Amare è mettersi in cammino - Anniversari matrimonio 2017

Sposi14 settembre 2017
Incontro per la festa degli anniversari di matrimonio

"AMARE È METTERSI IN CAMMINO"

Il cammino dell’amore è il più bello e il più lungo del mondo

L’amore stupisce sempre e commuove.
Quando l’amore non si sgretola e non sbiadisce nel tempo, nasce spontaneo un inchino del capo e del cuore verso chi sa amare così bene e così a lungo, per chi sa amare per sempre, come voi.
La festa degli anniversari di Matrimonio è sempre un momento di profonda emozione, di gioia e di speranza.
E’ un’occasione bella per rileggere la propria storia d’amore, per dire “grazie”, per stupirsi dell’amore, perché è un dono prezioso amarsi per sempre

Donarsi è raggiungere il segreto di Dio
e insieme, il vero segreto dell’uomo

( card, Martini)

Questa riflessione vuole aiutare a riflettere sulla bellezza e sulla grandezza dell’amare e dell’essere amati, dell’essere una cosa sola per sempre perché nel cuore non venga mai meno la gioia e la gratitudine.

L’amore è come una tastiera: ha solo sette note,
ma gli artisti ne hanno tratto centomila melodie”

( L. Serenthà)

Il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”
Al Dio della Bibbia sta a cuore che nessuno sia solo.
Dio è contro la solitudine, perché Dio è Trinità, cioè Dio è amore.
Dice Dio:                  “Non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” ( Gen 2,18) .”

È  male che l’uomo sia solo, che possa vivere da solo.
È male che l’uomo sia solo perché non c’è nessuno che basta a se stesso.
È male che l’uomo sia solo perché non c’è nessuno che possa essere felice da solo.
Il male della solitudine, che attraversa la vita di ogni uomo che abita la terra, non può essere colmato né dalle cose, né dagli animali, ma solo dall’amore.

Dio plasmò dal suolo  ogni sorta di bestie selvatiche
e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo …
ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile
Allora Dio formò con la costola che aveva tolto all’uomo,
una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: questa si ….

( Gen.2,19.21-23)

Ogni corpo di uomo e di donna consegna questa invocazione:

Tu hai bisogno dell’altro, tu non basti a te stesso,
tu da solo non riesci ad essere felice, a vivere in pienezza,
l’autosufficienza è un’illusione

Sentire la mancanza dell’altro non è scoprire un limite, ma scoprire il senso della vita, è scoprire che l’amore è il sole della vita.
Il momento in cui siamo convinti di bastare a noi stessi non è un dono, ma è piuttosto un pericolo.
L’egoismo, la solitudine è malinconia, è povertà.

Nell’amore dell’uomo e della donna c’è Dio
A volte noi confiniamo Dio nelle chiese, lo sequestriamo nelle chiese.
Mentre Dio sta nella vita, nelle nostre storie, nelle storie dell’amore.
L’amore di un uomo e di una donna è cosa sacra, custodisce la presenza di Dio.
Dio è dentro la vita. Bisogna avere occhi per vedere.
Tutti ai tempi di Gesù vedevano il volo degli uccelli dell’aria; Gesù vedeva il Padre dei cieli che li nutriva
Tutti vedevano i gigli del campo; Gesù vedeva il Padre che li vestiva di uno splendore che Salomone neppure da lontano sognava, ( Mt.6,2434).
Tutti vedono in voi un uomo e una donna che si amano; noi conosciamo Dio che vi ha fatti incontrare e, oggi, siamo qui insieme per ringraziarlo.
Che il Signore ci conservi questi occhi.
Nel libro della Genesi è detto che Dio creò l’uomo, maschio e femmina li creò, e vide che erano una cosa molto buona. ( Cfr. Gen. 1,26-31)
Una cosa molto bella potremmo anche dire stando al testo ebraico.
E’ la cosa più bella che è uscita dalle mani di Dio.
Questo è lo sguardo di Dio su di voi.
Anche il nostro sguardo dice che siete una cosa molto bella.
Voi siete belli, siete per noi l’immagine di Dio che è amore.
Allora gareggiate nello stimarvi a vicenda ( S. Paolo)
Questa è la vera gara della vita, la gara che salva la vita, che salva il matrimonio.
Gareggiate nel dare onore e spazio al mistero che abita l’altro
L’amore non è soffocare, ma dare spazio, dare all’altro la possibilità di fiorire, è dare ai figli la possibilità di fiorire, è dare, insieme, al paese nel quale viviamo la possibilità di fiorire.

Il cammino dell’amore è il più lungo e il più bello del mondo
Amare è uscire da sé, è mettersi in viaggio.
Amarsi, sposarsi è uno che diventa due.
Il matrimonio è la comunione di due tu non di due io.

Il cammino verso l’altro non finisce mai..
E’ il viaggio più lungo e più bello del mondo….
L’altro resta e resterà sempre “altro“, cioè un mistero, anche dopo il rapporto più intimo…. Occorre non stancarsi di camminare l’uno verso l’altro, di camminare sempre…

Non camminare davanti a me, potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida.
Cammina al mio fianco ed insieme troveremo la via.

L’amore è un grande viaggio!

L’amore è a immagine della tenda:
la fissi per una notte, per qualche giorno,
e poi la arrotoli. Riparti.
Ma dov’è la stabilità?
È dentro di voi
È nell’esserci l’uno per l’altra, con il cuore
e non per abitudine..

Quasi a dire che la sosta è breve, la tenda nella quale riposare è per una notte, poi si arrotola. Si riparte.
Quasi a dire che la conoscenza di sé e dell’altro è sotto il segno di una divenire che non ha fine.
E’ sempre cercata e attesa.
Il “già” e il “non ancora” appartiene non solo alla dimensione delle fede, ma anche a quella dell’amore.
L’amore non è il porto sicuro dove fermarsi, ma il luogo del continuo “andare verso”.
L’uomo e la donna che si amano non sono persone dell’immobilità, ma del viaggio.

Ogni giorno in cammino
Il matrimonio è lasciare la riva; è lasciare una terra conosciuta, per avventurarsi nella vita con un altro/a per una terra che non si conosce.
Ogni giorno ci è chiesto di lasciare la terra ferma delle cose prevedibili e di partire.
Ci è dato di conoscere la bellezza delle traversate, ma anche l’aggressione delle bufere.
In questo viaggio non dimenticate che Dio vi ha condotto e vi conduce, che vi ha messo al fianco la creatura che amate.
In questo viaggio non lasciate invecchiare i vostri sogni,
i sogni di quando vi siete incontrati, innamorati l’una dell’altro.
Rubate del tempo alla quotidianità per voi.
Solo per voi.
Per ritrovare la tenerezza, la meraviglia dell’intimità, la bellezza dell’alterità.
Per ridirvi parole d’amore.
C’è una lingua dell’altro che non avremo mai finito di imparare.
Ci vogliono dei tempi per ascoltare, per coltivare un rapporto, per capirsi, per sognare insieme.
Senza questi tempi una persona vale l’altra.
Se invece diamo tempo al rapporto, l’altro diventa l’unico, “qualcosa di unico”.

L'amore è l'unica cosa
che più se ne consuma, più aumenta

(Morris West)

Coltivate sempre nel vostro cuore l’uno per l’altro desideri grandi e comunicateveli senza stancarvi.
Lo  esprimo con le parole di Pablo Neruda: 

Vorrei fare di te, quello che la primavera fa con i ciliegi.

I colori dell’amore
Il vostro amore non perda mai di sapore, di colore, di ebbrezza.
Che la vostra casa sia sempre illuminata dalla luce del Vangelo.
Perché il vostro amore non si scolorisca, occorre tenere vivi i colori dell’amore.
* Perché  l’amore sia sempre vivo occorre il rosso: è il colore della vita, il colore del sangue e del fuoco che scorre e del calore che riscalda. Ci aiuta a capire come la bellezza e la durata dell’amore sono legate alla vita che si investe, all’ardore con cui lo si vive e al prezzo che si è pronti a pagare per esso.
* Perché l’amore sia sempre forte occorre il bianco: è il colore della luce, che tutto abbraccia facendo risaltare la forma di ogni cosa. L’amore che ci avvolge e dà a ciascuno la consistenza e la consapevolezza dei propri doni e delle proprie capacità, è l’amore di Dio. Presente Lui nel rapporto di coppia, invocata e accolta la Sua luce, non mancherà la forza e la gioia di amare.
Il nostro Dio è un Dio che veglia,
non un Dio che sorveglia.
Perché si sorveglia in nome della legge,
ma si veglia in nome della tenerezza.

* Perché l’amore sia eterno e vinca la morte occorre il giallo:  è il colore dell’oro che rimanda allo splendore di Dio, che solo può garantire l’eternità del dono reciproco fra i due. Più la coppia è unita a Lui, in comunione con Lui, docile al Suo Spirito di santità, più l’amore è anticipo di eternità.
Una giovane coppia di sposi chiese al Maestro:
Che cosa dobbiamo fare
perché il nostro amore, il nostro matrimonio duri?
La risposta del Maestro fu:
Lasciate che Dio riempia il vostro amore.

* Perché l’amore possa esprimersi sempre al meglio nella vita di coppia occorre l’azzurro: è il colore del cielo che continuamente può cambiare, ma è sempre abissalmente profondo. L’azzurro fa pensare a un rapporto sempre nuovo, che sa passare dalle nuvole al sole dorato, dai colori roventi dell’aurora e del tramonto a quelli del meriggio o della notte, senza perdere mai la profondità, cui attingere e da cui far scaturire la linfa del dono reciproco, radicato nell’amore eterno.
* Perché l’amore guardi sempre in avanti con fiducia, occorre il verde: è colore della speranza. Un amore che non spera non è neanche amore. La speranza è l’amore proiettato in avanti. L’amore domanda tempo, va costruito nel tempo.
Amare non significa stare a guardarsi negli occhi,
ma guardare insieme verso la stessa meta.
(Antoine de Saint-Exupèry)
* Perché le relazioni di coppia possano crescere e perseverare, occorre il colore  rosa: è il colore della mitezza punta sul rispetto reciproco, sulla capacità di rapportarsi l’uno all’altro con la disponibilità ad ascoltarsi e comprendersi.
A questo punto: sarebbe bello che ognuno indicasse all’altro/a il colore in cui più si ritrova e quello che magari si è un po’ annebbiato. Ne viene sicuramente fuori un arcobaleno perché è davvero vario e ricco il mondo delle relazioni di coppia.
* Il settimo colore è la somma e il contenitore di tutti i colori: è la fedeltà. Fedeltà non è solo non tradire la persona che si ama, ma essere capaci di amare in modo sempre nuovo, ogni giorno.
L’amore fedele non cade nell’abitudine, sa sempre ricominciare, rende tutto sempre nuovo: parole, gesti, sentimenti, pensieri, desideri
L’amore fedele è l’amore mai ovvio, mai scontato.
L’amore fedele va alla ricerca delle buone ragioni per volersi bene sempre.
La fedeltà nel matrimonio non è la tomba della gioia e dell’amore, ma l’alveo nel quale scorre e cresce l’amore.
La fedeltà è il nome maturo della libertà e dell’amore.
La fedeltà è una esigenza del cuore, non il giogo di una legge: è la coscienza di essere occupati da un altro che ha messo radici nel nostro cuore.
La fedeltà ha le sue radici nella gratuità.

L’amore fedele va coltivato, domanda la pazienza del contadino
Gesù raccontò un giorno questa parabola: Il Regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi, ma una volta cresciuto, è il più grande di tutte le piante dell’orto; diventa un albero, tanto grande che gli uccelli vengono a fare il nido in mezzo ai suoi rami.
L’amore di coppia è come un piccolo seme che va custodito e coltivato con cura.
Oggi, conta l’efficienza, il successo; vale ciò che appare; l’importante è l’immagine; si vuole tutto subito; non si sopporta il silenzio; c’è molta superficialità; non si affronta la fatica del pensare, dell’andare in profondità,  del distinguere ciò che è essenziale da ciò che è secondario.
La logica dell’amore segue, invece, la logica del seme: ha la pazienza del contadino che getta con abbondanza il seme e non si stanca di attendere, perché è sicuro che il seme cresce e diventa un grande albero….
Volevo far progredire la storia un po’ come un bambino che si mette a tirare una pianta per farla crescere in fretta. Credo che bisogna imparare ad aspettare così come si impara a creare.
Seminare pazientemente il grano, annaffiare assiduamente la terra che lo ricopre e concedere alle piante i loro tempi. Non si può ingannare una pianta come non si può ingannare la storia ,l’amore, … ma si può annaffiare, pazientemente, tutti i giorni, con comprensione, con umiltà e soprattutto con amore….
(Vaclav Havel, primo presidente della repubblica Ceca)

Amare, lasciarsi amare, è venire nuovamente al mondo, ogni giorno. Pur nella diversità.  Ma lo si sa:
una farfalla non profuma e un fiore non vola,
ma insieme sono una cosa meravigliosa.

In questo viaggio verso l’altro è importante tenere le porte aperte agli altri.
Quando il mondo della coppia arriva solo fin dove arriva l’uscio di casa allora si finisce col morire di asfissia.
Si disimpara ad amare …
Anch’io sogno con voi e per voi che il vostro amore diventi invulnerabile agli abbandoni e alla noia ma resti sempre vulnerabile alla parola di Dio e alle attese, ai sogni, ai bisogni, alle sofferenze di chi sta accanto a voi.
Perché se semini la gioia nel giardino di tuo fratello, la vedrai fiorire nel tuo.

 

PER COLTIVARE L’AMORE
DECALOGO DI UN MATRIMONIO BELLO

Donarsi è raggiungere il segreto di Dio
e insieme il vero segreto dell’uomo

(C. M. Martini)

1) Tenere Dio in casa come ospite fisso.
Sfrattare Dio da casa sarebbe uno degli sbagli più gravi.
Dio unisce, Dio fortifica. Dio è l’unica garanzia che, neanche la morte, ci potrà separare.

2) Pregare insieme.
“Le mie idee cambiano quando prego” (Bernanos).
Pregare è respirare l’amore di Dio.
La preghiera insieme insegna a comprendersi, a essere fedeli, a perdonarsi, a ricominciare, ad amare come amava Gesù.
Quando si prega insieme i legami diventano molto più forti.

3) Guardare in positivo.
Guardare la vita con gli occhi della speranza;
cercare di cogliere le doti e i desideri dell’altra/o, prima che le sue mancanze o i suoi limiti.

4) Sedersi, fermarsi, dialogare, darsi tempo.
Bisogna essere accoglienti, avere il cuore come una “comoda poltrona”  in cui l’altro possa sedersi, rilassarsi, sentirsi a suo agio, capito, ascoltato, accolto. 

5) Tacere.
Tante incomprensioni, tante tensioni nascono perché la lingua parla quando è troppo calda.
Occorre lasciare passare del tempo, poi parlare.

6) Sorridere.
Il sorriso è una magia.
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso  (Pablo Neruda)

7) Mettere la fantasia al potere.
Un fiore, un regalo, un invito a cena fuori …
rompere la monotonia, vincere l’indifferenza.
Inventare qualcosa di bello che fa piacere …
che stupisce …

8) Coltivare la tenerezza.
Dice il saggio:
Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti, azioni.
Non credere che lo sappia già.
Forse ti sembrerò imbarazzata/o
e negherò di averne bisogno.
Ma tu non credere, fallo lo stesso.

9) Perdonare sempre e subito.
Il perdono non è debolezza.
Il perdono è l’amore umano che si fa divino.
Il perdono risveglia la scintilla di amore che è nascosta in ogni uomo.
Il perdono ci rende leggeri, nuovi.

10) Tenere le porte aperte agli altri.
Quando il mondo di una famiglia arriva solo fin dove arriva  l’uscio di casa, allora si finisce di morire di asfissia, si disimpara ad amare.

L’amore è l’unica cosa
che più se ne consuma, più aumenta

(Morris West)

 Ci si ama ogni giorno di più o di meno.
L’amore non ammette punti morti,

se non cresce cambia direzione
( Elie Wiesel)

Gruppo catechesi: