Beati i puri di cuore - SdP 8 novembre 2018

Catechesi adulti

Scuola della Parola - 8 novembre 2018
Beati i puri di cuore
perchè vedranno Dio

Riprendiamo la scuola della Parola.
            La Scuola della Parola è un momento fondamentale per la nostra vita cristiana e per la vita della comunità cristiana.
E’ un momento contemplativo, un momento di distacco dall’incalzare delle cose, di riflessione, di valutazione alla luce della fede, che è tanto necessario per non essere travolti dal vortice degli impegni quotidiani.
La scuola della Parola è una scuola pratica di preghiera a partire dalla Bibbia.
Nella scuola della Parola si impara e meditare con la Bibbia.
La scuola della Parola non serve soltanto a ciascuno di noi, ma anche a tutta la comunità.
Infatti la Chiesa degli Apostoli, prima di essere una Chiesa che fa qualcosa, è una Chiesa che si mette in ascolto di Dio, lo loda, ne riconosce il primato assoluto, sta davanti a Lui in silenziosa adorazione.  (C. M. Martini)

Le Beatitudini del Vangelo di Matteo.
            Riprendiamo il cammino dello scorso anno meditando sulle Beatitudini del Vangelo di Matteo.
Le Beatitudini nel Vangelo di Matteo sono 8.
Gesù non ha soltanto pronunciato le Beatitudini, ma le ha vissute.
Prima di descrivere l’ideale del discepolo, descrivono la figura di Gesù.
C’è una strettissima relazione tra le Beatitudini e Gesù.
Lo descrivono nei suoi comportamenti e nelle sue scelte.
Se vogliamo intendere nel modo giusto le Beatitudini, le dobbiamo leggere alla luce della vita di Gesù.
C’è una sfida nelle Beatitudini: è la nota della gioia, “beati”.   È una gioia non fondata sul possesso dei beni, o sul successo, o su cose simili.
Le Beatitudini proclamano la gioia della fiducia in Dio e, insieme, la gioia del servizio, del dono di sé. .
Al cuore delle Beatitudini c’è la convinzione che l’uomo è fatto per donarsi
Questa sera ci soffermiamo sulla Beatitudine dei puri di cuore.
Cercheremo di domandarci che cosa significa l’espressione “beati i puri di cuore perché vedranno Dio”
Cercheremo di leggere questa Beatitudine nella Bibbia:  nel Nuovo e nell’Antico Testamento per comprendere meglio quello che Gesù vuole dire.
Cercheremo poi di fare delle riflessioni per la nostra vita personale.
La Parola di Dio è la Parola che Dio dice a ciascuno di noi.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.
            Per la Bibbia il cuore è l’intimo dell’uomo, il centro della persona, il luogo profondo dove la nostra persona prende coscienza di sé, riflette sugli avvenimenti, medita sul senso della realtà, assume comportamenti responsabili verso il fatti della vita e verso lo stesso mistero di Dio.
            Nella persona decisivo è il cuore, l’interiorità.
È il luogo delle decisioni libere, degli affetti profondi che cambiano la vita e dei grandi orientamenti che danno senso alla storia.
Tutta la vicenda umana si gioca nell’intimo dell’uomo.
La Parola di Dio che illumina e salva è destinata al cuore dell’uomo, lo tocca nell’intimo e lo trasforma.
Di qui la fondamentale importanza del silenzio ( C. M. Martini)
            Oggi si usano altri termini per il indicare ciò che la Bibbia intende per “cuore”, per esempio parliamo di interiorità.
Potremmo allora dire “beati coloro che sono  puri interiormente”; oppure, oggi, parliamo di coscienza: “beati coloro che hanno una coscienza limpida.”
Per approfondire il significato del “cuore puro” possiamo rifarci al Salmo (23) 24,3-4: chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo.
La purezza di cuore è messa in parallelo con le mani innocenti che non hanno fatto del male a nessuno, che non hanno usato violenza verso il prossimo, che hanno osservato il quinto comandamento; e poi evoca il non pronunziare menzogna, il non ingannare il fratello.
Il cuore puro è dunque proprio dell’uomo che obbedisce ai comandamenti, che è fedele a Dio, che è pienamente onesto.  Questa è la generazione che cerca Dio, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe ( Salmo 24,6)
Vedere Dio vuol dire cercare Dio, desiderare di vederlo.
Per desiderare di vederlo bisogna avere le mani innocenti e il cuore puro.
Solo Dio può purificare il nostro cuore, rivestirlo del suo perdono, come diciamo nel Salmo 50: Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. ( v. 12)

Il messaggio della Beatitudine
            Il puro di cuore è colui che riconosce il primato di Dio.
Mettere Dio al primo posto non significa soltanto dipendere da Lui , sentirci amati da Lui, ma significa anche cercarlo e desiderarlo.
Il puro di cuore sa non solo dipendere da Dio che è all’origine della nostra esistenza, ma sa anche di essere fatto per Lui e non si stanza di cercarlo.

Il puro di cuore è uno che cerca Dio con tutto se stesso
            Lo cerca con cuore indiviso, con cuore integro.
La differenza tra il santo e il mediocre è tutta qui: il santo è tutto proteso nella ricerca di Dio.
Il puro di cuore è uno impegnato nella vita, persino indaffarato, tuttavia  è fisso in Dio; il mediocre è uno diviso: qualcosa a Dio, qualcosa a se stesso.
Il contrario del puro di cuore è l’uomo che cerca di servire a due padroni: Dio e il denaro.
Nessuno può servire due padroni perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.
Non potete servire Dio e la ricchezza. ( Mt. 6,24)
O anche, come dice S. Giacomo, è l’uomo dalle due anime.
Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data.
La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è indeciso, instabile in tutte le sue azioni. ( Giac. 1, 5-8)
Il contrario del puro di cuore è l’uomo che assomiglia all’onda del mare, sempre in balia del vento e della risacca.
È un uomo diviso e contradittorio, perennemente oscillante, incapace di scelte ferme e nette.
Per comprendere bene che cosa Matteo intenda per puro di cuore può essere utile rileggere il discorso antifarisaico del capitolo 23..
            Il contrario del puro di cuore è colui che filtra il moscerino e ingoia il cammello, cioè colui che paga le decime, ma trascura la giustizia, la misericordia e la fedeltà ( 23,23), che sono i veri luoghi della ricerca di Dio e del riconoscimento del suo primato. Il puro di cuore sa dove cercare Dio, lo coglie come il
centro della sua vita.
Chi non è puro di cuore si perde nelle minuzie, smarrisce il centro, scorge le cose esterne, non quelle interne; vede le cose, ma non con il cuore; si illude di essere puro perché pulisce l’esterno dimenticando che, invece, la purezza nasce dal di dentro: fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi puro ( 23,26).
Il puro di cuore è l’uomo che lascia trasparire la sua verità, tutto il contrario dell’uomo doppio, che fuori é in un modo e dentro è un altro, come un sepolcro imbiancato. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità  ( 23,27-28)

Il puro di cuore è l’uomo semplice, trasparente.
            È  il contrario dell’ipocrita, cioè dell’uomo che porta la maschera, che recita e pensa in un modo e agisce in un altro.
Il puro di cuore è semplice, trasparente, il suo occhio è luminoso: non vede il male dappertutto, non sospetta di tutti.  Se il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo sarà nella luce. Ma se il tuo cuore è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso ( (Mt. 6,22)
Il puro di cuore è trasparente nelle parole; è trasparente nei rapporti non solo con Dio, ma anche con gli altri. Le sue relazioni si reggono non sull’interesse e sulla diffidenza, ma sul coraggio della fiducia.
La fiducia domanda molto coraggio. Il puro di cuore, allora, è l’uomo che ha fatto e fa continuamente pulizia rispetto ai suoi desideri.

Il puro di cuore sa che è fatto per Dio.
            Il puro di cuore sa che solo Dio può dare pienezza e può riempire il suo desiderio.
Il puro di cuore è un uomo libero che non pretende dalle cose, né dalle persone che non sono Dio un pienezza che non potranno mai dare.
Questa prospettiva insegna a non rimanere delusi se le cose e le persone ci riempiono a metà, perché siamo fatti per una diversa misura.

Possiamo fare anche degli esempi.
            Per esempio il lavoro potrà piacere o non piacere: però è importante sapere che neanche il lavoro è il senso della nostra vita; ci lascia ancora dei desideri da colmare, perché siamo fatti per Dio.
            Un altro esempio: possiamo amare qualcuno/a, formare una famiglia, ma è importante sapere che anche questa alleanza, questo dialogo, questo amore non potrà mai riempirci completamente: siamo fatti per Dio. C’è sempre una solitudine dentro di noi che è il segno della nostra grandezza..
Quando viviamo male queste solitudini diamo la colpa agli altri e questo non è giusto, perché nessuna persona riesce a riempire il nostro cuore.
            Anche un figlio. Il figlio è una ragione di vita, ma anche lui non potrà mai riempire del tutto il nostro cuore …
            Pensiamo invece alla gioia di saper accettare il limite della nostra esistenza che poi è il segno della nostra grandezza perché ci dice sempre che siamo fatti per Dio.
Dobbiamo mettere la nostra vita nella direzione giusta.
Molte inquietudini dipendono dal pretendere pienezza dalle cose o dalle persone che non possono darla.

Qualche domanda per la preghiera
· Sono convinto che avere la coscienza limpida è la gioia più grande che ci sia? So gustare e apprezzare la gioia di una coscienza limpida?
·  So utilizzare il Sacramento della Riconciliazione per vivere la gioia di una coscienza purificata, perdonata?
·  So accettare il limite nella mia vita?
·  Cerco di viverlo sentendo che mi richiama che sono fatto per Dio?

Preghiamo con il Salmo 24 (23)

Preghiera
Ti ringraziamo, Signore, perché le Beatitudini ci fanno capire
            il modo con cui tu hai vissuto su questa terra,
            donaci la speranza e la fiducia di poterti, con il tuo aiuto, imitare.
Ti ringraziamo perché tu sei con noi oggi, domani e sempre
            e ci accompagni nel cammino della nostra vita.
Donaci, Gesù, di crescere nell’esperienza
            di quella purezza di cuore che ci permette di desiderare
            di vedere il tuo volto. 
Non abbandonarci alla durezza del nostro cuore,
            rendici simili a te che sei umile, povero, mansueto,
            ricco di misericordia e di bontà.