Mercoledì 9 ottobre 2013 dopo la Messa delle ore 20.30
in casa parrocchiale 10° sessione del Consiglio Pastorale
Tracce per il cammino del nuovo anno pastorale
Ecco i punti dell’ordine del giorno:
Comunicazioni di don Enrico
1. La lettera pastorale dell’Arcivescovo, “il campo è il mondo”
L’arcivescovo incomincia la lettera pastorale cercando di leggere la situazione in cui si trova a vivere la nostra Chiesa di Milano:
Domanda: che cosa dice alla nostra parrocchia questa prima parte della lettera pastorale?
Quali riflessioni ci fa fare? Quali indicazioni ci dà?
2. Tracce per il cammino del nuovo anno pastorale
Obiettivo di fondo da non dimenticare mai: fare della nostra parrocchia, qui a Montevecchia,
una Chiesa tra la gente, una Chiesa nella vita quotidiana, vicina alle case.
Non una Chiesa elitaria, fatta di alcuni, più fortunati, che si pensano perfetti, giusti,
ma una Chiesa accessibile a tutti, capace di dialogare con le esperienze vere della gente.
Una Chiesa che dice la possibilità della santità popolare offerta a ciascuno e a tutti:
vicina alle case, alle famiglie, agli sposi, ai bambini;
vicina ai ragazzi dell’oratorio, ai giovani;
vicina agli anziani, ai sofferenti;
vicina ai malati con il sacramento degli infermi;
vicina ai peccatori con il Sacramento della Confessione;
vicina a tutti i cristiani con il sacramento dell’Eucaristia;
vicina ai neonati con il sacramento del Battesimo;
vicina a coloro che fanno le prime scelte forti della vita con il sacramento della Cresima….
“ La parrocchia è una comunità cristiana presso la gente,
che si rivolge alla vita di ciascuno senza esclusioni di sorta,
rendendo a tutti possibile un cammino autentico di umanità, di verità, di santità”
(Giovanni Paolo II)
Parrocchia significa anche Chiesa in cui la gente diventa soggetto attivo,
comunità che agisce in comunione.
Concretamente quali scelte fare?
Perché questo diventi possibile, è necessario valorizzare, coltivare, usufruire delle risorse che la parrocchia possiede che sono risorse di persone, risorse di conduzione, risorse di stile.
1) Per quanto riguarda le persone
Occorre avere molta cura per la formazione delle persone.
Occorre mettere, dar vita a un cammino di formazione cristiana:
senza una formazione seria, intelligente, fondata sull’ascolto e sullo studio della Parola di Dio
non si va da nessuna parte.
I primi cristiani erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli,
nella frazione del pane, nella preghiera e nella vita comune
perché vivevano in relazione profonda con Gesù e tra di loro.
Ecco l’importanza della catechesi e della scuola della Parola.
2) Per quanto riguarda la conduzione pastorale
Occorre coltivare nella parrocchia una corresponsabilità
occorrono persone che scelgono la parrocchia come ambito di servizio cristiano,
perché mettono la loro vita, il loro tempo, la loro competenza, le loro energie al servizio della Chiesa
e imparano a pensare e a lavorare insieme.
Dobbiamo fare in parrocchia un momento per crescere nella corresponsabilità.
Questa è la vocazione specifica dell’Azione Cattolica
3) Per quanto riguarda lo Stile
Ciò che rende la parrocchia vicina alla vita della gente, capace di annunciare il Vangelo,
non sono le tante iniziative nuove, clamorose, destinate a un largo pubblico ,
ma l’aprirsi della parrocchia a uno stile di accoglienza, di fraternità, di non giudizio …
che permette a tutti coloro che cercano davvero la verità di riconoscere nella parrocchia
i segni della patria spirituale di cui hanno bisogno.
Oggi in tanti c’è un assoluto bisogno di vedere un segno cristiano per sentirsi come a casa.
In una comunità parrocchiale significativa la gente ritrova come una patria dello Spirito,
come un’oasi nel deserto.
“ Tanta gente è in ricerca …
La parrocchia deve essere pronta a farsi carico di questi pellegrini della verità…
Siamo di fronte a una lotta per mantenere luoghi visibili di fede vissuta a livello popolare
tali da offrire, a chiunque cerchi, un nutrimento religioso autentico”
( Card. Martini)
Don Primo Mazzolari diceva: Una parrocchia senza poveri che cosa è mai?
La parrocchia a servizio dei poveri vuol dire semplicemente amare di più
chi ha bisogno di essere amato di più
e non lasciar fuori questi o quelli dal nostro amore.
L’amore colma i vuoti dell’uomo.
Dove c’è un vuoto più grande occorre una sovrabbondanza di amore.
3. Presentazione del calendario annuale degli incontri della parrocchia
4. Presentazione delle attività e della iniziative di questo periodo
5. Varie ed eventuali
Un saluto.
Don Enrico