LA NON VIOLENZA:
STILE DI UNA POLITICA DI PACE
Veglia della Pace 31 dicembre 2016-1 gennaio 2017
Se il mondo vorrà la pace, il solo mezzo per quel fine è la nonviolenza
La nonviolenza è la più grande forza a disposizione dell’umanità.
È più potente della più potente arma di distruzione
che l’ingegno dell’uomo abbia escogitato.
Quella della distruzione non è l legge degli umani
(Mathama Gandhi)
La pace
di Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
Lavarsi studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio la guerra.
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno,
E’ come un ponte imbandierato
e il sole vi passa festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è il male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questo si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini,
è nelle menti degli uomini
che si devono costruire le difese della pace
( Costituzione Unesco 1947)
Se il secolo scorso è stato devastato da due micidiali guerre mondiali, ha conosciuto la minaccia della guerra nucleare e un gran numero di altri conflitti, oggi l’umanità è purtroppo in presenza di una non meno terribile guerra mondiale combattuta «a pezzi» che sta provocando enormi sofferenze.
In presenza di inaudite forme di violenza, l’unica risposta per costruire la pace è la pratica della nonviolenza come “lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme (Papa Francesco),
Fare della nonviolenza attiva uno stile di vita
È questa la proposta di papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio e che nel 2017 giunge al suo 50° anno
“La nonviolenza: stile di una politica per la pace”.
La violenza e la pace stanno all’origine di due opposti modi di costruire la società.
Il moltiplicarsi di focolai di violenza genera gravissime e negative conseguenze sociali. Papa Francesco definisce questa situazione con l’espressione ‘terza guerra mondiale a pezzi’.
La pace, al contrario, ha conseguenze sociali positive e consente di realizzare un vero progresso.
Dobbiamo, pertanto, muoverci negli spazi del possibile negoziando strade di pace, anche là dove tali strade appaiono tortuose e persino impraticabili.
In questo modo, la nonviolenza potrà assumere un significato più ampio e nuovo: non solo aspirazione, afflato, rifiuto morale della violenza, delle barriere, degli impulsi distruttivi, ma anche metodo politico realistico, aperto alla speranza”.
E’ una scelta ragionevole
La nonviolenza è un metodo politico fondato sul primato del diritto.
Se il diritto e l’uguale dignità di ogni essere umano sono salvaguardati senza discriminazioni e distinzioni, di conseguenza la nonviolenza intesa come metodo politico può costituire una via realistica per superare i conflitti armati.
In questa prospettiva,” è importante che si riconosca sempre più non il diritto della forza, ma la forza del diritto”.
Papa Francesco mette in guardia dal “pericolo di credere che le controversie internazionali non siano risolvibili per le vie della ragione, cioè delle trattative fondate sul diritto, la giustizia, l’equità, ma solo per quelle delle forze deterrenti e micidiali……..
La nonviolenza è la scelta più ragionevole.
Ad essere illusoria e irrazionale è la violenza, perché essa impedisce di raggiungere obiettivi di valore duraturo e non fa altro che provocare enormi sofferenze (guerre in diversi Paesi e continenti, terrorismo, criminalità e attacchi armati imprevedibili, abusi a danno dei migranti e delle vittime della tratta, devastazione dell’ambiente) e scatenare rappresaglie e spirali di conflitti letali che recano benefici solo a pochi signori della guerra.
La violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato.
Rispondere alla violenza con la violenza conduce, nella migliore delle ipotesi, a migrazioni forzate e a immani sofferenze, poiché grandi quantità di risorse sono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze quotidiane dei giovani, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, dei malati, della grande maggioranza degli abitanti del mondo. Nel peggiore dei casi, può portare alla morte, fisica e spirituale, di molti, se non addirittura di tutti”.
Con questo Messaggio papa Francesco
vuol tracciare un cammino di speranza adatto alle presenti circostanze storiche: vuole affermare che la risoluzione delle controversie deve avvenire attraverso il negoziato, evitando che esse degenerino in conflitto armato; vuole anche sottolineare il rispetto per la cultura e l’identità dei popoli, dunque il superamento dell’idea secondo la quale una parte sia moralmente superiore a un’altra.
Nello stesso tempo, però, questo non significa che una nazione possa essere indifferente alle tragedie di un’altra. Significa, invece, riconoscere il primato della diplomazia sul fragore delle armi.
Il traffico mondiale delle armi è così vasto da essere in genere sottostimato.
È il traffico illegale delle armi a sostenere non pochi conflitti nel mondo.
La non violenza come stile politico può e deve fare molto per arginare questo flagello”.
Non arrendersi al male, spezzare la catena dell’ingiustizia
Occorre affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità.
Gesù nel Vangelo ci ha detto: “amate i vostri nemici (Mt. 5,44) e “ se uno ti percuote sulla guancia destra, tu presentagli anche l’altra” (Mt.5,39).
Affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità è la «la magna charta della nonviolenza cristiana».
Non arrendersi al male, ma rispondere al male con il bene, spezzando così la catena dell’ingiustizia .
La nonviolenza “è realistica, perché tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà.
La nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della rivoluzione cristiana” (Benedetto XVI).
“Occorre dare prova di misericordia rifiutando di scartare le persone, danneggiare l’ambiente e voler vincere ad ogni costo. Questo richiede la disponibilità di sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo …
“Occorre scegliere la solidarietà come stile per fare la storia e costruire l’amicizia sociale” (Papa Francesco) .
Dalla “non violenza” alla “nonviolenza”
La nonviolenza non è «resa, disimpegno e passività».
Al contrario, è impegno, proposta positiva, proposta nonviolenta.
Il termine nonviolenza va scritto tutto attaccato.
Allo stesso modo della pace che non è e non può ridursi a intermezzo tra due guerre, a tregua ovvero a mera assenza di atti belligeranti, la nonviolenza non è e non può ridursi a sospensione della violenza, a obiezione ovvero a resistenza ad atti violenti.
La scelta della nonviolenza non si può definire solo a partire dal suo contrario
La nonviolenza assoluta è assenza assoluta dal recar danno ad ogni essere vivente. La nonviolenza, nella sua forma attiva, è buona disposizione per tutto ciò che vive. Essa è perfetto amore.”
Papa Francesco ricorda Madre Teresa, «un’icona dei nostri tempi» per gli operatori e le operatrici di pace. Cita il discorso tenuto da Madre Teresa nel 1979 in occasione del ricevimento del Premio Nobel per la pace:
“Nella nostra famiglia non abbiamo bisogno di bombe e di armi, di distruggere per portare pace, ma solo di stare insieme, di amarci gli uni gli altri […] E potremo superare tutto il male che c’è nel mondo”.
Gandhi diceva:
"Ci sono cose per cui sono disposto a morire, ma non ce ne è nessuna per cui sarei disposto ad uccidere.
Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c'è tra seme e albero. Se il fine è la vita, il mezzo deve essere la promozione della vita".
"La non violenza è la virtù dell'uomo forte.
Sono un incorreggibile ottimista. Il mio ottimismo si fonda sulla mia convinzione che ogni individuo ha infinite possibilità di sviluppare la nonviolenza. Più l’individuo la sviluppa, più essa si diffonderà come un contagio che a poco a poco contaminerà tutto il mondo”
Martin Luther King dalla prigione di Birmingham scriveva:
"Noi sfidiamo la vostra capacità di farci soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze.
Metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora.
Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e noi vi ameremo ancora.
Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nell' ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi ameremo ancora.
Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi.
Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire.
Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà piena".
La nonviolenza deve cominciare tra le mura di casa
Dice Papa Francesco: “Il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano”
Per questo, papa Francesco parla della famiglia come del luogo originario da cui partire per educare alla nonviolenza.
“La famiglia è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato, e dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono.
Dall’interno della famiglia la gioia dell’amore si propaga nel mondo e si irradia in tutta la società”.
Il Papa mette sullo stesso piano “un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell’abolizione delle armi nucleari, insieme alla richiesta che si arrestino la violenza domestica e gli abusi su donne e bambini, nella certezza che «le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana.
Ogni uomo, ogni donna, ogni bambino e ogni bambina devono riconoscersi a vicenda come doni sacri dotati di immensa e inalienabile dignità”
E’ necessario diventare persone che bandiscono dal loro cuore, dalle loro parole e dai loro gesti, la violenza, e costruire comunità nonviolente, che si prendono cura della casa comune.
Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera.
Tutti possono essere artigiani di pace.
Ho io in me la nonviolenza dei forti? Solo la mia morte lo mostrerà.
Se qualcuno mi uccidesse e io morissi con una preghiera per il mio assassino sulle labbra, e il ricordo di Dio e la consapevolezza della sua viva presenza nel santuario del mio cuore, allora soltanto si potrà dire che ho la nonviolenza dei forti (Gandhi)
Ho dipinto la pace di T. Sorek
Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l'arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
Canzone di San Damiano
Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno,
con amore ed umiltà potrà’ costruirlo
Se con fede tu saprai vivere umilmente
Più’ felice tu sarai anche senza niente
Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore
Una pietra dopo l’altra in alto arriverai
Nella vita semplice troverai la strada
che la calma donerà al tuo cuore puro.
E le gioie semplici sono le più’ belle
Sono quelle che alla fine sono le più’ grandi
Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore
una pietra dopo l’altra in alto arriverai.
Vivi la Vita!
(madre Teresa di Calcutta)
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è mistero, scoprilo
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala
La vita è una lotta, accettala
La vita è un inno, cantalo.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
CANTI PER LA PACE
1. Evenu shalom
Evenu shalom alejem, ( 3 volte )
evenu shalom , shalom,
shalom alejem.
E sia la pace con voi ( 3 volte )
evenu shalom , shalom ,
shalom alejem
Diciamo pace al mondo , cantiamo
pace al mondo , la nostra vita
sia gioiosa e il mio saluto
giunga fino a voi.
2. Fratello sole , sorella luna
Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente stà nascendo Amore…
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte , di una immensa vita, che generosa risplende intorno a me…
Dono di Lui , del suo immenso amore!
Ci ha dato il cielo e le chiare stelle
fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti prati e fiori,
il fuoco e il vento , l’aria e l’acqua pura
fonte di vita per le sue creature…
Dono di Lui , del suo immenso amore
Sia laudato , Nostro Signore , che ha creato l’universo intero;
sia laudato nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature…
Dono di Lui , del suo immenso amore !
Beato chi lo serve in umiltà
3. Grandi cose
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare,
possiamo gridare l’amore che Dio
ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme
di felicità
Grandi cose…
4. Prima Corinzi tredici
Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono
il mondo.
Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli.
Ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo
se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo.
Se non avessi la carità
non servirebbero a nulla
gesti d’amore , sorrisi di pace:
sarei come un cembalo
che suona per sé.
La carità è paziente e benigna,
conosce il rispetto non cerca interessa ;
la carità non si adira , del torto subito
non serba nessuna memoria.
La carità non sopporta ingiustizie
dal falso rifugge , del vero si nutre;
la carità si appassiona di tutto,
di tutto ha speranza , di tutti ha fiducia:
Non avrà fine la carità
scompariranno i profeti.
Solo tre doni per noi
Resteranno la fede , l’amore
e ancora speranza.
Ma più importante è la carità,
più forte di ogni sapienza.
Ciò che è perfetto verrà
sarà un mondo
di gioia e di pace che si attenderà.
5. Pace a te
Nel Signore io ti do la pace
pace a te , pace a te.
Nel tuo nome resteremo uniti
pace a te , pace a te.
E se anche noi ci conosciamo
pace a te , pace a te.
Lui conosce tutti i nostri cuori
pace a te , pace a te.
Se il pensiero non è sempre unito
pace a te , pace a te
Siamo uniti nella stessa fede
pace a te , pace a te.
E se noi non giudicheremo
pace a te , pace a te.
Il Signore ci vorrà salvare
pace a te , pace a te
6. Risposta non c’è
Quante le strade che un uomo farà
E quando fermar si potrà?
Quanti mari un gabbiano potrà attraversar per giungere e per riposar?
Quando la gente del mondo riavrà
Per sempre la sua libertà…
Risposta non c’è e forse chi lo sa, caduta nel vento sarà.
Quanti cannoni dovranno sparar
E quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir
E senza sapere il perchè?
Quanto giovane sangue versato sarà
Finchè un’alba nuova verrà?
7. Per volare
Ho letto dentro un libro: gli uomini sono angeli di certo un poco strani, un’ala sola hanno. Volare come fanno? librarsi su nel vento? Lo possono far soltanto restando abbracciati.
A volte nei momenti in cui mi sei vicino, Tu, o Dio, nascondi un’ala e sembri come uomo. E’ forse per capir che Tu non vuoi volar da solo su nel cielo, non vuoi senza di me!
Per volare un’ala stenderò
Per volare è l’unica che ho
Per volare io so che un grande amico
Per volare aggiungerà la sua
Per volare, per volare ......
Ho visto una valle, perduta su tra i monti
vi scorre un bel torrente, la gente non ha i ponti. Parlarsi come fanno? Cercare e dare aiuto? Lo possono far soltanto se c’è un arcobaleno.
Ritornello : A volte nei momenti.......
Ho visto dei bambini la pelle chiara hanno, insieme alle ferite di un’assurda guerra. Amare, come fanno? sentirsi dei fratelli? Lo possono far soltanto se in terra scrivi pace.
Ritornello: A volte nei momenti....
8. Per tutte le volte
Per tutte le volte che noi ci illudiamo di trovare la pace nella solitudine:
Signore pietà! Cristo pietà!
Per tutte le volte che noi siamo soli,
per non aver avuto la forza di amare:
Per tutte le volte che noi abbiamo abbandonato e ripudiato la vita
Canto Semina la pace
Senti il cuore della tua città
Batte nella notte intorno a te,
sembra una canzone muta che
cerca un’alba di serenità.
Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà;
spine tra le mani piangerai,
ma un mondo nuovo nascerà.
Sì, nascerà, il mondo della pace;
di guerra non si parlerà mai più.
La pace è un dono che la vita ci darà,
un sogno che, si avvererà.
Semina la pace …
Per tutte le volte che noi non abbiamo avuto il coraggio di vivere liberi
Per tutte le volte che noi non ci siamo sentiti provocati dal mistero di una vita che nasce
9. Andate per le strade
Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per far festa:
c’è un posto per ciascuno alla mia mensa.
Nel vostro cammino annunciate il Vangelo,
dicendo: “È vicino il Regno dei cieli”.
Guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l’ha perduta.
Rit. Andate
Vi è stato donato con amore gratuito:
ugualmente donate con gioia e per amore.
Con voi non prendete né oro né argento.
Perché l’operaio ha diritto al suo cibo.
Rit. Andate