La preghiera a Maria - SdP Lug. 2014 - p. 2

Catechesi adulti

Scuola della Parola:
LA PREGHIERA A MARIA

 

Per la festa della Madonna del Carmine
18.07.2014

L’AVE MARIA

            L’Ave Maria è una delle preghiere più amate e più ripetute dai cristiani.

L’Ave Maria è la preghiera che si fa nella solitudine del dolore, nei giorni di festa, nelle case e nelle chiese.

L’Ave Maria è la preghiera ispirata da Dio nella sua prima parte, composta da sole parole bibliche; nata dalle speranze e dalle paure dell’uomo nella seconda parte, essa ci fa respirare con i due polmoni di ogni preghiera: la lode e la supplica.

            La parte della lode, la più antica proviene direttamente dal Vangelo di Luca, dalle parole dell’angelo Gabriele nel giorno dell’annunciazione, quando Maria accolse Dio in sé; e dalle parole di Elisabetta nel giorno della visitazione quando Maria ha cantato e danzato il suo Magnificat.

            La parte biblica dell’Ave Maria è il riassunto della storia di Maria, di ciò che è stata ed è davanti a Dio: sii felice, sei riempita di grazia, Dio è con te e davanti all’umanità: benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.

            La parte della supplica, la seconda, si è formata lentamente lungo i secoli, fu definita in questa forma solo nel 1500, prendendo pensieri di fede antichi ( nel Concilio di Efeso nel 431 d.C. Maria è proclama Madre di Dio) e raccogliendo il nostro bisogno di una presenza amica e forte nel cammino di ogni giorno ( prega per noi adesso), fino all’ultimo passo ( nell’ora della nostra morte,) quando passeremo non da vita a morte, ma da vita a vita.

Prega per noi, viene detto, senza una richiesta specifica, senza domande, ma preghiera assoluta e pura perché Dio si chini su di noi, intrecci il suo respiro con il nostro respiro.

L’Ave Maria è una preghiera nata da Dio e dall’uomo, composta di parole discese dal cielo e da parole salite dalla terra.

Pregare l’Ave Maria è immergerci nella Parola di Dio e nella storia di oggi.

Noi preghiamo l’Ave Maria non tanto per ottenere delle cose, quanto per essere trasformati, per sentirci parte, insieme a Maria, della storia di Dio, perché pregare trasforma: uno diventa ciò che prega, ciò che contempla con gli occhi del cuore.  Si prega per stupirci di Dio e dell’umanità, incantati da un Dio che viene in una donna, viene come un bambino, carne della nostra carne, riempie di vita la vita. Lui che inonda di vita anche le vie della morte. Pregare è cercare uno straccio d’azzurro di cielo, da cui leggere tutto in modo nuovo.

PREGHIAMO MARIA CON L’AVE MARIA

Ave,o  Maria, rallegrati!

            Entrando da lei, l’Angelo disse: “Rallegrati, Maria”. ( Lc.1,28)

Il saluto dell’Angelo Gabriele apre l’Ave Maria.  È Dio stesso che, nelle parole dell’Angelo saluta Maria. E noi iniziamo a pregare facendo nostre le parole di Dio.

            Il primo effetto della preghiera a Maria è di aprire una finestra su Dio, sul suo disegno. Gioisci, rallegrati, sii felice perché in te si compie la promessa antica.

È la gioia dei profeti e di tutto il popolo che hanno atteso la venuta del Messia.

È la gioia che inonda Maria, donna dell’ascolto e dell’attesa: in lei si compie la promessa, in lei  l’Amato viene a mettere la sua tenda fra noi.

            L’Angelo non dice: prega, inginocchiati, fa’ questo o quello, ma semplicemente apriti alla gioia, come una porta si apre al sole.

Dio viene e porta una carezza; viene e stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicità. Dio seduce perché parla il linguaggio della gioia.

            Con il suo saluto l’Angelo dice che il desiderio di Dio è di amarci.

Iniziando a pregare: Ave o Maria, l’augurio di Dio giunge fino a noi. Maria è una profezia di felicità per la nostra vita, è benedizione, consolazione sul nostro male di vivere, sulle solitudini patite, sulle tenerezze negate, sulla violenza che ci insidia, ma che non vincerà. Maria la credente che dà gioia.

Tu sei piena di grazia

            È la seconda parola dell’Angelo e dice il perché della gioia: Sei piena di grazia! Dio si è chinato con amore su di te, Maria; ti ha riempito della sua vita, della sua grazia. La grazia è la carezza di Dio: un gesto che indica tenerezza e non possesso, vicinanza amante e liberante.

Sta qui il segreto della gioia: “Maria, Dio si è chinato su di te, si è innamorato di te, si è dato a te. Tu gli hai rubato il cuore e lui ti ha riempita di luce. Ora hai un nome nuovo: amata per sempre. Teneramente, liberamente, senza rimpianti amata.”          Questo nome di Maria, “amata per sempre gratuitamente”  è anche il nostro nome: buoni e meno buoni, ognuno di noi è amato per sempre.

Piccoli o grandi, ognuno di noi è riempito di cielo.  Maria, non è piena di grazia  perché ha risposto “sì” a Dio, ma perché Dio per primo le ha detto “sì”.

E Dio dice “sì” a ciascuno di noi, prima di qualsiasi risposta.

            Tu, Maria sei piena di grazia non perché sei senza peccato, ma perché Dio è venuto, ha bussato e tu gli hai aperto. Aiuta anche noi ad aprire la porta a quel Dio che è in perenne attesa, alla soglia del nostro cuore.

Il Signore è con te

            La terza parola dell’Angelo contiene il saluto più bello: il Signore è con te.

“Io sono con te” è il nome di Dio.

            Maria. sei riempita di Dio. Dio ti circonda, ti stringe a sé.  Dio prova gioia a stare con te, tu fai felice Dio. Il cuore di Dio si sente a casa accanto al tuo.

L’ultima parola che Gesù ha detto ai suoi discepoli riprende quella che l’Angelo ha detto a Maria: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” ( Mt.28,20)

Stare con l’amico, con la persona amata è un’esperienza che da sola basta a riscattare i nostri giorni oscuri, a redimere le ore tristi.

Dio ci circonda e ci stringe a sé perché neppure un capello del nostro capo vada perduto, neppure una lacrima.

Pregare l’Ave Maria è sentire che si incide sempre più a fondo, in noi, il nome bello di Dio: “Io sono con te”.

Dovunque andrai, in tutti i passi che farai, quando cadrai e ti farai male, quando ti alzerai e sorriderai di nuovo: io sono con te, dice il Signore.   È con noi Colui che  non manda mai via nessuno, colui che mai abbandona, colui che prova gioia a stare con noi. È con noi sempre fino al consumarsi del mondo.

Benedetta tu fra le donne.

            È con queste parole che Elisabetta ti accolse, Maria, quando, portando in grembo tuo figlio, andasti in fretta sulla montagna per darle l’aiuto della tua vicinanza.  Dopo le parole dell’Angelo, l’Ave Maria fa proprie le parole di Elisabetta, colmata di Spirito Santo. ( Lc. 1,41). Elisabetta si fa bocca di Dio e profetizza una benedizione che si estende all’umanità intera.

            In queste parole riecheggia la prima parola di Dio sull’uomo e sulla donna: “Dio li benedisse” ( Gen. 1,28). In principio c’è una benedizione mai revocata; noi siamo benedetti, dal principio benedetti, in ogni debolezza benedetti.

Dio benedice accrescendo la vita!

Tu, Maria, sei benedetta fra le donne, perché hai accresciuto la vita.

            La preghiera dell’Ave Maria ci converte il cuore, se da essa impariamo e bene-dire, a dire bene degli altri, a pensare e a dire con convinzione: tu sei per me una benedizione, tu sei un regalo del cielo.

Non saremo mai felici se non impariamo a bene-dire.

E benedetto il frutto del tuo seno

            In te, Maria, dimora colui che la terra e il cielo non possono contenere; tu porti il Dio fatto uomo per noi.

Il frutto del seno di Maria è in tutto uguale a noi, eppure è la cosa più bella e benedetta successa al mondo. È per noi ciò che la primavera è per i fiori: ci ha raccontato Dio come si racconta una storia d’amore; ha fatto dei poveri i principi del suo regno, e dei bambini i più grandi della casa; non è mai entrato nei palazzi dei potenti se non da prigioniero; ha dato tutto: neppure il suo corpo ha tenuto per sé: prendete e mangiate.  Gesù è bacio a chi lo tradisce …

Per tutto questo benediciamo Gesù, frutto del tuo seno, Maria, e frutto del cielo

Santa Maria, Madre di Dio

            Inizia la seconda parte dell’Ave Maria, la supplica:  Tu sei la madre del Dio con noi, in cammino sulle nostre strade, che rallenta il suo passo sul ritmo del nostro e ci aspetta sorridendo. Tu sei madre del Dio crocifisso.

Madre di Dio: con queste parole l’Ave Maria giunge al suo vertice.

            Tu madre di Gesù sei nostra madre, tu sei la madre dei peccatori che teneramente riconduci a Dio. Tu, madre di Gesù, ci insegni che vivere è dare la vita. Noi veniamo a te come alla nostra maestra di vita; tu ci dici che la via che conduce alla vita è fare tutto quello che Gesù ci dirà ( Gv. 2,5)

Prega per noi peccatori

            È l’unica richiesta che innalziamo per noi nell’Ave Maria.

Fin’ora le parole hanno espresso meraviglia, lode, benedizione, gratuità … ora è il momento della domanda: “prega per noi.”

 Richiesta di una essenzialità totale, della sobrietà più fiduciosa, che non chiede nulla di specifico. Solo che Maria “interceda”, che faccia un passo in mezzo ( questo è il significato del verbo inter-cedere), un passo che colmi la distanza, che ricucisca lo strappo tra noi e Dio. Un passo solo e ci basta.

            Pregare senza esprimere richieste è l’atto di totale fiducia del bambino che grida la sua fame o la sua paura alla madre … “ Quando pregate, non moltiplicate parole, perché il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno” ( Mt.6,7-8)

Nell’Ave Maria non chiediamo le grazie, ma la grazia che si apra il cielo su di noi, che lei ricongiunga, ricolleghi questo nostro mondo al Signore.

Pregare per noi non ha altro scopo se non chiedere a Dio che ci doni se stesso. Noi preghiamo Maria di chiedere Dio a Dio, per noi.

            Noi preghiamo te, donna e sorella; tu, Maria, prega per noi, come hai pregato a Cana per gli sposi. Tu che vedi per prima quando finisce la gioia nelle nostre case, tu che prima vedi finire il vino alla festa della vita, prega ancora tuo Figlio: “non hanno più vino” ( Gv.2,3).  Prega per noi, non per me.

            Anche nell’Ave Maria, come nel Padre nostro, non si dice mai “io”, mai “mio”, ma sempre “noi” e “nostro”.  La preghiera cristiana è sempre una preghiera che si allarga sul mondo, che si spalanca ai grandi venti della storia.

Prega per noi peccatori, perché venga il tuo perdono.

Prega per noi adesso

            Prega adesso, quando si leva il pianto dell’orfano, la tristezza di chi è solo; adesso quando la violenza e la guerra corre sulla terra, quando la dignità dell’uomo e della donna è calpestata, quando si lacerano gli amori ...Tu, madre e sorella, prega adesso il Signore per noi. Anche per i semi di speranza che germogliano, per i tanti gesti di bontà che rendono la terra più abitabile e fraterna, ringrazia adesso il Signore con noi.

            Pregare è ricollegare la terra al cielo, adesso, in questo momento.

Prega per noi adesso è una richiesta che in realtà non domanda nulla a Dio, se non la sua presenza e la sua benedizione sulla nostra vita, sulle tenerezze negate, sulle solitudini patite.

Prega per noi nell’ora della nostra morte

            Prega per noi nell’ora della nostra morte; prega per noi alla fine del giorno, alla fine della vita; prega per noi e per quanti amiamo, nel tempo e nell’eternità.   Prega china su di noi, Maria, e raccogli e presenta la nostra vita al Signore. Tienile  con cura fra le palme delle tue mani, strette con timore e tremore perché non vada perduta una sola goccia, una sola spiga di buon grano maturato al sole della vita, una sola briciola di bontà.

            Prega stretta a noi, nel momento della nostra paura e ripetici solo, come Gesù, come i profeti, come gli Angeli al sepolcro: “Non avere paura!”

            Prega abbracciata a noi, madre della vita.

Prega per noi nell’ora della nostra morte e sarà come uscire di nuovo al sole, come il ritrovarsi di amici separati e la tua voce accoglierci e dire: “vieni …”