1 gennaio 2020 53° giornata mondiale della pace:
La pace come cammino di speranza
dialogo, riconciliazione, conversione ecologica
Veglia della Pace 31 dicembre 2019-1 gennaio 2020
Pace non è semplice distruzione di armi.
E non è neppure l’equa distribuzione dei pani
a tutti i commensali della terra.
Pace è mangiare il proprio pane a tavola
insieme con i fratelli:
aprirsi a orizzonti di comunione nella diversità.
Pace è convivialità delle differenze….
( don Tonino Bello)
1. La pace, cammino di speranza.
La pace è un bene prezioso, oggetto della nostra speranza, al quale aspira tutta l’umanità
La speranza è la virtù che ci mette in cammino, ci dà le ali per andare avanti, perfino quando gli ostacoli sembrano insormontabili….
La nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli.
Ancora oggi, a tanti uomini e donne, a bambini e anziani, sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria, la speranza nel futuro.
Tante vittime innocenti si trovano a portare su di sé lo strazio dell’umiliazione e dell’esclusione, del lutto e dell’ingiustizia, se non addirittura i traumi derivanti dall’accanimento sistematico contro il loro popolo e i loro cari.
Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana.
Quando vivevo nel mio paese non ero consapevole di essere bianco e che ciò potesse influire in qualche modo sul mio destino.
È stato solo in Africa alla vista dei suoi abitanti neri che me ne sono reso conto. Grazie a loro ho scoperto il colore della mia pelle, al quale altrimenti non avrei pensato ….
Ogni volta che l’uomo si è incontrato con l’altro ha sempre avuto tre possibilità di scelta: di fargli guerra, isolarsi dietro un muro o stabilire un dialogo: l’opzione della guerra è difficilmente giustificabile, è una sconfitta del genere umano, perché l’incontro con l’altro si conclude sempre tragicamente nel sangue e nella morte (Ryszard Kapusscinski, l’altro)
La guerra comincia spesso con l’insofferenza per la diversità dell’altro, che fomenta il desiderio di possesso e la volontà di dominio.
Nasce nel cuore dell’uomo, dall’egoismo e dalla superbia, dall’odio che induce a distruggere, a rinchiudere l’altro in un’immagine negativa, ad escluderlo e cancellarlo.
La guerra si nutre di perversione delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della differenza vista come ostacolo; e nello stesso tempo alimenta tutto questo.
La pace e la stabilità sono incompatibili con qualsiasi tentativo di costruire sulla paura, sono possibili solo a partire da un’etica globale di solidarietà e cooperazione
Sfiducia e paura aumentano la fragilità dei rapporti e il rischio di violenza,
Come, allora, costruire un cammino di pace e di riconoscimento reciproco? Come rompere la logica morbosa della minaccia e della paura? Come spezzare la dinamica di diffidenza attualmente prevalente?
Dobbiamo perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca.
Il desiderio di pace è profondamente inscritto nel cuore dell’uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla che sia meno di questo.
2. La pace cammino di dialogo
Aprire e tracciare un cammino di pace è una sfida
Il mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni.
Non si può giungere veramente alla pace se non quando vi sia un convinto dialogo di uomini e donne che cercano la verità al di là delle ideologie e delle opinioni diverse.
La pace è un edificio da costruirsi continuamente, un cammino che facciamo insieme cercando sempre il bene comune e impegnandoci a mantenere la parola data e a rispettare il diritto.
Nell’ascolto reciproco possono crescere anche la conoscenza e la stima dell’altro, fino al punto di riconoscere nel nemico il volto di un fratello.
Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli.
L’altro non va mai rinchiuso in ciò che ha potuto dire o fare, ma va considerato per la promessa che porta in sé.
Solo scegliendo la via del rispetto si potrà rompere la spirale della vendetta e intraprendere il cammino della speranza.
È un insegnamento molto antico, appartiene alla storia dell’umanità
Dice il libro dell’Esodo 12, composto VI-VII secolo a. C.:
Vi sarà una sola legge per il nativo e per lo straniero che soggiorna in mezzo a vo. Quando uno straniero dimora presso voi, nella vostra terra, voi non potete opprimerlo. Lo straniero residente fra voi lo tratterete come colui che è nato tra voi…. tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati stranieri in terra d’Egitto.
La lettera a Diogneto del II secolo dice: I cristiani non rinneghino nulla del Vangelo, ma restino in mezzo agli altri uomini con simpatia senza separarsi da loro , solidali, tesi a costruire insieme una città più umana.
Cristiani che sappiano vivere come amici di tutti gli uomini senza cadere preda dell’angoscia o della paura di essere minoranza, vero lievito e sale della pasta del mondo: così, nell’incontro del cristiano con chi cristiano non è , entrambi potranno esclamare: mai l’uno senza l’altro.
3) La pace cammino di riconciliazione
Non si ottiene la pace se non la si spera.
Si tratta di credere che l’altro ha il nostro stesso bisogno di pace.
In questo, ci può ispirare l’amore di Dio per ciascuno di noi, amore liberante, illimitato, gratuito, instancabile.
La paura è spesso fonte di conflitto.
È importante riconoscerci figli bisognosi, davanti a Colui che ci ama.
La cultura dell’incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia
Lo sguardo rivolto a Gesù, chiede di deporre ogni violenza nei pensieri, nelle parole e nelle opere, sia verso il prossimo sia verso il creato
Dobbiamo metterci in cammino per offrire pace e gioia agli uomini e alle donne del nostro tempo.
Dio non fa preferenze di persone,
ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia,
a qualunque nazione appartenga
( At. 10.35)
Il compito che oggi ci attende è quello di tentare in nuove forme l’incontro con l’altro, con il diverso.
Oramai le monoculture sono finite ….
C’è una forma di integralismo che non è all’altezza dell’età planetaria, dove è prevista l’intersecazione delle culture.
L’Europa è chiamata a tentare questa nuova avventura senza precedenti nella storia della specie: la convivenza tra etnie diverse.
Dobbiamo allargare i sentieri, che sono tanti quanti i popoli del mondo; non dobbiamo costringere le coscienze ad entrare nel nostro itinerario.
Il mondo moderno è finito, se con questo si intende il mondo in cui l’Europa si offre come modello a tutti i popoli della terra.
L’Europa deve riconoscere la nuova relatività: essa è un’isola della storia, non è la storia; deve aprirsi al confronto con gli altri ( Padre E. Balducci).
Dobbiamo abbattere i muri e costruire ponti.
Davanti a tante sofferenze del nostro tempo il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti.
Faccia di noi dei costruttori di ponti, non di muri.
Egli che ci dona la sua pace, faccia cessare il fragore delle armi tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i capi delle nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione di armi…(Papa Francesco, 21 aprile 2019)
Nel romanzo dello scrittore bosniaco Ivo Andric intitolato “Il ponte sulla Drina” si legge:
Ecco come venne eretto il primo ponte nel mondo.
Quando Allah ebbe creato questo mondo, la terra era piana e liscia come una bellissima padella di smalto.
Ciò dispiaceva al demonio, che invidiava all’uomo il dono di Dio e mentre essa era ancora quale era uscita dalle mani divine, umida e molle come una scodella non cotta, egli si avvicinò di soppiatto e con le unghie graffiò il volto della terra di Dio quanto più profondamente poté.
Così, come narra la storia, nacquero profondi fiumi e abissi che separarono una regione dall’altra. …
Si dispiacque Allah quando vide che cosa aveva fatto quel maledetto; ma poiché non poteva tornare all’opera che il demonio con le sue mani aveva contaminato, inviò i suoi angeli affinché aiutassero e confortassero gli uomini.
Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini non potevano superare i burroni e gli abissi per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un punte
4. La pace, cammino di conversione ecologica
Se una cattiva comprensione dei nostri principi ci ha portato a volte a giustificare l’abuso della natura o il dominio dispotico dell’essere umano sul creato, o le guerre, l’ingiustizia e la violenza, … come credenti possiamo riconoscere che in tal modo siamo stati infedeli al tesoro di sapienza che avremmo dovuto custodire» ( Papa Francesco, “Laudato si” )
Il mancato rispetto della casa comune e lo sfruttamento abusivo delle risorse naturali viste come strumenti utili unicamente per il profitto, senza rispetto per le comunità locali, per il bene comune e per la natura, domandano una conversione ecologica.
Non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri, ( Papa Francesco, “Laudato si”)
Che cos’è la pace?
È un cumolo di beni.
È la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo
possa godere.
Pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.
Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto,
accettazione dell’alterità come dono
Pace è temperie di solidarietà, quella che noi chiamiamo comunione
Pace è frutto di quella che oggi viene indicata come etica del volto;
un volto da riscoprire, da contemplare, da accarezzare.
Pace deporre l’io dalla sua sovranità, far posto all’altro e al suo
indistruttibile volto, instaurare relazioni di parola, comunicazione
Pace è diventare operatori di pace …
( don Tonino Bello)
Un decalogo per l’operatore di pace
1). Non rassegnarsi, ma lottare
2) Non odiare, ma amare
3) Non reprimere lo sdegno, ma esprimerlo in forza costruttiva e servizio
( lo sdegno è una virtù è l’ira che è un vizio capitale)
4) Non calcolare troppo, ma rischiare
5) Non servire i potenti, ma i deboli
6) Non cedere, ma credere
7) Non ripetere, ma pensare
8) Non restare soli, ma pregare
9) Non intristire, ma godere l’amicizia
10) Non chiudere i confini, ma aprire gli spazi dello spirito
( Padre Ernesto Balducci)
Canto Semina la pace
Senti il cuore della tua città
Batte nella notte intorno a te,
sembra una canzone muta che
cerca un’alba di serenità.
Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà;
spine tra le mani piangerai,
ma un mondo nuovo nascerà.
Sì, nascerà, il mondo della pace;
di guerra non si parlerà mai più.
La pace è un dono che la vita ci darà,
un sogno che, si avvererà.
Semina la pace …
CANTI della PACE
1. Evenu shalom
Evenu shalom alejem, ( 3 volte )
evenu shalom , shalom,
shalom alejem.
E sia la pace con voi ( 3 volte )
evenu shalom , shalom ,
shalom alejem
Diciamo pace al mondo , cantiamo
pace al mondo , la nostra vita
sia gioiosa e il mio saluto
giunga fino a voi.
2. Fratello sole , sorella luna
Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente sta nascendo Amore…
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte di una immensa vita, che generosa risplende intorno a me…
Dono di Lui, del suo immenso amore!
Ci ha dato il cielo e le chiare stelle
fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti prati e fiori,
il fuoco e il vento, l’aria e l’acqua pura
fonte di vita per le sue creature…
Dono di Lui, del suo immenso amore
Sia laudato, Nostro Signore, che ha creato l’universo intero;
sia laudato nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature…
Dono di Lui, del suo immenso amore!
Beato chi lo serve in umiltà
3. Grandi cose
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare,
possiamo gridare l’amore che Dio
ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme
di felicità
Grandi cose…
4. Prima Corinzi tredici
Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono
il mondo.
Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli.
Ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo
se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo.
Se non avessi la carità
non servirebbero a nulla
gesti d’amore , sorrisi di pace:
sarei come un cembalo
che suona per sé.
La carità è paziente e benigna,
conosce il rispetto non cerca interessa ;
la carità non si adira , del torto subito
non serba nessuna memoria.
La carità non sopporta ingiustizie
dal falso rifugge , del vero si nutre;
la carità si appassiona di tutto,
di tutto ha speranza , di tutti ha fiducia:
Non avrà fine la carità
scompariranno i profeti.
Solo tre doni per noi
Resteranno la fede , l’amore
e ancora speranza.
Ma più importante è la carità,
più forte di ogni sapienza.
Ciò che è perfetto verrà
sarà un mondo
di gioia e di pace che si attenderà.
5. Pace a te
Nel Signore io ti do la pace
pace a te , pace a te.
Nel tuo nome resteremo uniti
pace a te , pace a te.
E se anche noi ci conosciamo
pace a te , pace a te.
Lui conosce tutti i nostri cuori
pace a te , pace a te.
Se il pensiero non è sempre unito
pace a te , pace a te
Siamo uniti nella stessa fede
pace a te , pace a te.
E se noi non giudicheremo
pace a te , pace a te.
Il Signore ci vorrà salvare
pace a te , pace a te
6. Risposta non c’è
Quante le strade che un uomo farà
E quando fermar si potrà?
Quanti mari un gabbiano potrà attraversar per giungere e per riposar?
Quando la gente del mondo riavrà
Per sempre la sua libertà…
Risposta non c’è e forse chi lo sa, caduta nel vento sarà.
Quanti cannoni dovranno sparar
E quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
E senza sapere il perché?
Quanto giovane sangue versato sarà
Finché un’alba nuova verrà?
7. Per volare
Ho letto dentro un libro: gli uomini sono angeli di certo un poco strani, un’ala sola hanno. Volare come fanno? librarsi su nel vento? Lo possono far soltanto restando abbracciati.
A volte nei momenti in cui mi sei vicino, Tu, o Dio, nascondi un’ala e sembri come uomo. E’ forse per capir che Tu non vuoi volar da solo su nel cielo, non vuoi senza di me!
Per volare un’ala stenderò
Per volare è l’unica che ho
Per volare io so che un grande amico
Per volare aggiungerà la sua
Per volare, per volare ......
Ho visto una valle, perduta su tra i monti
vi scorre un bel torrente, la gente non ha i ponti. Parlarsi come fanno? Cercare e dare aiuto? Lo possono far soltanto se c’è un arcobaleno.
Ritornello : A volte nei momenti.......
Ho visto dei bambini la pelle chiara hanno, insieme alle ferite di un’assurda guerra. Amare, come fanno? sentirsi dei fratelli? Lo possono far soltanto se in terra scrivi pace.
Ritornello: A volte nei momenti....
8. Per tutte le volte
Per tutte le volte che noi ci illudiamo di trovare la pace nella solitudine:
Signore pietà! Cristo pietà!
Per tutte le volte che noi siamo soli,
per non aver avuto la forza di amare:
Per tutte le volte che noi abbiamo abbandonato e ripudiato la vita
Per tutte le volte che noi non abbiamo avuto il coraggio di vivere liberi
Per tutte le volte che noi non ci siamo sentiti provocati dal mistero di una vita che nasce
9. Canzone di San Damiano
Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore ed umiltà potrà costruirlo.
Se con fede tu saprai vivere umilmente, più felice tu sarai anche senza niente
Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore. Una pietra dopo l’altra in alto arriverai
Nella vita semplice troverai la strada che la calma donerà al tuo cuore puro.
E le gioie semplici sono le più belle
Sono quelle che alla fine sono le più grandi
Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore una pietra dopo l’altra in alto arriverai.