La pace in famiglia - Festa della famiglia 2019

Catechesi adulti

Festa della Famiglia 2019
La pace in  famiglia
Andare d'accordo in famiglia

 

È il mese della pace. C’è la festa della famiglia
Dice il Papa: inviando i suoi discepoli in missione, Gesù dice loro:
            quando entrate in una casa dite subito a quelli che vi abitano:
            “PACE A QUESTA CASA”
La casa di cui parla Gesù è ogni famiglia, la comunità, il paese, il mondo.
La pace non è solo la non guerra, il non litigare, il non farsi del male, il non trattarsi male …La Pace è vivere insieme, volere il bene dell’altro, sentirsi e vivere come fratelli, andare d’accordo...
Per andare d’accordo,  comportarci da veri fratelli è importante convincerci che l’andare d’accordo, la fratellanza non è un’utopia, o un bel sentimento, ma è un fatto, una realtà, una componente della natura umana voluta da Dio.

La Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite (10 dicembre 1948) , dice nell’articolo primo: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali nella dignità e nei diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono comportarsi gli uni verso gli altri come fratelli. Gesù nel Vangelo di S. Matteo 23,8 ci dice: Voi siete tutti fratelli
        Non dobbiamo dimenticare però che nel nostro cuore, insieme al desiderio di vivere insieme come fratelli, c’è anche un sentimento che ci spinge, tante volte, a essere ostili agli altri, invidiosi, a non riconoscerli fratelli, ad escluderli dai nostri rapporti, a emarginarli, a combatterli, a vedere in  loro prevalentemente i
difetti, le cose negative….
Nella mancanza di fraternità risiede il male del mondo, si fanno le guerre ….
La discordia ( vuol dire la divisione dei cuori) è la malattia più diffusa e più difficile da curare e guarire. Dobbiamo fare insieme un cammino verso la concordia ( vuol dire unione dei cuori) a cominciare dalla nostra famiglia.

ANDARE D’ACCORDO IN FAMIGLIA

Chi ama scopre in sé stesso un irrefrenabile bisogno
di intensificare sempre di più l’amore.
Chi ama desidera un amore sempre più grande, più bello, più gioioso. 
Donarsi è raggiungere il segreto di Dio e insieme il vero segreto dell’uomo.
(C. M. Martini)

S. Paolo scrivendo ai cristiani di Colossi (3,12-17. 23-25 ss), traccia una regola per vivere in pace  . Dio vi ha scelti e vi ama. Perciò abbiate sentimenti nuovi: di misericordia, di bontà, di umiltà, di pazienza e di dolcezza. 
Sopportatevi a vicenda: se avete motivo di lamentarvi degli altri, siate pronti a perdonare, come il Signore ha perdonato a voi.
Al di sopra di tutto ci sia sempre l’amore, perché è soltanto l’amore che tiene  perfettamente uniti. E la pace di Cristo sia sempre nel vostro cuore.
A questa pace Dio vi ha chiamati tutti insieme. Siate sempre riconoscenti.
Il messaggio di Cristo, con tutta la sua ricchezza, sia sempre presente in mezzo a voi. Siate saggi e aiutatevi gli uni gli altri a diventarlo.
Cantate a Dio salmi, inni e canti spirituali, volentieri e con riconoscenza.
Tutto quello che fate, parole e azioni, tutto sia fatto nel nome di Gesù, nostro Signore; e, per mezzo di Lui, ringraziate Dio, nostro Padre……
Quello che fate, qualunque cosa sia, fatelo volentieri, come per il Signore e non per gli uomini. Voi sapete che la vostra ricompensa è eredità che riceverete dal Signore. Perciò siate servitori di Cristo… Chi invece fa il male dovrà subire le conseguenze delle sue azioni, chiunque sia, perché Dio non fa preferenze di persone…Pregate senza stancarvi e non dimenticate mai di ringraziare Dio….
Sfruttate tutte le occasioni per comportarvi saggiamente….
Parlate sempre con gentilezza e intelligenza……

Che cosa ci dice questo brano?

  1. S. Paolo esorta i cristiani di Colossi a vivere con quelle virtù che nascono dall’essere stati scelti e amati da Dio. Sono virtù che si riassumono nell’amore: Al di sopra di tutto vi sia sempre l’amore, perché è soltanto l’amore che tiene perfettamente uniti.
  2. I rapporti devono essere ricchi di quella misericordia che è tenerezza e che sa compatire; ricchi di bontà generosa, di umiltà, di mansuetudine, di dolcezza, una dolcezza che non giudica severamente gli altri; ricchi di pazienza longanime …Quando si avesse motivo di ritenersi offesi e di lamentarsi nei riguardi degli altri, si sappia dare all’amore la dimensione della sopportazione vicendevole e della prontezza al perdono.
  3. Allora si farà esperienza della pace che è dono di Cristo e che caratterizza, interiormente ed esteriormente, le condizioni di vita dei cristiani.
  4. Per alimentare, per mantenere e crescere nell’amore è necessario perseverare nell’ascolto della Parola di Dio, e nella preghiera

Quale messaggio per la famiglia?
            Alla luce di questa Parola di Paolo tentiamo qualche riflessione per riscoprire la famiglia come luogo dove è possibile sperimentare la pace.
            La vita è bella e buona quando riusciamo a dire “tu” a molte persone che aumentano e diventano più vere con il crescere degli anni.
Questa legge universale conosce poche e decisive accezioni, dove è necessario che il “tu” sia uno solo. Il rapporto uomo donna nella famiglia ha inscritto questa dimensione dell’unicità. Alcune pochissime, ma essenziali parole del cuore si possono dire solo alla persona amata … (L. Bruni)

Alcune regole per andare d’accordo in famiglia  
1). Riconoscere i propri difetti, i propri errori.
            È il punto di partenza per costruire una famiglia concorde.
Nessuno è perfetto e senza difetti nella famiglia.
Tante volte siamo ciechi e non sappiamo vedere, né riconoscere i nostri errori.
Ci offendiamo quando qualcuno ce li fa notare, mentre ci sentiamo in diritto di sottolineare i difetti degli altri. Non accettiamo nessuna correzione, pensiamo di essere sempre nella parte del giusto.
Per costruire una famiglia concorde, dove si vuole davvero il bene gli uni degli altri è importante che ognuno non si senta un arrivato, ma accetti di essere corretto dalla vita vissuta insieme.
2) Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te
            È una regola importantissima per costruire una famiglia concorde. Se questa regola fosse osservata potrebbe cambiare il nostro modo di vivere insieme.
È una regola di vita che afferma il principio della non violenza che è una delle forze più grandi di cui disponga l’umanità.
La non violenza è scelta di vita e rifiuto di morte.
È una regola capace di rendere bella la famiglia; è una regola che fa superare le divisioni, le incomprensioni; è una regola capace di costruire una famiglia unita; è una regola capace di costruire la pace.
Dobbiamo disimparare l’arte della guerra, innanzitutto in famiglia.
Dobbiamo interrompere ogni violenza anche solo verbale.
Dobbiamo imparare l’arte dell’accordarci.
Questo diventa possibile se si capisce che il prossimo è come se stessi.
3) Essere sempre disponibili all’ascolto dell’altro
            Nella famiglia c’è un verbo che dovrebbe essere scritto sulle pareti di casa a caratteri cubitali: ASCOLTARE. Oggi le persone hanno più bisogno di ascolto che di parole. È necessario ascoltare prima di parlare.
Efficientisti come siamo diventati, a volte crediamo che il tempo dedicato all’ascolto sia tempo perso. Non di rado il parlare esprime la voglia di potere sull’altro, mentre un ascolto attento diventa un grande servizio all’altro.
Gesù quando ha guarito il sordomuto ( cfr. Mc. 7,31-37) prima gli apre le orecchie e lo rende capace di ascoltare, poi gli scioglie il nodo della lingua e la fa parlare, perché è più importante ascoltare che parlare.
Soltanto quando ascoltiamo l’altro con attenzione e non distratti, con pazienza e non di fretta, con meraviglia e non annoiati …diventiamo capaci di parlare al cuore dell’altro. In famiglia dare tempo ad ascoltare non è tempo perso.
Nella famiglia c’è bisogno di raccontare propri problemi per sentirsi capiti, per confrontarci, per imparare a vivere.  La famiglia è il luogo dell’incoraggiamento, dove si impara a guardare la vita dalla parte della speranza.
4) Sopportare gli uni i pesi degli altri
            Questa norma di vita, ricordata da S. Paolo ( Gal. 6,2), riassume tutta la legge di Gesù. È un invito a mettersi gli uni al servizio degli altri, a offrire il nostro aiuto concreto agli altri. Fare questo in famiglia vuol dire volersi davvero bene.
In una giornata quanti servizi possiamo compiere….
Non dobbiamo tirarci indietro se vediamo qualche servizio che possiamo compiere. Il dire o pensare “non tocca a me” è segno di un cuore piccolo, incapace di amare
Sopportare i pesi gli uni degli altri vuol dire anche saper vedere e accogliere i desideri degli altri; vuol dire essere gentili, amorevoli, saper dire grazie per tutto quello che ci è sempre dato.
La famiglia è il luogo dove ognuno impara a accettare e a vivere la propria vita di ogni giorno. La famiglia è il luogo dove le situazioni si sdrammatizzano, dove si impara l’arte del sorridere, del non darsi troppa importanza, dell’esprimere gratitudine per ogni attenzione che si riceve.
5) Perdonarsi a vicenda.
È il regalo più bello che possiamo farci nella famiglia.
Perdonarsi vuol dire accogliersi sempre, non rifiutarsi mai.
Dovremmo perdonarci settanta volte sette al giorno.
Chi crede di non avere nulla da farsi perdonare è superbo e cieco.
Per imparare a perdonare dobbiamo vivere la consapevolezza di aver bisogno di perdono. Nella preghiera del Padre nostro noi diciamo: Padre, perdona a noi, come noi perdoniamo a quelli che ci hanno offeso
Dobbiamo chiedere per dare sempre il perdono in famiglia.
Nella nostra casa deve circolare sempre la parola “perdono”.
Il perdono va sempre dato, mai rifiutato.
Dio ci perdona sempre quando glielo chiediamo.
6) Coltivare la bellezza
            La grossolanità, la banalità, la superficialità è uno stile che si diffonde, che si respira  e forse non sempre opponiamo abbastanza resistenza.
Assediati da questo stile, il rischio è quello di arrendersi.
La grossolanità è una forma di superficialità, un sintomo di resa, rivela una qualità mediocre di intelligenza e di interiorità.
Una certa consuetudine al raccoglimento, al silenzio e, ancor più, alla preghiera, regala subito il fastidio  della grossolanità e renda desiderabile la finezza.
È bello che in famiglia si impari un linguaggio bello, dove i discorsi edificano.
7) Collaborare uniti per il bene comune
            La famiglia non può rimanere chiusa nelle mura di casa.
Deve avere le porte e le finestre sempre aperte per guardare fuori, per impegnarsi a costruire un mondo più bello, più fraterno, più in pace, più concorde.
Con la concordia, dicevano gli antichi, anche le piccole realtà crescono, con la discordia anche le più solide vanno in rovina.
Dobbiamo costruire concordia tra le nostre case, nel nostro condominio, dove la nostra famiglia vive, coltivando rapporti di buon vicinato…
Dobbiamo costruire concordia nel nostro paese di Montevecchia perché ci impegniamo a renderlo più abitabile, più bello, sempre più pulito.
Dobbiamo costruire concordia nella nostra comunità perché la frequentiamo con gioia, condividiamo le sue proposte, diamo la nostra collaborazione, coltiviamo relazioni belle, con tutti...
La nostra famiglia può dare un grande contributo alla pace se collabora unita per il bene comune che è tutto il bene e il bene di tutti nessuno escluso.
La preghiera del Padre nostro ci fa chiedere tre beni per la costruzione del bene comune che chiamano in causa la nostra responsabilità.
            *Il pane quotidiano per tutti, cioè il lavoro, la scuola, un ambiente pulito, una vita dignitosa
            *La riconciliazione tra le persone, cioè la giustizia per tutti, il rispetto della dignità di ogni persona, l’accoglienza di tutti e il rifiuto di nessuno
            *La liberazione dal male, dall’egoismo, dal rancore, dalla violenza, da tutto ciò che non permette alle persone di crescere ….
In famiglia dobbiamo collaborare insieme su questi beni per dare il nostro contributo alla pace, alla concordia.

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