L'oratorio è necessario - 30 marzo 2017

Comunita' educante

30 marzo 2017
L’ORATORIO E’ NECESSARIO

Vogliamo raccogliere le indicazioni di questo periodo.

1) Un precisazione sulla struttura oratorio
            Nel Consiglio Pastorale sta riflettendo sull’utilizzo delle strutture della parrocchia. L’oratorio è la spazio educativo della parrocchia; è il luogo nel quale la parrocchia svolge la sua azione educativa.
Già nella comunità educante il 9.02.2017 si era detto: Occorre rendere gli spazi, soprattutto dell’oratorio, accoglienti, educativi. Non è che in oratorio si possa fare di tutto e di più. Lo spazio dell’oratorio non è per ogni cosa, richiede alcune attenzioni perché non perda la sua fisionomia educativa.  La cura dello spazio impegna l’oratorio a fare alcune scelte e a compiere alcune distinzioni
Lo spazio educativo dell’oratorio, la sua collocazione sul territorio, il suo rapporto con l’istituzione e le altre realtà presenti domanda alla parrocchia almeno quattro cose precise:
* Una distinzione: la parrocchia è una forma di Chiesa tra le case con un suo volto, con degli obiettivi e dei compiti precisi che deve custodire gelosamente e non confondere con gli obiettivi delle altre realtà presenti. Questa distinzione va mantenuta, va difesa. La distinzione fa bene a tutti. La parrocchia non deve mai dimenticare che la sua presenza sul territorio ha un solo obiettivo: annunciare la gioia del Vangelo a tutti
* Una collaborazione: la parrocchia deve essere disposta anche a tutte le collaborazione là dove gli obiettivi sono condivisibili, soprattutto  quando c’è in gioco l’obiettivo del “bene comune”, cioè il bene di ogni uomo e di tutto l’uomo. È una collaborazione che va valutata e condivisa con chiarezza sempre, volta con volta, mai generalizzata
* No alla contrapposizione: la parrocchia non deve mai contrapporsi, né essere di ostacolo a nessuna iniziativa bella che viene fatta, anche se deve essere “coscienza critica” sul territorio e sempre gelosa della sua identità e del suo nome.
* Nessuna strumentalizzazione: la parrocchia deve essere vigilante sempre perché non deve mai essere strumentalizzata da nessun gruppo e da nessuna iniziativa per fini propri. E’ giusto che ognuno cammini con la sue gambe.
N. B. La comunità educante deve farsi carico di tutto questo.

2) Quello che abbiamo fatto e quello che stiamo facendo
            Abbiamo fatto le varie celebrazioni, sono stati momenti importanti; abbiamo fatto la festa di carnevale con lo spettacolo, stiamo facendo il corso di chitarra, i compiti insieme due giorni la settimana, La serata di ritiro per i preadolescenti, il racconto della Passione per la domenica delle Palme, i cresimandi a Milano dal Papa, incomincia il coro del canto …, i vari incontro di catechismo e di gruppo, i cori parrocchiali
Praticamente tutti i giorno l’oratorio è abitato

3) Lo scopo di queste attività:
            Sono iniziative che domandano tempo, sono nel tempo, impegno, non sono cose di un giorno. Vogliamo mettere in atto dei processi educativi.
È nel tempo che si educa, occorre tempo per educare.
            Vogliamo essere iniziative significative, non banali, qualsiasi, fatte per far qualcosa, ma che facciamo crescere in umanità, che aiutino i ragazzi a tirar fuori il meglio di sé, che facciamo crescere l’umano, che aiutino i ragazzi a diventare protagonisti.
            Le iniziative che hanno lo scopo di coltivare, fa crescere relazioni tra i ragazzi, ( Nasco ogni volta che dice tu). Relazioni fraterne, di collaborazione, di rispetto reciproco, di correzione fraterna, di inclusione…
            Sono iniziative fatte non per uso e consumo dei ragazzi, perché a loro piacciono, ma perché imparino a mettersi al servizio, per educare a dare la vita, perché la vita va donata. Le iniziative hanno sempre uno sblocco  in una comunicazione nella comunità
            Attraverso queste iniziative si vuole anche far scoprire l’importante della domenica ( anche se è difficile) come giorno per stare insieme, giorno della comunità, della fraternità, oltre che della famiglie. Anche se poi, queste iniziative si fanno anche nei giorni feriali.

4) Adesso che cosa siamo chiamati a fare?
* A continuare alcune attività: la passione, la chitarra, il coro
* C’è la settimana santa da fare bene
* Stiamo insistendo sulla Messa della domenica delle ore 10.30: trovarsi insieme davanti, cantando … E’ difficile: la Messa non è una scelta prioritaria. Qualsiasi altra cosa è sempre più importante.
* Abbiamo le Comunioni e le Cresime

5) L’oratorio estivo
            Sabato 1 aprile a Milano la presentazione.
Sono contento e sono anche molto preoccupato.
Dobbiamo fare un oratorio bello, educativo.
Non sarà facile nel contesto di oggi ( il bullismo anche il Papa l’ha richiamato)
* Abbiamo incominciato a preparare gli adolescenti
            Non è una cosa facile, dobbiamo essere precisi ed esigenti.
* la comunità educante deve sentirsi coinvolta.

            Occorre una presenza forte degli adulti
            Coinvolgere la comunità educante nella preparazione degli adolescenti
* Occorre chiamare in causa i genitori, che non siamo assenti e non si accontentino di scaricarli sull’oratorio. Devono fare una scelta.

N.B. Sono punti da riprendere.