Giovedì 11 febbraio 2016 ore 21.00 in oratorio 7° incontro del Consiglio Pastorale e degli operatori pastorali della parrocchia
LA STRUTTURA DEL NOSTRO PROGETTO PASTORALE
Introduzione
Siamo chiamati a fare insieme il progetto pastorale della nostra parrocchia.
Proviamo questa sera a indicare l’itinerario del progetto pastorale.L’obiettivo che vogliamo raggiungere è abbastanza chiaro: fare della nostra parrocchia una comunità dal volto fraterno, presso le nostre case, vicina alla vita quotidiana della gente; una comunità accogliente, aperta, che si fa prossimo a tutti, perché a tutti desidera annunciare la gioia del Vangelo.
Abbiamo a disposizione diverso materiale raccolto nello strumento “PASSI INCONTRO A GESU’”
È un progetto che vogliamo stendere insieme.
Ci lasciamo guidare da un’icona biblica, il racconto di Zaccheo del Vangelo di Luca 19,1-10.
Ecco i capitoli possibili.
*Capitolo 1. Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando.
Qui viveva un certo Zaccheo. Era un capo degli esattori di tasse ed era molto ricco. (Lc. 19,1-2)|
Gesù, dopo aver dato la luce della vista e la chiarezza della vita al mendicante cieco che sedeva lungo la strada, entra nella citta di Gerico e la attraversa. Gesù sa che Zaccheo lo aspetta.
Zaccheo è un capo degli esattori e molto ricco.
Gesù è sempre sulla strada; Gesù percorre le nostre strade.
Gesù vuole incontrare, oggi, la nostra comunità
Proviamo a tratteggiare il volto della nostra comunità, a rileggere la sua storia, il cammino che ha fatto e sta facendo su questo territorio. Ci possiamo far aiutare dalle cinque parole ( Cfr. odg del 21 gennaio) che descrivono il volto della Chiesa di Gesù.
Pensando alla nostra comunità, proviamo a far risuonare tutte cinque le parole: sequela, strada, cena eucaristica, missione, crocifisso, ascoltiamo che cosa ci dicono.
N.B. Queste domande sono indicative, non sono esaustive; vogliono metterci in ricerca; hanno lo scopo di aiutarci a descrivere il volto attuale della nostra comunità.
Quello della nostra comunità è un volto che non nasce dal nulla, ma si costruito in una storia che è bene conoscere, rileggere alla luce della cinque parole.
Il progetto pastorale della nostra comunità deve inserirsi in questa storia, la deve continuare, correggere, raddrizzare, cambiare se è necessario perché assomigli sempre più al volto della Chiesa di Gesù.
*Capitolo 2. Zaccheo desiderava vedere chi fosse Gesù, ma non ci riusciva. C’era troppa gente attorno a Gesù e Lui era troppo piccolo. Allora corse un po’ avanti e si arrampicò su un sicomoro. Sperava così di poterlo vedere. (Lc. 10,3-4)
Zaccheo voleva vedere, conoscere, incontrare Gesù. Zaccheo ha saputo cogliere l’occasione di un passaggio irrepetibile. Zaccheo vuol sapere chi è Gesù; intuisce che Gesù ha qualcosa di misterioso, di affascinante.. Zaccheo si sente piccolo, ma è deciso a provare. Zaccheo ha tutto e più di tutto, non gli manca niente, eppure il suo cuore è inquieto, insoddisfatto. Zaccheo cerca ancora, cerca altro, cerca oltre. Ma per vedere Gesù, per incontrarlo, occorre diventare dei “rampicanti”. Questo incontro ha cambiato la vita di Zaccheo.
Occorre avere il coraggio di “arrampicare”, di salire sul sicomoro:
La nostra comunità, come Zaccheo, deve avere la forza di cercare Gesù, di volerlo incontrare.
Occorre sentirsi in cammino, non degli arrivati; occorre ascoltare le domande che ci sono nel cuore.
Occorre uscire dal quieto vivere, dal tutto scontato, dal sentirsi a posto
E’ la fatica e il coraggio di pensare, di studiare, di lasciarci interrogare.
N.B. E’ importante mettere a fuoco i desideri, i bisogni, quello che sentiamo importante per la nostra comunità
*Capitolo 3. Gesù guardò in alto e disse: Zaccheo, scendi in fretta, perché devo fermarmi a casa tua. Zaccheo scese subito dall’albero e con grande gioia accolse Gesù in casa sua (Lc,10,5-6)
Gesù si ferma, alza lo sguardo: c’è un incontro di sguardi, un abbraccio di sguardi.
Da questo sguardo reciproco nasce una relazione nuova.
Gesù chiama Zaccheo per nome; si autoinvita a casa sua; ogni distanza è annullata.
Zaccheo che cercava Gesù, si sente cercato da Gesù.
Gesù ci cerca, cerca la nostra comunità se la nostra comunità lo desidera.
Gesù viene nella nostra comunità, si fa incontro alla nostra comunità, ci cerca.
Gesù ci cerca quando la sua Parola viene letta e ascoltata nella comunità
Gesù ci cerca quando la nostra comunità si raduna per celebrare l’Eucaristia.
L’Eucaristia prima di essere qualcosa che noi facciamo, prima di essere un’azione della Chiesa è la Pasqua di Gesù che ci raggiunge; è il Signore che dalla Croce ci attira o, meglio ancora, oggi, storicamente raggiunge tocca, prende, afferra la comunità, la plasma con il suo amore gratuito; fa della nostra comunità il suo Corpo che vive nella storia. L’Eucaristia è il segno più grande dell’amore gratuito di Dio
L’Eucaristia è il punto di partenza, e il punto di arrivo della vita della parrocchia.
*Capitolo 4. I presenti vedendo queste cose si misero a mormorare … Zaccheo stando davanti al Signore gli disse: Signore, la metà dei miei beni la do ai poveri e se ho rubato a qualcuno gli rendo quello che ho preso quattro volte tanto (Lc. 10, 10,7-8)
L’incontro con Gesù cambia la vita di Zaccheo. Zaccheo trova la luce.
Mentre prima rubava le cose altrui, adesso distribuisce le proprie …
Giustizia e gratuità sono il frutto dell’incontro con Gesù.…Zaccheo trova la gioia di donarsi e di donare.
Il percorso di Zaccheo non si conclude con l’incontro con Gesù in casa, a tavola, ma si riapre, alla città, va sulla strada per incontrare gli altri, i poveri, a portare a tutti la gioia di aver incontrato Gesù.
Gesù incontrato alla cena dell’Eucaristia suscita nella comunità il desiderio di agire …
La vita della comunità cristiana non può fermarsi alla celebrazione dell’Eucaristia
N.B. Qui dobbiamo mettere a fuoco le scelte pastorali che la nostra comunità, oggi è chiamata a fare.
È bene discuterle, insieme; soprattutto metterle a fuoco.
È importante stabilire anche le priorità possibili, perché non è possibile fare tutto.
Nel mettere a fuoco le scelte pastorali possiamo lasciarci guidare dai cinque verbi del Convegno di Firenze che abbiamo indicato nell’ODG della volta scorsa: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.
*Conclusione Gesù disse a Zaccheo: oggi la salvezza è entrata in questa casa ( Lc. 10,9)
Gesù proclama l’“oggi di Dio”.
Questo ”oggi” viene riportato in altri luoghi fondamentali del Vangelo di Luca: è l’oggi che viene proclamato dagli angeli ai pastori presso la grotta di Betlemme: “Oggi vi è nato un Salvatore nella città di Davide”; è l’oggi che Gesù proclama entrando nella casa del peccatore Zaccheo che si converte e fa opere di giustizia: “Oggi, la salvezza è entrata in questa casa”; è l’oggi che Gesù dice dalla croce, parlando al ladro che viene crocifisso con lui: “Oggi, sarai con me in Paradiso”
“Oggi” è una parola ricchissima di significati.
Ci dice che Dio è sempre qui, che il Vangelo è proclamato oggi,
che la salvezza ci è offerta oggi, che questo è il momento della grazia e della misericordia,
che comunque questo tempo presente che noi stiamo vivendo, nella gioia o nella fatica, nella luce o
nelle tenebre, nel deserto o nella città è sempre l’oggi di Dio che ci raggiunge,
è l’oggi della salvezza che ci tocca in questo momento, che tocca la nostra comunità,
che tocca tutti.
A partire da questa certezza che la salvezza di Dio si fa presente qui, oggi,
cerchiamo insieme di stendere il nostro progetto per rendere bello il volto della nostra comunità.
La possibile eventuale proposta di accogliere una famiglia di profughi qui nella nostra comunità
E’ una possibilità bella e grande da prendere in considerazione.
1. Dobbiamo innanzitutto mettere a fuoco le ragioni che ci muovo a fare questa scelta.
Dobbiamo dire queste ragioni alla comunità per non creare malintesi, divisioni.
Devono essere ragioni evangeliche
2. deve essere una scelta della comunità nel suo insieme, più che una scelta di singole persone
Se qualcuno vuol fare questa scelta singolarmente è liberissimo, ma noi, se viene fatta, va fatta a nome della comunità
3. Dobbiamo sensibilizzare tutta la comunità e vedere insieme che cosa questa scelta comporta
4. Questa scelta va fatta lasciandoci guidare dalla caritas o dalla cooperativa “arcobaleno"
5. Sensibilizzata la comunità, il punto di partenza è avere un appartamento, senza appartamento non si fa niente.