20 marzo 2014
Scuola di formazione:
SIGNORE INSEGNACI A PREGARE
La regola di vita
Il primato di Dio.
Non siamo stati noi a cominciare: Dio ci è passato accanto e ci ha preso con sé, con immenso amore e tenerezza.
Per ognuno di noi è risuonata unica e irrepetibile la sua Parola: “Non ti dimenticherò mai. Ecco ti ho disegnato sulle palme delle mie mani” ( Is. 49, 15-16);
“Ti ho chiamato per nome … tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo” ( Is. 43,1-4).
Siamo stati chiamati per nome, chiamati a una vita nuova, ad una gioia piena, chiamati a libertà, chiamati a dimorare presso Dio perché Dio stesso per primo è venuto ad abitare in mezzo a noi: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato ( Gv. 1,14-18).
Gesù ci dice “Vieni e seguimi”
Seguire è un verbo che non equivale ad imparare, a studiare, non vuol dire andare a scuola, ma vuol dire intraprendere un modo di vivere, una strada di vita.
Seguire è andare dietro a qualcuno, vedere dove va, cosa fa, come si rivela.
È Lui che traccia la strada, che guida il cammino.
Noi dobbiamo andargli dietro per fondare su di lui la nostra esistenza.
È necessaria una regola spirituale.
La regola viene in aiuto alla nostra debolezza, alla nostra povertà.
La regola ci tiene per mano, ci guida nel nostro cammino dietro a Gesù.
Non basta dire di “si” una volta; bisogna ripetere il nostro “si” al Signore giorno per giorno. In questo la regola ci aiuta.
La regola ci indica il cammino da seguire, senza imporlo. Ci insegna ad essere fedeli. Ci ricorda la promessa fatta; è di aiuto alla debolezza che appesantisce il cuore.
La regola è solo uno strumento: non è il fine, indica la meta. La meta è seguire Gesù, amare Gesù.
Nella costruzione di una regola è bene che ci sia una persona che ci aiuti, che faccia da guida nel nostro cammino. Con lei è bene costruire la regola.
La preghiera.
Preghiera, Condivisione, Servizio sono le tre parole capaci di tracciare il cammino della nostra vita sulla quale possiamo costruire una regola di vita.
Questa sera ci soffermiamo sul primo punto: la preghiera.
La preghiera non è innanzitutto una nostra azione, quasi fosse una scalata per arrivare a Dio.
È lo Spirito stesso di Gesù, lo Spirito Santo che prega in noi. Per mezzo suo possiamo chiamare Dio col nome di Padre. Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza e ci mette sulle labbra le parole giuste ( Rom. 8,26)
Nella preghiera ci riconosciamo amati e conosciuti da sempre da Dio
Pregare è aprirsi ad un amore che è da sempre e che irrompe nella nostra esistenza. Pregare è scoprire il progetto pensato per noi, il disegno tracciato sulla nostra vita. Pregare è maturare la decisione di voler essere secondo quel progetto che Dio vuole per noi. Pregare non è facile perché non è facile stare con Gesù e lasciarci trasformare da Lui. Ci sono momenti di buio nella pregare, in cui si esperimenta il silenzio di Dio.
La preghiera domanda l’umiltà di cuore, fedeltà nei momenti difficili, fiducia grande nel Signore che si rivela nei modi e nei momenti a noi sconosciuti.
Per pregare diventa necessario vivere il silenzio, “ avere qualche spazio immune da ogni frastuono alienante dove sia possibile tendere l’orecchio e percepire qualcosa della festa eterna e della voce del Padre.” ( Martini) È necessario un “silenzio che ascolta, che accoglie, che si lascia animare” ( Martini)
È il silenzio la premessa di ogni preghiera. Nel silenzio si ascolta e si accoglie la Parola; dal silenzio nascono parole vere
GESU’ CI INSEGNA COME PREGARE
Leggiamo il brano del Vangelo di Luca 11,1-14.
In questo brano Gesù prega e insegna a pregare.
Lo possiamo suddividere in tre momenti: il Padre nostro, la Parabola dell’amico importuno, l’efficacia della preghiera.
L’insegnamento sulla preghiera termina con il miracolo di Gesù che scaccia un demonio muto. Posto alla fine dell’insegnamento sulla preghiera, il miracolo di Gesù vuole sottolineare che il muto è ogni cristiano, siamo noi, incapaci di parlare a Dio: ma se andiamo alla scuola di Gesù impareremo a pregare, comprenderemo l’importanza della preghiera.
Rileggiamo insieme il brano e facciamo qualche riflessione.
1. Il punto di partenza della preghiera
Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare (11,1)
L’inizio della preghiera è la preghiera di Gesù. Noi possiamo pregare perché lui prega e ogni nostra preghiera è inserita nella sua. Come potremmo noi dire “Padre”, se non in Lui? È una verità consolante.
Anche se avessimo abbandonato un poco la preghiera, anche se l’avessimo trascurata, non dobbiamo mai cominciare da zero dal momento che Gesù prega sempre. Noi possiamo sempre inserirci in Lui: pregare non solo perché Lui ha pregato o come Lui ha pregato, ma pregare in Lui, sapere che Gesù sostiene, conforta e pervade la nostra preghiera.
Nel nostro cuore, come nel cuore di tanta gente c’è la domanda:
“Signore, insegnaci a pregare!”
2. La struttura della preghiera
Gesù disse loro: “Quando pregate dite: Padre nostro, …” (cfr. Mt. 11, 2-4)
Questa istruzione di Gesù sulla preghiera è uno dei punti centrali di tutto il Vangelo. Nel testo di Matteo ( Mt. 6,9ss), il Padre nostro si trova al centro del discorso della montagna.
Possiamo dire che il Padre nostro riassume tutto il cristianesimo, tutto ciò che noi siamo, ciò che viviamo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, tutto ciò che ci qualifica come figli di Dio in cammino verso il Regno.
È una preghiera che non finiremmo mai di meditare e, quando non sappiamo pregare, basta riprendere adagio adagio, parola per parola, il Padre nostro. Possiamo vedere in questa preghiera tre momenti:
1) L’atmosfera della preghiera.
Quando preghi dì: Padre. La Parola “Padre” dice la sorgente della preghiera, l’atmosfera della preghiera, il clima della preghiera.
Quando diciamo “Padre” noi entriamo nel modo di pregare di Gesù. Tutte le preghiere di Gesù nel Vangelo cominciamo, con: “Padre.
”Padre, ti benedico (Mt.11,25); Padre, passi da me questo calice (Mc. 14,36); Padre, perdona loro ... ((Lc.23,34) ….
Padre è l’atmosfera della preghiera, è l’orizzonte nel quale la preghiera si compie. Questo orizzonte, Gesù ce lo mette nel cuore; in questo orizzonte ci invita a entrare. Ogni domanda del Padre nostro può essere preceduta dall’invocazione Padre … Padre venga il tuo Regno; padre si fatta la tua volontà, Padre perdona i nostri debiti ; Padre liberaci dal male
Con questa invocazione noi troviamo il tono vero, l’atteggiamento giusto di disponibilità, di fiducia, di abbandono, di superamento dalla paure …
2) Il desiderio del Regno
Il secondo momento della preghiera è costituito appunto dalle invocazioni che salgono verso l’alto, come uno zampillo, che si rivolgono a Dio con il pronome “tuo”. Venga il tuo Regno, sia santificato il tuo nome, ...
È chiedere che si realizzi il disegno di Dio: la giustizia, la fraternità, il trionfo della vita, la sconfitta della morte, il mondo dove non ci saranno più lacrime …. Con questa espressione noi anticipiamo, desideriamo, e attendiamo il progetto di Dio nella storia.
Il regno tuo, non il Regno che io mi immagino, ma quello che Tu ci prepari e ci doni, ci dai da realizzare giorno per giorno.
La preghiera ci rende disponibili e pronti per il progetto di Dio: Padre, non la mia, ma la tua volontà si compia …
3) tre domande
Le tre domande sono il terzo momento della preghiera.
È la ricaduta sulla terra, cioè su di noi che siamo affamati, che abbiamo bisogno di perdono, che dobbiamo perdonarci a vicenda, che siamo tentati perché deboli e fragili. È di questo che abbiamo bisogno.
Se avessimo composto noi il Padre nostro avremmo certamente scritto una lunga lista di cose. Gesù si limita a tre.
Abbiamo bisogno di perseverare nell’oggi, attraverso il pane quotidiano
Abbiamo bisogno di molta misericordia e di molto perdono.
Abbiamo bisogno del sostegno di Dio per non cedere alla tentazione quando viene la prova e il Regno sembra oscurarsi intorno a noi: Signore non permettere che io cada nella tentazione: liberami da tutto ciò che mi impedisce di avere fiducia in Te, di contemplarti e di amarti come Padre.
3. L’insistenza della preghiera
Se uno ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: amico prestami tre pani (cfr. Mt. 11,5-8)
Gesù non ci dice solo di pregare come figli, chiedendo umilmente ciò di cui abbiamo bisogno, ma ci chiede di insistere..
La parola mezzanotte indica il tempo in cui si è stanchi e si ha voglia di dormire … Gesù ci dice: anche se sei affaticato, insisti nel chiedere.
Quando la nostra preghiera è apparentemente inascoltata, ci immaginiamo che Dio sia un po’ sordo … Gesù ci ripete: continua a chiedere, perché già il chiedere è una grazia, già il chiedere ci fa figli, già il chiedere è l’essere esauditi.
Non si tratta di una preghiera facile, tranquilla, gioiosa, ma di una preghiera sofferta. È attraverso di essa che Dio ci dona la consapevolezza di essere suoi figli, di vivere abbandonati al Padre, la certezza che egli non ci lascerà soli.
Nasce una domanda: come mai Dio ha bisogno della nostra insistenza? Non sa forse prima di noi, ciò di cui abbiamo bisogno?
In realtà siamo noi che, pregando con insistenza, ci purifichiamo e, passando per l’umiltà di riconoscere che non sappiamo pregare, diventiamo figli..
4. La fiducia
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete , bussate …(11,9-13)
Gesù ci dice che dobbiamo avere fiducia totale nella preghiera e certezza di ottenere lo Spirito Santo. Questo è il dono per eccellenza.
Noi, come dice S. Paolo, non sappiamo bene che cosa chiedere. Il Padre ci dona lo Spirito Santo. E’ lo Spirito che ci fa sentire che siamo figli del Padre.
Lo Spirito è la presenza della forza di Dio in noi; è la stessa capacità di perseverare nella fede arida e nella preghiera nuda, non consolata.
Lo Spirito è una forza dall’alto che ci permette di perseverare, di crescere e di purificarci sentendoci figli del Padre, amati sempre da Lui in ogni momento della nostra vita.
Lo Spirito è il dono che ci fa figli, come Gesù, e ci fa vivere come Gesù.
Lo scopo di ogni cammino umano è divenire come Gesù, figli di Dio come Lui. Nessun uomo o donna potrà mai realizzarsi se non in Gesù Cristo, nessuno potrà mai essere più autenticamente persona umana di Lui. Il punto di arrivo di ogni cammino umano è Gesù Cristo e lo sguardo di ogni uomo e di ogni donna deve fissarsi su di Lui, contemplare Lui, imparare da Lui, imitare Lui, seguire Lui.
( C.M. Martini)