La parrocchia per incontrare Dio... - Dicembre 2013

Mercoledì 11 dicembre 2013 dopo la Messa delle ore 20.30
in casa parrocchiale 12° sessione del Consiglio Pastorale

La parrocchia per incontrare Dio e cercare il volto del fratello

 

Ecco i punti dell’ordine del giorno:

Comunicazioni di don Enrico

1. Quello che è emerso dall’incontro del 13.11.2013
Partendo dalla lettera pastorale  dell’Arcivescovo “Il campo è il mondo”  cap. II “Il buon seme” sono emerse alcune indicazione pastorali per la nostra comunità:

1) Dare il primato alla Parola di Dio
            Nella vita della parrocchia, si è ripetuto ancora una volta che il primato va dato alla Parola di Dio.
La parrocchia deve essere una comunità che con la sua vita, le sue scelte, il suo stile parla del Vangelo, è trasparenza del Vangelo.

2) Guardare alla Chiesa degli Apostoli
            Il modello, la regola da seguire è la Chiesa degli Apostoli..
Siamo chiamati a riscoprire, rivivere e attualizzare il modo di vedere, giudicare e agire degli Apostoli e dei primi cristiani, i loro atteggiamenti, le loro scelte, il loro amore al Signore Gesù, la loro obbedienza al Padre, la loro docilità allo Spirito, la loro costante attenzione alla Parola, la loro interiore rigenerazione, la carità creativa verso i fratelli, lo slancio missionario. ( Card. C. M. Martini)

3) Annunciare il Vangelo con il Vangelo
            L’annuncio del Vangelo va fatto, con la forza e la debolezza del Vangelo, non con altre cose o altri mezzi. L’annuncio del Vangelo deve essere evangelico nel contenuto e nello stile

4) Rendere credibile il Vangelo
            L’annuncio del Vangelo non può essere fatto solo con le parole. Il Vangelo va reso credibile con le opere, soprattutto con opere di carità che hanno la loro sorgente nell’Eucaristia della domenica

5) Coltivare un terreno ricco di umanità
            L’annuncio del Vangelo domanda un contesto di grande umanità, La parrocchia che annuncia il Vangelo deve essere una comunità dove si esperimenta una ricchezza di umanità. Il seme della Parola deve cadere in un terreno buono, cioè in un contesto dove tutti sono accolti, dove si superano le divisioni, i pregiudizi, dove nessuno è lasciato da parte, dove nessuno si sente giudicato, dove si crede che nessuno sia irrecuperabile, ma tutti siamo fatti per ascoltare e accogliere la Parola di Dio.

6) Far respirare un clima di umanità
            Chi viene nella comunità deve respirare, sentire, toccare con mano un clima di umanità negli incontri, nella liturgia ( Messa, funerali, Battesimi, matrimoni ….), nelle varie iniziative, nei momenti di festa

7) Prendere coscienza della zizzania.
            È necessario fare i conti anche con la zizzania che insidia continuamente la vita della comunità. Occorre anche dare un nome alla zizzania, allora la si potrà vincere con il buon grano

8) Coltivare il discorso formativo
            È assolutamente necessario coltivare nella comunità il discorso formativo.
Dice il Vangelo di Marco 3,13 che il discepolo deve stare con Gesù, andare continuamente alla sua scuola per poter testimoniare il suo Vangelo. La parrocchia deve essere un luogo dove si fa una formazione permanente.

2) Lettura della lettera pastorale dell’Arcivescovo cap. III: “Il campo è il mondo”

Leggere il capitolo III della lettera “ Il campo è il mondo” da pag.25 a pag. 35.

1) Il campo è il mondo, è la vita di ogni uomo di tutto l’uomo.
L’Arcivescovo, commentando la parabola del buon seme e della zizzania dice che Gesù, il Figlio dell’uomo, semina il buon seme nel campo che è il mondo. Il mondo non è solo la terra, ma è l’uomo, sono tutti gli uomini, la loro esistenza, le situazioni che vivono, le loro scelte, le loro emozioni, tutta la loro vira, la loro storia ….  In questo campo Gesù semina il seme buono. Questo vuol dire che tutto l’uomo, tutti gli uomini sono interlocutori di Gesù,  sono chiamati a incontrare Gesù che semina il buon seme.

2) Parola decisiva è incontro
            La fede cristiana nasce dall’incontro con il Dio vivente che viene prima di ogni iniziativa, che ci chiama alla vita, ci dona il suo amore, che comunica se stesso, si rende visibile e si dona a noi in Gesù. È colui da cui tutto viene, tutto dipende, a cui tutto tende e tutto ritorna. È importante sentirsi amati

3) Gesù è la buona notizia
            Gesù è la buona notizia per tutto l’uomo, per tutti gli uomini. La fede è riconoscerlo, incontrarlo.
Dall’incontro con Gesù nasce una storia ininterrotta di rapporti umani che raggiunge anche noi e vuole raggiungere ogni uomo

4) Le relazioni sono importanti
            È necessario mostrare che è possibile vivere relazioni belle, , sincere, autentiche, fraterne a partire dal Vangelo. È importante coltivare un rapporto ordinato e permanente con Dio, con Gesù,  con gli altri, con noi stessi per dare senso ad ogni aspetto della vita quotidiana. Il buon seme seminato nel campo della nostra vita è chiamato a fare frutto in tutte le dimensioni dell’esistenza: negli affetti, nel lavoro, nel riposo.

5) La porta è stretta
            La porta delle relazioni è stretta perché si passa singolarmente uno dopo l’altro. Relazioni vere non sono mai relazioni di massa, ma relazioni personali e hanno come legge la povertà evangelica.
La vera relazione, il vero comunicare è  quattro volte povero. Per coltivare relazioni vere dobbiamo essere poveri nella difesa, poveri nell’attrezzatura, poveri nel messaggio, poveri nell’essere inviati.

  1. Poveri nella difesa.
    “Siamo mandati come agnelli in mezzo ai lupi”,(Mt.10,16)  
    Per coltivare relazioni vere occorre esporsi fino a dare la vita, senza difendersi; occorre essere consapevoli della propria impotenza, del comune destino, della comune miseria, del comune bisogno di misericordia. Questa povertà è la condizione per una vera presenza presso l’altro.
  2. Poveri  nell’attrezzatura
    “Il samaritano gli andò vicino e versò olio e vino” ( Lc.10,34)
    Non basta abbattere le distanze, occorre cercare la prossimità. Per coltivare relazioni vere, non bisogna fare affidamento sulle alte tecnologie,  ma ricercare la comunione personale, la presenza l’uno all’altro, il fermarsi presso l’altro, l’offerta reciproca dei volti.
  3. Poveri nel messaggio
    Non quelli che dicono: Signore, Signore, ma quelli che fanno la volontà del Padre ( Mt.7,21)
    Il messaggio conta meno del messaggero. Per coltivare relazioni vere è necessario metterci la faccia.
    Il volto deve risplendere sempre, il volto va sempre cercato: il tuo volto, fratello, io cerco, mostrami il tuo volto.
  4. Poveri nell’essere inviati
    Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv.13,5)
    Le relazioni vere vanno cercate non a titolo personale, ma a nome di una comunità vivente, pensante, cantante.
    La relazione vera non può mai essere cercata a proprio uso e consumo, ma dentro una comunità, per una comunità

Qualche domanda per una ricorda e un confronto pastorale:

  • Quali riflessioni possiamo fare se guardiamo la vita della nostra parrocchia?
  • Quale è il volto della nostra comunità parrocchiale?
  • Che cosa manca alla nostra parrocchia perché diventi un vero luogo di incontro con il Dio vivente? Un luogo di incontro vero  fra le persone?
  • Come coltivare relazioni personali vere nella nostra comunità e vivere una reale attenzione al volto di ogni persona?
  • Come superare divisioni, incomprensioni che rendono difficile relazioni vere?

 

3. La vita e alcune iniziative della parrocchia di questo periodo

  • Stiamo dando vita alla comunità educante
  • Vogliamo fissare un momento per incontrare le giovani coppie
  • C’è la domenica dei nonni. Il 15 dicembre
  • La III domenica del mese è la domenica della carità
  • Venerdì 20 dicembre è il giorno della Confessione di Natale: alla sera la celebrazione comunitaria
  • La giornata della pace: la sera dell’ultimo dell’anno, veglia della pace e Messa della pace in Santuario a mezzanotte
  • I Battesimi nella domenica del Battesimo di Gesù, il12 gennaio
  • Corso di preparazione al matrimonio: inizio 18 gennaio
  • Festa della famiglia: 27 gennaio

Varie ed eventuali

Un saluto.
Don Enrico