Relazione gruppo di lavoro Progetto Pastorale

Relazione gruppo di lavoro Progetto Pastorale

Confermiamo che esiste nella nostra parrocchia un cammino molto curato e approfondito per quanto riguarda sia la Parola che la Liturgia.

Molto importante la catechesi sia per adulti che per ragazzi.

E’ presente una forte sensibilità verso la sofferenza che si esprime anche attraverso il servizio dei Ministri dell’Eucaristia e verso le persone colpite da lutto.

Sarebbe da recuperare il servizio discreto e competente da parte di volontari alle persone ricoverate nelle case di riposo, agli ammalati e alle persone sole, mentre è positivo e da mantenere quello che i ragazzi fanno andando al Frisia a cadenza regolare per la Messa domenicale e per lo scambio di auguri alle Festività.

Un altro aspetto da recuperare è quello della comunicazione tra parrocchie, altrimenti si rischia la chiusura anche come comunità.

Non è il parroco che fa la parrocchia, ma è la comunità; per cui ci deve essere reciprocità tra chi “accoglie” e chi “deve essere accolto”

Chi già si sente parte della comunità ha la responsabilità di avvicinare e di lasciare spazio ai “nuovi.

E’ comunque fondamentale che tutti, sia chi già fa parte e sia chi vuole inserirsi seguano un percorso che cammini su una linea comune e unitaria, fatta principalmente di partecipazione comunitaria alla Messa domenicale, di ascolto della Parola, di vita spirituale, di capacità di ascolto, di condivisione, di collaborazione, di servizio.

Il parroco è guida, padre, punto di riferimento per tutti.

E’  un dolore per noi vedere che ci sono pochissimi ragazzi che partecipano alla vita della comunità e, pur nella consapevolezza che si tratta di una realtà comune e generalizzata, ci chiediamo cosa si possa fare per  ridare alla nostra comunità la freschezza della fede dei nostri ragazzi.

Un altro aspetto negativo è il disinteresse dei genitori nei confronti della catechesi e dellì’oratorio.

Ci chiediamo se qualche momento di convivialità possa aiutare a stare insieme e a ripartire.

Questo problema può essere un aspetto di umanesimo negato , in quanto ci si limita a giudicare il disinteresse, mentre è necessario conoscere le situazioni reali e spesso dolorose delle famiglie.

La conversione pastorale per diventare una chiesa in uscita, domanda di abbandonare gesti abitudinari vuoti e di maturare la missionarietà stessa di Gesù, che ci ha insegnato ad essere servi, soprattutto degli ultimi.

Nella nostra comunità ci sentiamo di affermare che ci sono diversi momenti di approfondimento e di catechesi che favoriscono questo cammino di interiorità.