
Scuola della Parola
Beati i misericordiosi
perché troveranno misericordia
5 novembre 2015
Introduzione.
La tematica che ci guiderà in questo anno è quello della misericordia.
Papa Francesco ha indetto un anno della misericordia perché tutti possano incontrare e fare esperienza della misericordia di Dio
La misericordia è il cemento con cui impastare la nostra vita, la nostra storia, la nostra civiltà. È la misericordia che fa maturare e durare i nostri rapporti, che trasforma l’innamoramento in amore, la simpatia e le sintonie emotive in progetti robusti e grandi, che fa avverare i nostri “per sempre” pronunciati in gioventù, che impedisce alla maturità e alla vecchiaia di diventare solo una nostalgica narrazione di sogni infranti…..
La misericordia scorge il “non ancora” oltre “il già” e “il già stato” che appare a tutti. La misericordia è un moto dell’anima con il quale riusciamo a rivedere l’altro nel suo disegno originale, prima dell’errore e della caduta e cerchiamo di amarlo al fine di ricrearlo nella sua immagine più vera.
La misericordia non dimentica, ma ricorda diversamente. Riesce a ricostruire dentro l’anima l’immagine spezzata, a ricomporre dentro di sé la trama dell’altro che è stata interrotta. La misericordia vede che c’è una solidarietà inter-umana (tra gli uomini) più profonda e vera di qualsiasi delitto; crede che la fraternità non viene cancellata da nessun fratricidio.
La misericordia vede la purezza nell’impurità, la bellezza nella bruttezza,, la luce dentro il buio. La misericordia conosce anche lo sdegno per l’ingiustizia e il male presente attorno a noi…. Beati i misericordiosi, troveranno misericordia, dentro ciò che è degno e domanda misericordia.
Noi questa sera, vogliamo incominciare a interrogarci sulla misericordia, vogliamo riflettere, in modo particolare sulla Beatitudine della misericordia: Beati i misericordiosi, troveranno misericordia, innanzitutto dentro il misericordioso.
Le Beatitudini.
Le Beatitudini nel Vangelo di Matteo si possono dividere in due parti: quattro che riguardano il nostro rapporto con Dio, la nostra situazione interiore di fede: beati i poveri di spirito, gli afflitti, i miti, beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, cioè della volontà di Dio e quattro che riguardano il nostro rapporto con il prossimo; beati i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati per causa della giustizia …
Ecco il senso delle Beatitudini: colui che si è affidato a Dio nella povertà di spirito, nell’afflizione, , nella mitezza, nella fame e sete della divina volontà, avverte nascere dentro di sé l’esigenza di un nuovo modo di essere verso gli altri, di un comportamento che sia riflesso e conseguenza del rapporto sperimentato con Dio.
I misericordiosi troveranno misericordia
Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia ( Mt. 5,7)
La caratteristica letteraria di questa quinta Beatitudine è di essere fondata su un’unica parola che ricorre sia nella prima che nella seconda parte del versetto. Nella beatitudini precedenti c’erano sempre due termini: poveri di spirito e regno dei cieli; afflitti e consolazione; ; miti e terra, affamati e assetati di giustizia e sazietà.
Invece a misericordia corrisponde la misericordia.
Misericordia è un linguaggio tipicamente cristiano che evoca ciò che si riferisce allo stile della carità cristiana.
Il vocabolo italiano “elemosina” fa parte del linguaggio della misericordia. Elemosina per noi significa dare dei soldi a chi ne ha bisogno, ma la traduzione letterale del temine greco ”eleémones, cioè elemosina”, , significa “misericordiosità”, cioè atto di misericordia.
Diamo uno sguardo alle diverse traduzioni della Bibbia.
Notiamo che non tutte le traduzioni sono uguali.
C’è la traduzione ufficiale della Conferenza episcopale italiana: ”Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”; c’è la Bibbia interconfessionale che traduce: Beati quelli che avranno compassione degli altri, perché Dio avrà compassione di loro; ci sono altre Bibbie che traducono: Beati quelli che prestano aiuto, perché riceveranno aiuto.
Alla differenza di vocaboli corrisponde una certa differenza interpretativa.
Qualcuno insiste maggiormente sull’atteggiamento interiore, mentre qualcun altro sottolinea l’opera esteriore.
Si tratta di capire ciò che Gesù voleva dire.
Che cosa intendeva Gesù quando ha detto
felici, fortunati, beati, i misericordiosi?
Per rispondere cerchiamo nel Vangelo di Matteo alcuni passi nei quali ricorre il vocabolo “misericordia”.
La risposta giusta è da cercare sempre nel Vangelo stesso.
È importante chiarire la Parola di Dio con la Parola di Dio.
1). Matteo 9,13: Andate dunque e imparate che cosa significhi:
misericordia voglio e non sacrificio.
Infatti, non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Così Gesù risponde ai farisei che lo rimproveravano per essersi seduto a mensa con i pubblicani e i peccatori. Gesù non si richiama a un semplice principio di cortesia, di educazione, di buone maniere, ma sottolinea un aspetto fondamentale della sua azione, che è poi quello che definisce l’atteggiamento di Dio verso l’uomo: Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Misericordia allora è cercare i peccatori, è perdonare.
2) Matteo 12,7: Se aveste compreso che cosa significa: misericordia voglio
e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.
Gesù ammonisce coloro che rimproverano i suoi discepoli perché raccoglievano e mangiavano le spighe dei campi, nel giorno di sabato, per saziare la fame. Il problema è la non osservanza del sabato e Gesù difende con forza i suoi discepoli, richiamandosi ancora una volta al principio, già decisivo per tutto l’Antico Testamento: la misericordia vale più delle opere del culto, vale più dell’osservanza del sabato.
3) Matteo 25,35 ss: Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto
sete e mi avete dato da bere; era forestiero e mi avete ospitato, nudo e
mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a
trovarmi ..
Gesù domanda le opere di misericordia, vuole che ci impegniamo verso tutti coloro che si trovano nella miseria e nell’infelicità.
Non si può limitare la misericordia alla compassione, al non giudizio degli altri. Essere misericordioso significa anche soccorrere coloro che sono nel bisogno.
Le opere di misericordia devono essere compiute con un atteggiamento interiore autentico profondo. Cfr Matteo 6, 2: Quando fai l’elemosina, non suonare la
tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade
per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico hanno già avuto la loro
ricompensa.
4) Matteo 6, 12: Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Questo versetto del Padre nostro ci dice che dobbiamo saper perdonare, saper comprendere, saper capire, voler perdonare settanta volte sette.
Il modello a cui ispirarci per ottenere il dono della misericordia promesso ai misericordiosi è Dio.
Dio è misericordioso verso l’uomo peccatore e il suo amore fedele non si stanca mai. Il discepolo è chiamato a imitare la tenerezza perseverante del Signore e non può stancarsi mai di nessuno, non può mai ritenere che il dialogo con un fratello, amico o nemico che sia, finisca e non ci sia più nulla da fare. Dio ci sollecita, con il suo esempio, a ricominciare sempre il rapporto, ogni rapporto, con gioia nuova.
Il capitolo 6 del Vangelo di Luca parla a lungo di questo: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano ( Lc. 6,27-28) e Gesù al V. 36 dà la ragione chiave: Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.
Gesù stesso ha voluto imitare il Padre cercando in tutta la sua vita i peccatori, i lontani, i perduti, non togliendo mai la fiducia a nessuno.
Gesù, infine, si fa modello supremo di misericordia soprattutto sulla Croce: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Lc. 23,34) e al ladrone assicura: Oggi sarai con me in paradiso.
Persino dopo la morte Gesù si mostra ricco di misericordia e di amore nutrendoci del suo corpo e sangue nell’Eucaristia.
Per comprendere questa bellissima beatitudine dobbiamo contemplare il cuore di Cristo trafitto sulla croce. Alla luce di questa contemplazione diventa possibile rileggere tutti gli insegnamenti di Gesù, le parabole, le sue parole sul perdono, sull’amore reciproco, sull’umiltà, sulla preghiera.
Chi sono i misericordiosi?
Per la Bibbia la misericordia è prerogativa di Dio. I profeti dicevano:
Il Signore è ricco di misericordia, sempre pronto al perdono, perché è un Dio e non un uomo.
La misericordia evangelica è insieme amore e fedeltà: un amore profondo e solido, gratuito, ostinato, fedele anche quando è tradito.
Il luogo più trasparente in cui possiamo scorgere la profondità delle misericordia è la Croce. Noi lo abbiamo rifiutato e inchiodato alla croce, ma lui non ha rifiutato noi. Noi abbiamo rotto la solidarietà con Lui, ma Lui non ha rotto la solidarietà con noi.
La misericordia è l’amore che si fa carico, come l’amore del samaritano che ha fatto tutto il possibile per aiutare il ferito.
La misericordia non è un sentimento di compassione, ma amore concreto e fattivo.. Non è il sentimento che qualifica la profondità della misericordia, ma l’intensità dell’opera.
La misericordia della beatitudine è universale. Nessuno è escluso dalla misericordia evangelica. ma al centro ci sono gli ultimi, e per ultimi non si intendono solo i poveri, gli ammalati, gli stranieri, ma anche i peccatori e i colpevoli. Nel Vangelo si racconta del figlio prodigo e della pecora smarrita, due parabole che ci avvertono che Dio non solo perdona chi ritorna, ma addirittura si muove per primo, va in cerca di chi si è allontanato, corre incontro. Dio ama il peccatore anche prima del suo pentimento.
Ai misericordiosi è promessa la misericordia: otterranno misericordia. Così la misericordia diventa la misura del giudizio. Solo se si è misericordiosi si ottiene misericordia, l’unico modo per trovare misericordia è praticare misericordia.
Possiamo anche dire che la misericordia è la misura della vita, non solo del giudizio. Le cose solide della vita, quelle che rimangono perché salde come la roccia, sono l’amore, la solidarietà, la fedeltà ostinata: tutte componenti della misericordia evangelica.
* Davanti al Signore possiamo domandarci: come viviamo la misericordia: Forse è necessario incominciare dalla preghiera, perché pacifica il cuore esacerbato, irritato, ferito e ci permette di entrare nel mistero della misericordia divina.
Preghiamo.
Signore, come siamo lontani dalla tua beatitudine evangelica!
Vogliamo contemplare il tuo cuore, che solo può guarire la nostra durezza,
la nostra frigidità, le nostre chiusure.
Ti chiediamo di farci sperimentare dentro di noi la tua misericordia
per poter essere degni di questa beatitudine
e poter proclamare la tua fedeltà di amore al mondo intero.