaccheo,  vuole fare casa con Zaccheo, con ogni uomo …
La Parrocchia è il luogo dove Gesù continua a cercare e a chiamare per nome perché vuole fare casa con ogni uomo e  donna, con chi condivide la gioia del Vangelo, ma anche con chi è non la condivide ancora. La Parrocchia deve essere capace di accogliere i fratelli di fede, ma anche i fratelli in umanità. La Parrocchia è il luogo dove la Parola di Gesù, la sua chiamata deve continuamente risuonare.

  • Come la chiamata di Gesù può risuonare per tutti oggi nella nostra parrocchia?

Gesù chiama perché vuole fare casa con l’uomo, con tutti.
Gesù viene accolto con gioia nella casa di Zaccheo, alla sua mensa intorno alla quale condividere la vita.
È alla cena Eucaristica che Gesù fa casa con noi, condivide la vita con noi, ci fa una comunità di fratelli
L’Eucaristia è il centro della vita della Parrocchia.

Attorno all’Eucaristia si raduna la comunità dal volto fraterno, sempre accogliente della parrocchia

  • perché cerca di farsi prossimo, vicina a ciascun uomo e donna: vicina alle case, alle famiglie, agli sposi, ai bambini; vicina ai ragazzi dell’oratorio, ai gruppi giovanili; vicina agli anziani, ai sofferenti, ai malati, a chi muore; vicina ai peccatori con il Sacramento della Penitenza, vicina a tutti i cristiani con la Messa della domenica,; vicina a chi nasce con il Sacramento del battesimo …
  • perché non lascia da parte e non dimentica nessuno, è attenta a tutti; riparte sempre dai piccoli, dagli ultimi, da quelli che non contano agli occhi degli uomini, da chi è emarginato, considerato straniero ... Non è una comunità per settari o iniziati, non rifiuta nessuno …
  •  perché accompagna ciascuno a fare scelte personali. Il cammino cristiano dietro a Gesù non è un cammino di massa, ma di popolo; è  un cammino di interiorità e di convinzioni, non solo di gesti e di abitudini. I gesti e le abitudini sono utili se nascono da una convinzione interiore. Senza libera convinzione interiore non c’è cristianesimo.
  • Come far risuonare la chiamata di Gesù nella Parrocchia?
  •  Quale posto  ha la celebrazione dell’Eucaristia nella nostra parrocchia?
  •  Come far in modo che l’Eucaristia diventi il centro della vita delle parrocchia e della sua missione?

4) Zaccheo dice a Gesù: “La metà dei miei beni la do ai poveri ………”
            Gesù suscita in Zaccheo il desiderio di cambiare vita, un desiderio di agire, un agire pulito.
L’incontro con Gesù libera Zaccheo da tutte le sue riserve, da tutte le sue paure.
Zaccheo esce all’aperto, non si nasconde, riconosce i suoi errori e si mette al seguito di Gesù.
L’incontro con Gesù cambia la vita. Zaccheo è figura del cristiano che non lascia tutto come i dodici per seguire Gesù, ma rimane nella propria casa, continuando il proprio lavoro, testimoniando però un nuovo modo di vivere: non più il guadagno al di sopra di tutto, ma la giustizia e la condivisione con i poveri.
L’incontro di Gesù con la comunità nell’Eucaristia, rinnova la parrocchia, l’aiuta a vincere l’accidia, cioè la pigrizia, l’infedeltà, la nostalgia delle cose passate, il legame poco vivo con il Signore, la dispersione …
L’incontro di Gesù con la comunità nell’Eucaristia rende viva la parrocchia, l’aiuta a superare la frustrazione che fa fare le cose di malavoglia, che toglie la gioia, “dissecca le ossa” dice la Scrittura
L’incontro di Gesù con la comunità nell’Eucaristia fa vivere la parrocchia alla presenza di Dio,  l’aiuta a coltivare un legame con il Signore che è vivo, risorto che guida e conduce la vita della parrocchia.
L’incontro di Gesù con la comunità  nell’Eucaristia richiama la parrocchia alla necessità di mettersi in ascolto dello Spirito, di lasciarsi guidare dallo Spirito, di obbedire allo Spirito, di riconoscere il primato di Dio, perché è lo Spirito che guida e conduce la Parrocchia.
L’incontro di Gesù con la comunità nell’Eucaristia ripete con forza alla parrocchia di restare vicina ai poveri, ai poveri di ogni categoria, poveri di pane, di affetto, di cultura, di libertà, di salute; di amare le città, il proprio paese; di aprirsi alle dimensioni del mondo ……. …
L’incontro di Gesù con la comunità nell’Eucaristia risveglia l’entusiasmo e rimette in cammino la Parrocchia sui passi di Gesù.

  • L’incontro di Gesù con la nostra comunità quale conversione domanda?, quali scelte concrete compiere? Quale cambiamento e rinnovamento di vita domanda alla nostra parrocchia?

5) Oggi la salvezza è entrata in questa casa
            La nostra parrocchia che cerca di vedere Gesù, che ascolta la sua chiamata, che si incontra con Lui nell’ascolto della sua Parola, nella celebrazione dell’Eucaristia, nell’amore fraterno, nel rimanere vicino ai poveri di ogni categoria, diventa una casa dove sperimentare la salvezza, dove le porte sono sempre aperte e non si chiudono a nessuno, dove c’è posto per tutti, dove ognuno si sente a casa sua, amato e perdonato sempre, dove nessuno è lasciato solo, perché racconta con la sua vita la gioia del Vangelo.
Una parrocchia sui passi dell’uomo che cercano Dio perché incrocino i passi di Gesù che cercano l’uomo dice oggi tutta la sua attualità.