Martedì 13 ottobre 2015
presso il centro parrocchiale dell’oratorio ci sarà il
1° incontro Consiglio Affari Economici
ODG
1.Il Consiglio per gli Affari economici (CAE)
Dice il direttorio diocesano.
Il Consiglio per gli affari economici (CAE) è lo strumento di partecipazione per la cura pastorale dei beni e delle attività parrocchiali. È obbligatorio in ogni parrocchia, come aiuto al parroco per la sua responsabilità amministrativa. (cost. 148,1)
Il progetto parrocchiale costituisce il contesto in cui il Consiglio Affari Economici deve inserire le decisioni relative agli aspetti economici della parrocchia. (cost. 148)
L’opera del Consiglio per gli Affari Economici deve iscriversi negli orientamenti tracciati dal Consiglio Pastorale, al quale renderà conto mediante una relazione annuale sul bilancio, (cost. 148)
Le risorse economiche della parrocchia sono infatti primariamente a servizio della sua vita e della sua azione pastorale, che si articolano secondo le scelte del progetto pastorale..(dal Direttorio)
I Consiglieri devono distinguersi per integrità morale, essere attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale e competenza professionale. Non possono essere congiunti del parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità, né avere in essere rapporti economici con la parrocchia o ricoprire incarichi incompatibili con la loro funzione. (cost.346,2)
2. I compiti del CAE:
Dice sempre il direttorio:
1) Coadiuvare il parroco nel predisporre il bilancio preventivo dell’amministrazione ordinaria e straordinaria della parrocchia elencando le voci di spesa prevedibili e individuando i relativi mezzi di copertura
2) Stabilire, in accordo con il CP, quale quota percentuale delle entrate del bilancio destinate ad attività caritative
3) Approvare alla fine di ciascun esercizio il rendiconto consuntivo generale annuale da presentare in curia
4) Rendere conto al CP della situazione economica della parrocchia, mediante una relazione annuale sul bilancio
5) Verificare periodicamente la corretta attuazione delle previsioni di bilancio
6) Esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione che dovranno essere allegati alle domande di autorizzazione da presentare in curia
7) Curare l’aggiornamento annuale dello stato patrimoniale, il deposito dei relativi atti e documenti presso la curia e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali
8) Collaborare con il parroco nell’attuazione di tutte le normative e indicazioni circa i beni economici della diocesi
9) Mantenere il debito contatto con l’ufficio amministrativo diocesano.
3. E’ bene ricordare.
1. Non dobbiamo dimenticare
Nell’amministrare i beni della parrocchia dobbiamo lasciarci guidare da una logica evangelica, dallo stile che Gesù propone ai suoi discepoli quando li invia in missione, perché, compito della parrocchia, è solo quello di annunciare il Vangelo.
1) E’ stile di essenzialità che chiede di saper scoprire e presentare chiaramente le priorità, tenere ciò che realmente serve e mettere in discussione ciò che non è essenziale e può diventare di peso
2) E’ stile di povertà che impone una sobrietà nel dotare la parrocchia di mezzi e strutture e di finalizzarle al servizio della Parola e alla carità
3) E’ stile di gratuità che esige di non offuscare in alcun modo la logica del dono vero e totale.
Il Vangelo va annunciato sempre gratuitamente, perché “ gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” ( Mt. 10,8)
La gratuità garantisce la dignità di ogni persona, soprattutto del più debole, perché non si sente discriminato. Anche il povero si sente a pieno titolo parte della comunità, uguale agli altri.
4) E’ stile di fraternità che invita a mettere ogni persona a proprio agio, a farla sentire a casa, a fare della parrocchia una casa di tutti, una casa senza porte.
Questo stile va sempre tenuto presente, e deve guidare il Consiglio degli Affari economici nel suo lavoro, nei suoi progetti, nella sue scelte.
2. Non dobbiamo dimenticare che nell’amministrazione dei beni della comunità parrocchiale è necessario procedere percorrendo una logica comunitaria, che vuol dire
3. Non dobbiamo dimenticare quello che ci diceva il card. Martini: fare della parrocchia una Chiesa lieta, leggera, coraggiosa, anima del mondo.
4. Un tentativo di indice dei problemi da affrontare in modo urgente
1) Problemi di ordinaria amministrazione
2) Interventi urgenti
Il Parroco
Don Enrico