
Scuola della Parola adulti:
LA SOLA COSA NECESSARIA
2 maggio 2013
Introduzione
È l’ultimo incontro della scuola della Parola di quest’anno
Abbiamo fatto insieme un cammino.
Abbiamo cercato di imparare a pregare con la Parola di Dio.
Soltanto Gesù può insegnarci a pregare.
S. Paolo nella lettera ai Romani, dice che da soli non sappiamo pregare: è lo Spirito Santo il maestro interiore che ci insegna apregare come Gesù, a vivere come Gesù, ad amare come Gesù.
Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. Voi non avete ricevuto uno Spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno Spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre” ( Rom. 8, 14-15)
Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. ( Rom. 8, 26-27)
Una domanda: E’ proprio necessaria la Bibbia per pregare? Non è sufficiente, quasi più bello pregare spontaneamente?
Possiamo dire che la Bibbia è punto di partenza della preghiera, perché proclama il disegno di Dio sulla storia e sulla nostra vita.
La preghiera cristiana è la risposta al disegno di Dio che ci viene incontro in Gesù.
Pregare per il cristiano è rispondere con la lode, il ringraziamento, l’adorazione, il pentimento, la domanda al disegno di Dio che la Parola di Dio ci aiuta a conoscere.
Nella scuola della Parola abbiamo cercato di imparare a pregare con la Parola di Dio.
La grossa difficoltà che incontriamo a pregare con la Bibbia sta nel fatto che siamo troppo abituati a pensare che nella preghiera conti l’avere qualcosa da dire a Dio.
Pregare, invece, è soprattutto lasciare che Dio ci dica ciò che vuole comunicarci. L’ascolto, più che il parlare, è quello che conta.
Questa sera vogliamo pregare con il brano di Luca 10, 38-42
Possiamo dare questo titolo:
LA SOLA COSA NECESSARIA
Noi Ti rendiamo grazie, O Dio nostro Padre
perché ci hai chiamati a questo momento di preghiera.
Aprici il cuore e la mente,
così che possiamo offrirti i nostri desideri e la nostra libertà,
tutto quello che siamo, che possediamo,
tutto quello che pensiamo, che soffriamo e che facciamo.
Facciamo questo momento con immensa gioia,
vogliamo lasciarci guidare dalla tua Parola.
E ci affidiamo all’intercessione della Vergine Maria.
Donaci, ti preghiamo, la luce per comprendere la tua Parola,
perché il nostro cuore sia riempito della gioia del tuo Vangelo. Amen.
Leggiamo attentamente il brano.(Luca 10,38-42)
38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».
41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
1) che cosa dice il brano letto?
Dove si trova il testo nel Vangelo.
Si trova la capitolo 10 del Vangelo di Luca.
Dopo questo episodio c’è l’insegnamento di Gesù sulla preghiera (Lc.11,1-4); e prima c’è la parabola del buon samaritano (Lc. 10,30-37).
S. Luca mette in evidenza i tre pilastri della vita cristiana: fare, ascoltare la Parola, pregare.
La preghiera si situa in un contesto che parte dall’ascolto della Parola e che però è strettamente collegato con l’agire della carità.
Quando si parla della preghiera si presuppone l’ascolto della Parola; quando si parla della Parola si tiene presente l’agire della carità.
E’ sempre importante la collocazione di un testo nel racconto del Vangelo:
In questo caso è messo in evidenza l’unità esistente tra carità, ascolto, preghiera. Non ci può essere una senza le altre.
I personaggi che agiscono in questo brano.
Due donne: Marta e la sorella Maria.
E’ uno dei pochi brani in cui l’azione è portata avanti da due donne.
Queste due donne agiscono in contrapposizione: da una parte c’è Marta con la sua attività e dall’altra Maria con il suo ascolto.
Le tappe secondo cui si svolge la scena.
a) C’è lo sfondo: Gesù è in cammino. In Samaria gli hanno rifiutato l’ospitalità; qui viene accolto nella casa di Marta e Maria
b) C’è la presentazione delle persone: Maria seduta ai piedi di Gesù mentre ascolta la sua Parola; Marta, tutta presa dai servizi: corre qua e là per preparare il pranzo.
c) C’è lo scoppio di un dramma: Marta sbotta e incomincia a rimproverare Gesù: Signore non ti curi che mia sorella mi abbia lasciata sola? Come a dire: Signore, stai sbagliando!
Notiamo che Gesù non è mai stato rimproverato come lo è da Marta!
Dopo averlo rimproverato dà un ordine a Gesù: devi comandare a mia sorella di venire ad aiutarmi!
E’ un momento drammatico, anche un po’ umoristico, ironico.
Infatti Marta voleva far onore a Gesù; gli stava preparando un buon pranzo; voleva far capire che era un ospite molte importante; voleva si dicesse che Gesù mai era stato tanto onorato come in casa sua, ma proprio nel desiderio di onorare Gesù, lo offende, lo rimprovera …
d) C’è la soluzione che leggiamo nella parole di Gesù: Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, di una sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta.
Fermiamoci su alcune parole.
a) Le parole che riguardano Maria: Sedutasi ai piedi di Gesù ascoltava la sua Parola. Sedersi ai piedi di qualcuno è l’atteggiamento del discepolo rispetto al Maestro. Maria assume un ruolo ritenuto maschile, cioè ascolta, si fa discepolo, Si tratta di un fatto veramente inaudito per la mentalità del tempo. Maria vive la beatitudine dell’ascolto: Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. (Lc.11,28).
Maria è l’immagine del discepolo che interiorizza la Parola di Dio.
Ma Luca non si limita a rivendicare alla donna la sua dignità e il suo diritto all’ascolto dell’evangelo, ma pensa alla Chiesa che deve essere anzitutto una comunità di ascolto per essere anche una comunità di servizio.
b) Le parole che riguardano Marta. Anzitutto una parola molto bella: servizio. Marta è in servizio, e questo non le viene rimproverato perché è un motivo di merito. A Marta è rimproverato il suo affannarsi, agitarsi: Marta si agitava, cioè era inquieta: quando si è agitati non si riesce a vedere quello che è più importante in quel momento.
Marta era affannata, agitata: è una parola che troviamo nella parabola del seminatore. Le spine che soffocano il seme della Parola, sono le preoccupazioni e gli affanni della vita (Cfr. Lc.8,4ss). Marta non può ascoltare la Parola perché è affannata..
c) La Parola di Gesù: Ti preoccupi e ti agiti per molte, troppe cose.
Gesù rimprovera dolcemente Marta dicendole che non riesce a fare unità nella sua vita e aggiunge: una cosa sola basta, quello che ha scelto Maria.
Maria ha scelto l’ascolto. Gesù non vuole dire che è necessario stare sempre seduti ad ascoltare. Piuttosto indica una priorità nelle cose. Un ordine, un primato. Prima viene l’ascolto e poi l’azione.
La sola cosa necessaria, dice Gesù, è il primato di Dio, del regno, è il tesoro nascosto nel campo, è mettere Dio al primo posto, è ascoltare la sua Parola. Tutto il resto allora si armonizza tranquillamente, si trova il tempo, si trovano le occasioni giuste, si trova la pace per agire.
2) Che cosa dice a me questo brano?
Ci facciamo tre domande per entrare in dialogo con il Signore:
1) La I° domanda la facciamo guardando Marta. sono spesso preoccupato e teso come Marta? Capita anche a me di essere troppo spesso nervoso, inquieto, agitato? E perché?
Lasciamo emergere dal nostro cuore la risposta: Aiutami a capire le radici del mio affannarmi, Signore!
2) La II° domanda la facciamo guardando Maria: sono capace di ascoltare e contemplare? Quanto tempo dedico, nella mia giornata e nella mia settimana all’ascolto della Parola, come Maria ai piedi di Gesù? Ti ho trascurato, Signore, ma ti chiedo perdono. Aiutami a trovare il tempo da dedicare a Te, all’ascolto della tua Parola. Sai bene che trovo il tempo per tutte le cose che mi piacciono. Fa che mi piaccia ascoltare te!
3) La III° domanda la facciamo guardando Gesù: So guardare Gesù e lasciarmi guardare da Lui?
Signore, insegnami a capire che tu sei l’unica cosa importante per poter armonizzare nella mia vita tutto il resto, tutto quello che faccio!
Signore aiutami a fare ordine nella mia vita.
Nel momento di silenzio, si può rileggere il brano, cercando di rispondere alle domande, davanti al Signore.
Poi, in accordo con il Signore ognuno può scegliere un’azione da fare, o un atteggiamento da coltivare, o un impegno da prendere e in questo modo cercare di tradurre nella vita la Parola ascoltata.
VENERDI’ 16 MAGGIO ore 20.45 IN ORATORIO
ci troviamo per verificare il cammino fatto quest’anno.
gli esercizi spirituali, la scuola della Parola, la catechesi.
Possiamo farci qualche domande:
Quale è l’impressione generale su quello che abbiamo fatto? Che cosa di positivo abbiamo trovato? Che cosa, invece, da correggere? Quale aiuto abbiamo trovato per vivere e coltivare una fede più adulta, più consapevole? Che cosa fare per costruire una comunità dove sia possibile esperimentare il primato della Parola, la centralità dell’Eucaristia, l’urgenza della carità?
don Enrico