Vinci l'indifferenza, conquista la pace - Veglia della Pace 2015-16

PaceVINCI L’INDIFFERENZA, CONQUISTA LA PACE

Veglia della Pace 31 dicembre 2015-1 gennaio 2016

Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere
il mondo potrà scoprire la pace.

(Mathama Gandhi)

La pace non è un sogno: può diventare realtà;
ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.

(Nelson Mandela)

       La pace

              di Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
Lavarsi studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio la guerra  

La giornata mondiale della pace
È una giornata in cui prendere coscienza dell’importanza e della necessità della pace.
Non possiamo rimanere indifferenti, o spettatori di un mondo dove la pace non c’è, dove c’è la guerra, dove si uccide, dove le persone sono sfruttare e vivono da schiave, dove tante persone vengono rapite e tenute in schiavitù, costrette a prostituirsi, a subire violenze ….
Pensiamo alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, rischiano la morte, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente.

Dio non è indifferente!  
A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!
La pace è dono di Dio e opera degli uomini.
E’ dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne,
che sono chiamati a realizzarlo.

(Papa Francesco)

            In questo nostro mondo dobbiamo essere costruttori di pace.
Non dobbiamo perdere la speranza nella capacità dell’uomo, con la grazia di Dio, di superare il male e non abbandonarsi alla rassegnazione e all’indifferenza.
            L’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana.
Certo è che l’atteggiamento dell’indifferente, di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri, di chi chiude gli occhi per non vedere ciò che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui, è sempre stato presente in ogni epoca della storia.

“Vinci l’indifferenza e conquista la pace”
E’ il titolo del Messaggio di papa Francesco per la 49ª Giornata mondiale della pace.
            L’indifferenza nei confronti delle piaghe del nostro tempo  è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo.
            L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme d’individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. L’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi, se non è accompagnato da un’apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal fine è indispensabile il contributo che possono dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i formatori, gli operatori culturali e dei media, gli intellettuali e gli artisti.
            L’indifferenza si può vincere solo affrontando insieme questa sfida.

“La pace  va conquistata: non è un bene che si ottiene senza sforzi, senza conversione, senza creatività e confronto.
Si tratta di sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati”. 
(
Papa Francesco)

Odio gli indifferenti.
Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli indifferenti“.

(Gramsci)

L’indifferenza è un male oscuro che divora l’umanità, che spiazza, che divora la società civile.

L’indifferenza
L'indifferenza opera potentemente nella storia, non è qualcosa di neutro come spesso si pensa. L'indifferenza ha una forza così distruttiva che non può lasciare indifferenti.
Distrugge l'umanità, disintegra la persona da dentro, radicandosi in essa, per poi riflettersi nell'intera società, nelle persone che ci circondano.
            Chi vive nell'indifferenza non sa riconoscere i valori, non sa distinguerli uno dall'altro, non sa decidere una vera gerarchia, vive nell'eterna confusione di quale possa essere il valore più importante e così non sa mai dove indirizzare la propria vita.
            L'uomo che vive senza i valori su cui si fonda il proprio essere, sarà sempre in balia del drammatico vento dell'indifferenza, vivrà come colui che non guarda il mondo pur avendo gli occhi aperti.

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l'odio, ma l'indifferenza:
questa è l'essenza della disumanità
(George Bernard Shaw)

L'indifferente riduce a nulla l'altro, non riconosce la persona in quanto tale, non potrà mai essere nella giustizia perché non riesce a vedere l'altro.
Ridurre l'altro a nulla significa rubargli tutto, ucciderlo e, soprattutto, lasciarlo uccidere e lasciarlo morire...
Sembra quasi impossibile, ma ciò che stiamo sperimentando oggi è un'indifferenza così estrema che arriva a superare perfino l'amore per se stessi.   C'è infatti chi diventa perfino indifferente di fronte alla propria immagine.  Non si riconosce più, non ha la capacità di riconoscere le proprie qualità, non riesce a vedere in se stesso qualcosa di buono, non riesce ad attribuirsi nemmeno una qualità positiva…..
C'è chi diventa così indifferente alla propria immagine…
L'indifferenza verso la propria immagine è l'arma più letale che possa esistere, perché significa decidere di uccidersi: nessuno fa qualcosa contro di te, ma sei tu stesso che metti a rischio la tua vita nella piena indifferenza.

Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi  i pericoli:
Ma di una cosa sono certo: il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza;
il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza;
il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza.
E’ contro di essa che bisogna combattere

con tutte le proprie forze.
E per farlo un’arma esiste: l’educazione.
Bisogna praticarla. diffonderla, condividerla, esercitarla
sempre e dovunque.
Non arrendersi mai
”.

(Elie Wiesel, premio Nobel per la pace 1986)

L’indifferenza genera la cultura dello scarto
            Dall’indifferenza nasce la  "cultura dello scarto”.
Noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo.
La persona umana è in pericolo.
E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia.
La Chiesa lo ha sottolineato più volte; e molti dicono: sì, è giusto, è vero…
ma il sistema continua come prima, perché ciò che domina sono le dinamiche di un’economia e di una finanza carenti di etica.  Quello che comanda oggi non è l'uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano.
            Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne.
Noi abbiamo questo compito!
Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”.
            Se si rompe un computer è una tragedia, ma la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalità.
Se una notte di inverno, per esempio, muore una persona senza dimora, quella non è notizia.
Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale.
Non può essere così!
Eppure queste cose entrano nella normalità: che alcune persone senza tetto muoiano di freddo per la strada non fa notizia. Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia.
Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia!
Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti.
            Questa “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti.
            La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se sono povere o disabili, se non servono ancora – come il nascituro –, o non servono più – come l’anziano.
            Questa “cultura dello scarto” ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione. Una volta i nostri nonni erano molto attenti a non gettare nulla del cibo avanzato.
Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici.
Ricordiamo bene, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! Invito tutti a riflettere sul problema della perdita e dello spreco del cibo per individuare vie e modi che, affrontando seriamente tale problematica, siano veicolo di solidarietà e di condivisione con i più bisognosi.
            Vorrei allora che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro.    (Papa Francesco)

L’avvenire ha i piedi scalzi, diceva uno scrittore francese.
E voleva intendere che il futuro lo costruiscono i poveri.
Si, il processo di conversione a cui ci chiama costantemente il Vangelo
            deve cominciare da voi, poveri.
Se voi riuscite a liberarvi dalla rassegnazione,
            se riporrete maggior fiducia nella solidarietà,
            se la rompete con lo stile pernicioso della delega,
            se non vi vendete la dignità per un piatto di lenticchie,
            se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante
                        su coloro che vi amministrano,
            se provocherete i credenti in Cristo a passare armi e bagagli
                        dalla vostra parte,
            non tarderemo a vedere i segni gaudiosi della risurrezione.
Anche per la Chiesa verranno tempi nuovi.
E dal domicilio dei poveri, si sprigionerà
            un così forte potenziale evangelizzatore,
            che la Verità traboccherà di speranza.  

( Tonino Bello)

Conquista la pace
Vi chiedo di non cedere ad un modello economico idolatrico che abbia bisogno di sacrificare vite umane sull’altare del denaro e del profitto.
Ecco qualche indicazione di vita per conquistare la pace:
Nell’economia, nella politica al primo posto sempre la persona e l’ambiente.
* L’amore per i poveri testimonia che “un altro modello di sviluppo è possibile”, che i tempi sono maturi per un cambiamento e che le occasioni sono propizie per ribaltare le sorti di una realtà sociale dove  contadini sono senza terra, le famiglie senza casa, i lavoratori senza diritti.
Dove tante persone sono ferite nella loro dignità, dove i bambini vengono sfruttati e sono ancora oggi vittime di guerre insensate e violenze fratricide.
* Un’economia dell’Inclusione e non dello scarto: è necessario lottare per l’inclusione a tutti i livelli, evitando egoismi, promuovendo la comunicazione e il dialogo, incentivando la collaborazione.
Bisogna affidare il cuore al compagno di strada senza sospetti, senza diffidenze … Affidarsi all’altro è qualcosa di artigianale, la pace è artigianale. …
E’ impensabile che risplenda la pace se siamo in guerra tra di noi …
Rimanere in piedi con dignità è la virtù dei forti che non si piegano mai di fronte alle difficoltà.
* La famiglia è la prima scuola dei bambini, il punto di riferimento imprescindibile per i giovani, e il miglior asilo per gli anziani.
E’ una ricchezza sociale insostituibile che deve essere aiutata e potenziata.
E’ il luogo di tenerezza e misericordia, dove la fede si mescola al latte materno” e dove i figli sperimentano l’amore di Dio grazie all’amore dei genitori. «Hanno gustato il miglior vino.” E questa è la buona notizia…

        * Il cristiano è colui che ha imparato ad ospitare, ad accogliere, a passare dalla logica dell’egoismo, della chiusura, dello scontro, della divisione, della superiorità, alla logica della vita, della gratuità, del servizio, dell’amore; dalla logica del dominio, dell’oppressione, della manipolazione, alla logica dell’accogliere, del ricevere, del prendersi cura.
        * La Chiesa è la casa dell’ospitalità. Quante ferite, quanta disperazione si può curare in una dimora dove uno possa sentirsi accolto.
Ospitalità con l’affamato, con lo straniero, con il nudo, con il malato, con il prigioniero, con il lebbroso, con il paralitico.
Ospitalità con chi non la pensa come noi, con chi non ha fede o l’ha perduta e qualche volta per colpa nostra.
Ospitalità con il perseguitato, con il disoccupato.
Ospitalità con le culture diverse, di cui questa terra è così ricca.
Ospitalità con il peccatore, perché tutti lo siamo.
La Chiesa è madre che accoglie.
La Chiesa è casa di tutti.
Mentre nel mondo, specialmente in alcuni Paesi, riappaiono diverse forme di guerre e scontri, noi cristiani insistiamo nella proposta di riconoscere l’altro, di sanare le ferite, di costruire ponti, stringere relazioni e aiutarci a portare i pesi gli uni degli altri.
         * La fede che non si fa solidarietà è morta o bugiarda.
La sofferenza ha fatto crescere la solidarietà.
La fede ci rende prossimi, ci fa prossimi alla vita degli altri.
Ci avvicina alla vita degli altri. La fede suscita il nostro impegno per gli altri, la fede suscita la nostra solidarietà.
            Se non hai un cuore solidale, se non sai quello che succede al tuo popolo, la tua fede è molto debole o è malata o è morta.
È una fede senza Cristo.
La fede senza solidarietà è una fede senza Cristo, è una fede senza Dio, è una fede senza fratelli.
La fede si fa speranza ed è speranza che stimola l’amore.
La fede che Gesù suscita è una fede con la capacità di sognare il futuro e di lottare per esso nel presente».
Passare senza ascoltare il dolore della nostra gente, senza radicarci nella loro vita, nella loro terra, è come ascoltare la Parola di Dio senza lasciare che metta radici dentro di noi e sia feconda.
Non esiste una compassione che non si fermi, non ascolti e non solidarizzi con l’altro
(Papa Francesco)

È necessario passare dall’indifferenza
al "Coraggio! Alzati, il Maestro ti chiama!".

La testimonianza di Alberto Solesin,
            padre di Valeria uccisa al Bataclan di Parigi

Io mi auguro con tutto il cuore che questa banda di criminali di guerra sia duramente punita.
Ma non si può coinvolgere una religione, come tanti vorrebbero fare….
La dignità è la capacità di portare pesi impossibili con le spalle dritte.
Portare i pesi della sorte senza lamentarsi, senza chiedere,
            rimanendo autonomi e coerenti con le proprie idee di solidarietà.
Se io, mia moglie e mio figlio abbiamo potuto dare un segno di civiltà,
            ne sono felice.
Non posso certo dire che la morte di mia figlia sia meno gravosa
            ma ci fa sperare che non sia stata del tutto inutile. La solidarietà ci ha fatto bene.

Il 24 novembre scorso  a Venezia in piazza San Marco per i funerali di Valeria Solesin, ancora una volta l’umanità fa vedere che non è possibile chiudere il cuore dell’uomo e incattivirlo.
Possiamo avere fiducia nell’umanità che ama, sogna e spera, perché nonostante la violenza e il terrore ha dimostrato che la vera potenza passa attraverso la voce rotta dal pianto di un papà che ha perso sua figlia tragicamente, ma  non odia, e non fa alzare in volo aerei per bombardare una parte del mondo.
La vera forza sta nel far sedere accanto persone che la pensano diversamente e che credono in un mondo diverso.

Dopo la pioggia
            di Gianni Rodari
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno,
E’ come un ponte imbandierato
e il sole vi passa festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è il male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questo si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra

Canzone di San Damiano
Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno,
con amore ed umiltà  potrà’ costruirlo
            Se con fede tu saprai vivere umilmente
            Più’ felice tu sarai anche senza niente
Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore
Una pietra dopo l’altra in alto arriverai
            Nella vita semplice troverai la strada
            che la calma donerà al tuo cuore puro.
E le gioie semplici sono le più’ belle
Sono quelle che alla fine sono le più’ grandi
            Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore
            una pietra dopo l’altra in alto arriverai.

       Amate la bellezza!
                        di Tonino bello
Vorrei aiutarvi a scegliere per la vita …. Sempre
E scegliere per la vita significa amare la bellezza.
Perché questo mondo che sta diventando così turpe, così osceno,
            sarò la bellezza a salvarlo …
Non saranno le armi; non sarà la nostra saggezza;
            non sarà la nostra forza.
La bellezza, si.
Amate la bellezza!
Curate la vostra persona;
            curate la dolcezza del vostro sguardo
            e perfino la stretta di mano abbia uno spessore di tenerezza.
Scegliete per la vita!
Amate le cose pulite, belle: la poesia, il sogno, la fantasia.
Benedite il Signore che vi dà questa possibilità
            di viaggiare senza biglietto,
            gratuitamente, lungo i meridiani e i paralleli
            non soltanto del globo, ma dell’esistenza.
Amate la poesia, amate la bellezza!
Diversamente sarà molto difficile
            che il mondo faccia inversione di marcia.

Canto Semina la pace
Senti il cuore della tua città
Batte nella notte intorno a te,
sembra una canzone muta che
cerca un’alba di serenità.

Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà;
spine tra le mani piangerai,
ma un mondo nuovo nascerà.

Sì, nascerà, il mondo della pace;
di guerra non si parlerà mai più.
La pace è un dono che la vita ci darà,
un sogno che, si avvererà.
Semina la pace …

 

1. Evenu shalom
Evenu shalom alejem, ( 3 volte )
            evenu shalom , shalom,
             shalom alejem.
E sia la pace con voi ( 3 volte )
            evenu shalom , shalom ,
            shalom alejem
Diciamo pace al mondo , cantiamo
             pace al mondo , la nostra vita
             sia gioiosa e il mio saluto
            giunga fino a voi.

2. Fratello sole , sorella luna
Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente stà nascendo Amore…
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte , di una immensa vita, che generosa risplende intorno a me…
Dono di Lui , del suo immenso amore!

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle
fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti prati e fiori,
il fuoco e il vento , l’aria e l’acqua pura
fonte di vita per le sue creature…
Dono di Lui , del suo immenso amore

Sia laudato , Nostro Signore , che ha creato l’universo intero ;
sia laudato nostro Signore ,
noi tutti siamo sue creature…
Dono di Lui , del suo immenso amore !
Beato chi lo serve in umiltà  

3. Grandi cose
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare,
possiamo gridare l’amore che Dio
ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme
            di felicità

Grandi cose…

4. Prima Corinzi tredici
Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono
            il mondo.
Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli.

Ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo
se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo.
Se non avessi la carità
non servirebbero a nulla
gesti d’amore , sorrisi di pace:
sarei come un cembalo
che suona per sé.

La carità è paziente e benigna,
conosce il rispetto non cerca interessa ;
la carità non si adira , del torto subito
non serba nessuna memoria.

La carità non sopporta ingiustizie
dal falso rifugge , del vero si nutre;
la carità si appassiona di tutto,
di tutto ha speranza , di tutti ha fiducia:

Non avrà fine la carità
scompariranno i profeti.
Solo tre doni per noi
Resteranno la fede , l’amore
e ancora speranza.
Ma più importante è la carità,
più forte di ogni sapienza.
Ciò che è perfetto verrà
sarà un mondo
di gioia e di pace che si attenderà.

5. Pace a te
Nel Signore io ti do la pace
pace a te , pace a te.
Nel tuo nome resteremo uniti
pace a te , pace a te.

E se anche noi ci conosciamo
pace a te , pace a te.
Lui conosce tutti i nostri cuori
pace a te , pace a te.

Se il pensiero non è sempre unito
pace a te , pace a te
Siamo uniti nella stessa fede
pace a te , pace a te.

E se noi non giudicheremo
pace a te , pace a te.
Il Signore ci vorrà salvare
pace a te , pace a te

6. Risposta non c’è
Quante le strade che un uomo farà
E quando fermar si potrà?
Quanti mari un gabbiano potrà attraversar per giungere e per riposar?
Quando la gente del mondo riavrà
Per sempre la sua libertà…

Risposta non c’è  e forse chi lo sa, caduta nel vento sarà.

Quanti cannoni dovranno sparar
E quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
E senza sapere il perchè?
Quanto giovane sangue versato sarà
Finchè un’alba nuova verrà?

7. Per volare
Ho letto dentro un libro: gli uomini sono angeli di certo un poco strani, un’ala sola hanno.  Volare come fanno? librarsi su nel vento? Lo possono far soltanto restando abbracciati.
A volte nei momenti in cui mi sei vicino, Tu, o Dio, nascondi un’ala e sembri come uomo. E’ forse per capir che Tu non vuoi volar da solo su nel cielo,  non vuoi senza di me!
Per volare un’ala stenderò
Per volare è l’unica che ho
Per volare io so che un grande amico
Per volare aggiungerà la sua
Per volare, per volare ......

Ho visto una valle, perduta su tra i monti
vi scorre un bel torrente, la gente non ha i ponti.  Parlarsi come fanno? Cercare e dare aiuto? Lo possono far soltanto se  c’è un arcobaleno.
Ritornello :      A volte nei momenti.......

Ho visto dei bambini la pelle chiara hanno, insieme alle ferite di un’assurda guerra.  Amare, come fanno? sentirsi dei fratelli?  Lo possono far soltanto se in terra scrivi pace.
Ritornello: A volte nei momenti....

8. Per tutte le volte
Per tutte le volte che noi ci illudiamo di trovare la pace nella solitudine:
Signore pietà! Cristo pietà!

Per tutte le volte che noi siamo soli,
per non aver avuto la forza di amare:

Per tutte le volte che noi abbiamo abbandonato e ripudiato la vita

Per tutte le volte che noi non abbiamo avuto il coraggio di vivere liberi

Per tutte le volte che noi non ci siamo sentiti provocati dal mistero di una vita che nasce

9. Andate per le strade
Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per far festa:
c’è un posto per ciascuno alla mia mensa.

Nel vostro cammino annunciate il Vangelo,
dicendo: “È vicino il Regno dei cieli”.
Guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l’ha perduta.
Rit. Andate

Vi è stato donato con amore gratuito:
ugualmente donate con gioia e per amore.
Con voi non prendete né oro né argento.
Perché l’operaio ha diritto al suo cibo.

Gruppo catechesi: