Chiamati a seguire Gesù - 30 novembre 2017

Giovedì 30 novembre ore 21.00 nel salone dell’oratorio
Incontro del Consiglio Pastorale della parrocchia

CHIAMATI A SEGUIRE GESÙ
Quali scelte fare? quali passi compiere?

1. La nostra comunità cammina nella storia
Siamo chiamati a precisare il cammino pastorale di quest’anno della nostra parrocchia, quali passi concreti compiere..
Prendiamo come punto di riferimento l’ordine del giorno della volta scorsa ( 28.09/2017)  e la catechesi sulla Chiesa che stiamo facendo in questo periodo nella nostra comunità.
La Chiesa è chiamata a fare sempre riferimento a Gesù, perché Gesù sta all’origine della Chiesa, ma nelle stesso tempo è chiamata a vivere nella storia e a configurarsi nella storia: la Chiesa è chiamata ad incontrare e a parlare agli uomini di oggi.
Questo profondo legame con la storia non è semplicemente una dato di fatto che nessuno può negare, ma è anche una necessità teologica, nasce dalla realtà stessa della Chiesa ed è coerente con il disegno della rivelazione che è profondamente storico.
La Chiesa nella storia è sostenuta, guidata, generata continuamente dallo Spirito
La Chiesa in quanto istituzione umana, in quanto organismo nella storia guidata dallo Spirito, ha bisogno sempre di essere riformata, purificata per essere conforme alla volontà del suo Signore.
Occorre domandarci sempre
*  Quali strade la nostra comunità è chiamata a percorrere oggi perché il Vangelo possa continuare a nutrire gli uomini e le donne del nostro tempo?
*  Quale rinnovamento ci è chiesto?
Non bisogna mai dimenticare che il destino di ogni comunità si trova all’incrocio tra memoria del suo passato, la gestione del presente e la fede nel futuro.
Le radici di una comunità non sono il suo passato, ma sono a un tempo la sua memoria, la sua vita oggi e la sua fioritura di domani.
Se , invece, si interpretano le radici soltanto come passato diventa una cosa morta e scattano inevitabilmente le tipiche malattie della nostalgia, il cui primo effetto visibile è l’allontanamento dalla realtà del presente, con i problemi che la realtà di oggi pone come l’allontanamento dei giovani, delle famiglie giovani, l’educazione dei ragazzi ….
La realtà di oggi, con i suoi problemi fugge via, diventa lontana quando incontra comunità nostalgiche, con lo sguardo tutto rivolto al passato.
Il solo desiderio generatore di buon presente è quello di futuro.
Occorre prendere coscienza che la storia passata con il suo fascino, con la bellezza, con i suoi riti, i suoi momenti …  non ci sarà mai più
Occorre accettare che la nuova storia è quella del futuro, che deve venire, che deve essere fatta, che farà anche capire e “ricordare” il passato.
L’esempio l’abbiamo dal Vangelo stesso.
Ogni Vangelo è stato scritto solo a partire dalla risurrezione. Senza risurrezione di Cristo i suoi discepoli non avrebbero scritto nulla, o avrebbero scritto solo qualche testo di cronaca.
La storia di Gesù è invece letta e scritta alla luce della risurrezione di Gesù.
Alla luce della risurrezione prende vita e significato tutta la vita di Gesù, prendono vita, parlano ancora oggi le sue parole, le parabole, la sua passione e morte ….
La storia di una comunità diventa capace di futuro se non viene letta e ricordata come un fatto compiuto, ma letta e interpretata come un seme, quindi come qualcosa di vivo, aperto al futuro e che, perché vivo, deve morire. Solo morendo il seme porterà molto frutto. Un seme vive, cresce e muore proprio perché è vivo, le cose vive sono tali perché sono mortali.
La preoccupazione di salvare una storia passata, produce inevitabilmente l’invecchiamento e l’agonia della storia stessa. Impedendole di morire, le si impedisce di risorgere.
È l’ascolto del presente e lo sguardo sul futuro, non dimenticando il passato, guidati dallo Spirito, che fa risorgere una nuova storia
La Chiesa primitiva ha vissuto qualcosa di simile.
Possiamo immaginare le frasi storiche di Gesù che Pietro e altri discepoli avranno ricordato a Paolo per dimostrargli che il Vangelo era solo per i figli di Israele, per i circoncisi, non per i pagani ..
Ma Paolo  non ha temuto i conflitti con i suoi fratelli, ha ascoltato fino in fondo lo Spirito, ha creduto più al presente che al passato, e così ha salvato la prima comunità aiutandola a risorgere, aprendola al futuro.
I racconti di Paolo non sono soltanto, né soprattutto le storie e i racconti della vita storica di Cristo, sono invece i racconti e le parole di Paolo che hanno servito e arricchito i racconti della vita di Cristo.
Questo è quello che siamo chiamati a fare noi: con la storia di oggi della nostra comunità dobbiamo arricchire i racconti della vita di Cristo, non impoverirli ….
Cerchiamo di capire quali buone strade di futuro esistono per la nostra comunità.

2. Quale cammino percorrere?
            Siamo chiamati a guardare in faccia alla nostra comunità; a metterci in ascolto dello Spirito, a leggere, alla luce del Vangelo, il momento storico che stiamo vivendo per comprendere, che cosa ci è chiesto concretamente, quali scelte, quali passi fare.
Ci è chiesto sicuramente di non accontentarci, di non sentirci arrivati, di non ripiegarci nostalgicamente sul passato ……ma di guardare in avanti, di tentare dei passi in avanti, di credere nel futuro …

* Vogliamo innanzitutto tenere in seria considerazione e continuare a lasciarci guidare dalle indicazioni del nostro progetto pastorale e quelle che ci sono state date nella Visita Pastorale ( Cfr. ordine del giorno del 28.09, 2017 “Vedrai che bello!”)
            1)  La cura delle relazioni: fare della parrocchia una Chiesa dal volto fraterno, che non fa nessuna discriminazione, che va alla ricerca di chi si è perduto
            2) L’Eucaristia al centro della vita della parrocchia, soprattutto l’Eucaristia della domenica. L’Eucaristia è il pane del cammino della parrocchia. L’Eucaristia fa della parrocchia il Corpo di Cristo che vive nella storia
            3) L’impegno della formazione: la parrocchia è il luogo dove si legge la Parola. La Parola è la protagonista della vita della parrocchia. La Parrocchia riconosce il primato e la principalità della Parola di Dio
            4) La preoccupazione educativa: fare della comunità educante lo strumento educativo della parrocchia e avere una cura particolare per l’oratorio
            5) Al di sopra di tutto ci sia la carità perché nessuno nella comunità sia bisognoso”

* Vogliamo anche lasciarci interrogare e guidare sempre dalla Parola di Dio, in particolare dal brano della chiamata dei primi discepoli ( Cfr. Gv. 1,37-39) che abbiamo meditato insieme negli esercizi spirituali di ottobre.

1) Passò Gesù. Giovanni lo guardò e disse: “Ecco l’Agnello di Dio” (Gv. 1,36)
Giovanni Battista è il testimone; si accorge di Gesù che passa, lo riconosce e lo addita.
Giovanni Battista non testimonia un Messia assente, che verrà, ma un Messia che è in mezzo a noi, che è qui, che passa sulle nostre strade, tra le nostre case, , le nostre famiglie, i nostri giovani...
Testimoniare è indicare, riconoscere il Figlio di Dio che è qui in mezzo a noi e le tracce del Regno ..
Dobbiamo inserirci nell’onda dello Spirito che spinge la storia verso il futuro.
Dobbiamo imparare a vedere, a interpretare, ad ascoltare gli eventi sociali, politici, culturali,  i desideri profondi che sono nel cuore degli uomini di oggi … come un riflesso dell’azione dello Spirito nel mondo.
La parrocchia deve avere uno sguardo attento sul territorio, sulla gente che qui abita, deve vedere e indicare Gesù che passa, cercare le tracce della presenza del Regno.

  • Dove e comepassa Gesù, oggi sulle strade, tra le case, tra le famiglie della nostra parrocchia?
  • Dove e comesi manifesta la presenza del Regno?
  • In quali situazioni, oggi siamo chiamati a vedere la presenza di Gesù che passa?
  • Quali sono le situazioni che oggi, interpellano in modo particolare la parrocchia?
  • Come la nostra parrocchia si lascia interpellare?

2) Gesù si voltò e, vide che lo seguivano. Allora disse; “che cosa cercate?” ( Gv. 1,38)
Gesù pone la domanda decisiva: che cosa cercate?
Gesù non chiede chi, ma che cosa cercate?
Non domanda: cercate me, ma che cosa sperate di ottenere seguendomi?
Gesù fa questa domanda per indurre ognuno a mettere a fuoco e a prendere coscienza del vero oggetto della propria ricerca.

  • Innanzitutto che cosa ricerca la nostra comunità? Che cosa le sta veramente a cuore?
  • Proviamo anche a metterci in ascolto della gente: cosa ricerca davvero?

cerchiamo di andare al di là di quello che appare: quali sono i desideri veri , le domande vere che ci sono nel cuore della gente? Delle famiglie? Dei giovani?

  • Come la nostra comunità sa aiutare a far emergere le domande vere della vita ?
  • Che cosa correggere? Che cosa fare? Che cosa richiamare?

3) Essi gli dissero: “Maestro dove abiti?” ( Gv.1,38)
            Questa domanda indica il desiderio di Dio, la sete di felicità che c’è nel cuore di tutti.
È l’inquietudine che abita nel cuore di ognuno e che accomuna tutti
È la dimensione più forte e più consistente della nostra vita
Tante volte non la si cerca dove veramente si trova, nel Signore, la si cerca altrove
La si cerca là dove ci si illude di trovarla: nell’ebbrezza del consumismo, nella ricerca del piacere, del divertimento, della spensieratezza …
Ma non c’è niente e non c’è nessuno che può riempire il nostro cuore, perché siamo fatti per Dio.

  • Innanzitutto domandiamoci che cosa cerca veramente la nostra comunità parrocchiale?
  • Che cosa cercano i giovani? i genitori?
  • C’è sul nostro territorio una ricerca di Dio? una ricerca della felicità?
  • Dove la si cerca di fatto?
  • Perché non la si cerca nella comunità cristiana?
  • Come far emergere questa domanda?

4) Gesù rispose loro: “venite e vedrete” (Gv. 1,39)
Per diventare discepoli occorre ascoltare la chiamata di Gesù, incontrarlo, e decidere di seguirlo.
Venite!, la chiamata è all’imperativo. Nel vangelo di Giovanni “venire a Gesù” equivale a “credere in Lui”.
“Vedrete”: Gesù non dice cosa vedranno, né quando. ma è stare con lui che il futuro si dischiuderà.
Gesù è la via.
La strada è Gesù.
La nostra comunità allora deve mettere al centro della sua vita e delle sue scelte la persona di Gesù.
La nostra comunità deve rendere possibile a tutti l’incontro con Gesù, la sequela di Gesù.
La sequela di Gesù è per tutti, non fa discriminazioni per nessuno.
Le altre proposte sono sempre discriminanti, la sequela di Gesù no.

  • Innanzitutto è necessario verificare se al centro della vita della nostra parrocchia c’è Gesù?
  • Nella nostra comunità parrocchia risuona la chiamata di Gesù? E c’è la possibilità di seguirlo?
  • La vita della nostra comunità favorisce l’incontro personale con Gesù?
  • È necessario verificare la proposta, i vari momenti: l’incontro con la Parola ,la catechesi, i vari momenti di preghiera, le celebrazioni (Messa della domenica, Battesimi, funerali ….?)
  • È necessario verificare il discorso educativo …
  • Quali proposte, quali esperienze, fare nella comunità per seguire Gesù ?
  • Quale cammino fare quest’anno dietro a Gesù, proviamo a tracciarlo ….

Come conclusione ricordiamoci che
Siamo chiamati a fare una verifica attenta e seria della nostra comunità se vogliamo aprirla al futuro, se
vogliamo renderla capace di essere oggi sale della terra e luce del mondo.
Lasciamoci interpellare dalle domande che il brano della Parola di Dio ci suggerisce
Magari non è possibile rispondere a tutte, non interessa, magari ci sorgono altre domande che è bello mettere a fuoco
L’importante è non far tacere le domande, perché sono le domande che danno vita a una comunità.
Ricordiamo sempre anche quello che l’Arcivescovo, Mons. Mario Delpini ci dice:
E’ necessario alzare lo sguardo senza cedere al dilagante pensiero scettico; a costruire una Chiesa libera, lieta e unita; ad abbandonare alcune zavorre che fanno ammalare la comunità, come le lamentazioni, le negatività, la scontentezza; a valorizzare tutto quello che di positivo c’è, soprattutto a camminare insieme, ascoltando la voce di tutti, non lasciando indietro nessuno, realizzando la missione dataci da Gesù, stando dentro il mondo, ascoltandolo, leggendolo, amandolo con il cuore di Dio.