Non è bene che l’uomo sia solo - Anniversari matrimonio 2018

Sposi20 settembre 2018
Incontro per la festa degli anniversari di matrimonio

"NON È BENE CHE L'UOMO SIA SOLO"

 

L’amore stupisce sempre e commuove.
            Quando l’amore non si sgretola e non sbiadisce nel tempo, nasce spontaneo un inchino del capo e del cuore verso chi sa amare così bene e così a lungo, per chi sa amare per sempre, come voi.
La festa degli anniversari di Matrimonio è sempre un momento di profonda emozione, di gioia e di speranza. E’ un’occasione bella per rileggere la propria storia d’amore, per dirsi “grazie”, per stupirsi dell’amore, perché è un dono prezioso amarsi per sempre.  Donarsi è raggiungere il segreto di Dio e insieme, il vero segreto dell’uomo.  ( card, Martini)
Questa riflessione vuole aiutare a riflettere sulla bellezza e sulla grandezza dell’amare e dell’essere amati, dell’essere una cosa sola per sempre perché nel nostro cuore non venga mai meno la gioia e la gratitudine.
L’amore è come una tastiera: ha solo sette note,
ma gli artisti ne hanno tratto centomila melodie” ( L. Serenthà)

Il Signore disse: non è bene che l’uomo sia solo
            Questo sta a cuore al Dio della Bibbia. Dio è contro la solitudine.
“Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”
( Gen 2,18) .
È  male che l’uomo sia solo, perché non c’è nessuno che basti a se stesso, nessuno che possa essere felice da solo.
Il male della solitudine, che attraversa la vita di ogni uomo che abita la terra, non può essere colmato né dalle cose, né dagli animali, ma solo dall’amore.
            Dio plasmò dal suolo  ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile
Allora Dio formò con la costola che aveva tolto all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: questa volta è ossa delle mie ossa, carne della mia carne. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta
   ( Gen.2,19.21-23)
Ogni corpo di uomo e di donna consegna questa invocazione: Tu hai bisogno dell’altro, tu non basti a te stesso, tu da solo non riesci ad essere felice, a vivere in pienezza. L’autosufficienza è un’illusione
Sentire la mancanza dell’altro non è scoprire un limite, ma scoprire il senso della vita; è scoprire che l’amore è il sole della vita.
Il momento in cui siamo convinti di bastare a noi stessi non è un dono, ma è piuttosto un pericolo. L’egoismo, la solitudine è malinconia, è povertà.
Tu e io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi (Gandhi)
Nessuno è così legato come chi ama, ma è altrettanto vero che nessuno è così libero come chi ama.

Nell’amore dell’uomo e della donna c’è Dio
            A volte noi confiniamo Dio nelle chiese, lo sequestriamo nelle chiese.
Mentre Dio sta nella vita, sta nelle nostre storie, nelle nostre storie d’amore.
L’amore di un uomo e di una donna è cosa sacra, custodisce la presenza di Dio.
Dio è dentro la vita. Bisogna avere occhi per vedere.
Tutti ai tempi di Gesù vedevano il volo degli uccelli dell’aria; Gesù vedeva il Padre dei cieli che li nutriva.   Tutti vedevano i gigli del campo; Gesù vedeva il Padre che li vestiva di uno splendore che Salomone neppure da lontano sognava, ( Mt.6,2434).  Tutti vedono in voi un uomo e una donna che si amano; noi riconosciamo Dio che vi ha fatti incontrare e, oggi, siamo qui insieme per ringraziarlo.
Che il Signore ci conservi questi occhi.
Nel libro della Genesi è detto che Dio creò l’uomo, maschio e femmina li creò, e vide che erano una cosa molto buona. ( Cfr. Gen. 1,26-31)
Una cosa molto bella potremmo anche dire stando al testo ebraico.
Il rapporto dell’uomo con la sua donna è la cosa più bella che è uscita dalle mani di Dio.  Questo è lo sguardo di Dio su di voi.
Anche il nostro sguardo dice che siete una cosa molto bella.
Voi siete belli, siete per noi l’immagine di Dio che è amore.
            Allora gareggiate nello stimarvi a vicenda ( S. Paolo). Questa è la vera gara della vita, la gara che salva la vita, che salva il matrimonio.
Gareggiate nel dare onore e spazio al mistero che abita l’altro
L’amore non è soffocare, ma dare spazio, dare all’altro la possibilità di fiorire, è dare ai figli la possibilità di fiorire, è dare, insieme, al paese nel quale viviamo la possibilità di fiorire

L’amore è un grande viaggio!
          Amare è uscire da sé, è mettersi in viaggio.  Il cammino verso l’altro non finisce mai.. E’ il viaggio più lungo e più bello del mondo….
L’altro resta e resterà sempre “altro“, cioè un mistero, anche dopo il rapporto più intimo.
Occorre non stancarsi di camminare l’uno verso l’altro, di camminare sempre.  Non camminare davanti a me, potrei non seguirti. Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida. Cammina al mio fianco ed insieme troveremo la via.
            L’errore da evitare è quello dell’abitudine, è quello di trattare le persone come i quadri appesi alle parete di casa nostra. Nei quadri appesi, le persone non cambiano, rimangono rigide, anche quando sorridono, non permettiamo loro di cambiare. E facciamo loro un grande torto.
Anche a noi capita di camminare con i quadri appesi nella mente: abbiamo fissato le persone con cui viviamo in un sorta di galleria.
Amare è la capacità di camminare con l’altro/a che cambia continuamente.
La conoscenza di sé e dell’altro è sotto il segno di un divenire che non ha fine.
La conoscenza di sé e dell’altro va sempre cercata e attesa.
L’amore non è il porto sicuro dove fermarsi, ma il luogo del continuo “andare verso”. L’uomo e la donna che si amano non sono persone dell’immobilità, ma del viaggio
            Amare qualcuno significa leggerlo.
Significa saper leggere tutte le frasi che ci sono nel cuore dell’altro.
Quando un libro non viene letto, è come se non fosse mai esistito.
La cosa più terribile che possa accadere fra due persone che si amano é che una delle due pensi di aver già letto tutto dell’altra e se ne allontani, tanto più che leggendo si scrive, ma in modo molto misterioso.
Il cuore dell’altro è un libro che viene scritto  un poco per volta e le cui frasi possono arricchirsi con il tempo. Sino all’ultimo momento il contenuto del libro può essere modificato. La nostra lettura dell’altro non può essere completata finché l’altro è in vita.  (Christian Bobin)

Il per sempre esiste, è possibile.
           Oggi si parla di amore liquido.
E’ una metafora del momento presente: ci si sente molto più incerti, insicuri, più liberi e insieme più fragili. Si va verso un uomo senza legami.
Oggi i legami affettivi diventano fragili, mutevoli, sempre in discussione.
Un impegno duraturo è vissuto spesso come trappola, come un peso.
Tante volte è considerato portatore di malinconia, di ipocrisia.
La fedeltà è messa in discussione, è considerata dai più impossibile.
Ma noi crediamo nella fedeltà, crediamo che il per sempre esiste.
            La fedeltà non è solo non tradire l’altro, ma diventa passione per l’altro, premura per la sua felicità.
            La vera fedeltà non è sinonimo di passività o di inerzia, ma di creatività:  sono occupato da te, abitato da te, perché appartengo a te.
L’amore fedele è sempre nuovo, non cade nell’abitudine, sa sempre ricominciare, rende tutto sempre nuovo: parole, gesti, sentimenti, pensieri, desideri
L’amore fedele è l’amore mai ovvio, mai scontato.
L’amore fedele si costruisce non solo sul sentimento, ma va alla ricerca delle buone ragioni per volersi bene sempre.
            La fedeltà nel matrimonio non è la tomba della gioia e dell’amore, ma l’alveo nel quale scorre e cresce l’amore.
            La fedeltà è il nome maturo della libertà e dell’amore; è una esigenza del cuore, non il giogo di una legge: è la coscienza di essere occupati da un altro che ha messo radici nel nostro cuore.
La fedeltà ha le sue radici nella gratuità.
Un uomo si può mettere nelle mani di qualcuno solo quando l’amore è tanto grande che il risultato di questo abbandono è la libertà totale ( Gibran)
Si è talmente occupati dall’altro che l’amore si fa invulnerabile.
L’altro ha messo radici talmente profonde nel cuore di chi ama che non lo puoi perdere mai, che non lo puoi ferire senza ferire te.
Ma tutto questo è possibile?
La vostra vita, la vostra esperienza dice che tutto questo è possibile.

Dò due suggerimenti che possono aiutare.

1. Pregare insieme.
            Pregare  è rendere possibile l’impossibile
Un uomo e una donna chiesero a Dio: che cosa è il matrimonio?  Dio rispose: è un bel legame tra noi tre.
Se Dio non si trova nelle nostre storie d’amore, allora le nostre storie sbiadiscono, Si sgretolano e crollano.
Non è essenziale che Dio venga nominato.
Come non è essenziale che il suo nome sia conosciuto da coloro che si amano. Basta ricordare che due persone che si amano si sono incontrate in cielo su questa terra.  La pRima volta vi siete incontrate in cielo, non lo dovete mai dimenticare  Allora se non respiriamo il cielo, soffochiamo nel nulla..
Pregare è respirare il cielo. Pregare è accogliere il cielo, è ricevere l’amore che ci è donato, forza e speranza per la vita.
La lettura del Vangelo, la Messa della domenica, la preghiera in famiglia sono e dovranno essere la forza e la misura dell’amore.
Pregate insieme lentamente, fidandovi del legame con quel Dio che vi ama più di ogni altro e custodisce il vostro amore.
Una coppia di sposi chiese al maestro:  che cosa dobbiamo fare perché il nostro amore, il nostro matrimonio duri? La risposta del maestro fu: lasciate che Dio riempia il vostro amore.

2) Coltivare le tenerezza.
            L’amore è il viaggio più lungo e più bello del mondo.
In questo viaggio è importante non dimenticare che Dio che vi conduce vi ha messo al fianco la creatura che amate. Siete chiamati a camminare insieme, ad andare insieme verso l’altro, verso gli altri.
Il cammino verso l’altro è un cammino che non finisce mai...
L’altro resta e resterà sempre l’altro, cioè un mistero, anche dopo il rapporto più intimo….Allora non stancatevi di camminare l’uno verso l’altro, di camminare sempre…
            Per camminare senza stancarvi mai è  necessario imparare ad ascoltare il cuore dell’altro, imparare a parlare al cuore dell’altro, dire parole belle, parole d’amore. C’è una lingua dell’altro che non finiamo mai di imparare.
Ci vuole tempo: tempo per ascoltare, tempo per coltivare un rapporto, tempo per capirsi, tempo per sognare insieme.
Senza questo tempo una persona vale l’altra.
Se invece diamo tempo al rapporto, l’altro diventa l’unico, “qualcosa di unico”. Rubate del tempo alla quotidianità che, a volte, è davvero un carico pesante.
Un tempo solo per voi, per ritrovare la tenerezza, la meraviglia dell’intimità, la bellezza dell’alterità, per dirvi parole d’amore.
Amare, lasciarsi amare è venire nuovamente al mondo, ogni giorno, pur nella diversità.
Lo sappiamo che una farfalla non profuma e un fiore non vola, ma insieme sono una cosa meravigliosa.

Signore, ti rendiamo grazie per la nostra famiglia.
Facci capaci di un amore forte e tenero,
nuovo ogni giorno, sempre pronto al perdono.
Fa’ che la nostra sia una famiglia aperta
al tuo sogno su di noi, al tuo Vangelo,
ai bisogni delle altre famiglie,
alla comunità parrocchiale.
Maria, tua madre ci custodisca. Amen.

Gruppo catechesi: