Mercoledì 8 gennaio 2014 dopo la Messa delle ore 20.30
in casa parrocchiale 13° sessione del Consiglio Pastorale
La parrocchia una comunità dal volto fraterno
Ecco i punti dell’ordine del giorno:
Comunicazioni di don Enrico
1. QUALCHE RIFLESSIONE DOPO L’INCONTRO del 11.12.2013
Dopo l’incontro del Consiglio Pastorale del 11.12.2013 possiamo fare qualche riflessione utile e dare qualche indizione pastorale per la nostra comunità emerse dalla lettura fatta insieme del cap. III della lettera pastorale “il Campo è il mondo”.
1. La fede nasce dall’incontro personale con Gesù.
Gesù è la buona notizia per ogni uomo e per tutto l’uomo.
Dall’incontro con Gesù nasce la comunità cristiana, la comunità cristiana a sua volta è il luogo dove è possibile incontrare Gesù.
La comunità che nasce dall’incontro con Gesù e che a sua volta è il luogo per incontrare Gesù è una comunità di fratelli.
Fratelli sono innanzitutto e prima di tutto discepoli di Gesù, che ascoltano la sua chiamata e lo seguono.
Gesù li manda ad annunciare a tutti la lieta notizia dell’incontro con Lui.
Dall’incontro con Gesù nasce una storia ininterrotta di rapporti umani. È una storia che ha raggiunto anche noi e vuole raggiungere ogni uomo in cui Dio stesso si comunica da libertà a libertà..
2. Annunciare Gesù.
L’annuncio di Gesù fa nascere una trama di rapporti fraterni ed è solo in una trama di rapporti fraterni, in un clima e in un contesto di relazioni vere, autentiche che può essere fatto l’annuncio di Gesù.
La chiesa che vuole annunciare la gioia del Vangelo deve essere una comunità dal volto fraterno, una comunità accogliente dove si coltivano relazioni vere, fraterne.
3. Coltivare relazioni fraterne.
Le relazioni fraterne nella comunità non si improvvisano, ma vanno coltivate, se non si coltivano si deteriorano. Per coltivare relazioni fraterne e costruire una comunità dal volto fraterno occorre percorrere un cammino di cinque passi:
4. La parrocchia, una comunità dal volto fraterno.
Questa è la comunità che siamo chiamati a costruire.
Solo coltivando relazioni fraterne possiamo dire che la nostra comunità si è messa alla sequela del Signore, ha accolto il buon seme della Parola, vive la gioia del Vangelo, è in grado di vincere la zizzania che divide, che alimenta invidie e mormorazioni …; soprattutto ha la forza e l’entusiasmo di essere luogo dove è possibile incontrare Gesù e di annunciare a tutti la buona notizia del Vangelo.
2. CHIAMATI A COLTIVARE RELAZIONI EDUCATIVE
In questo periodo c’è la proposta della settimana dell’educazione (dal 21 al 31 gennaio), della festa della famiglia (domenica 26 gennaio) e della giornata della vita ( 2 febbraio).
La settimana dell’educazione si concluderà con la presenza nella nostra Diocesi dell’urna di don Bosco.
1. La proposta della nostra Diocesi
La proposta è quella di unificare tutti questi avvenimenti attorno al tema dell’educazione e porre l’accento sulla comunità educante. È una grande occasione per fermarsi e ripensare a come si educa nella propria famiglia, a quali consapevolezze, valori, attenzioni e ripensare a come si educa nella comunità cristiana. Famiglia e comunità cristiana devono operare insieme nella costruzione di persone felici, che sappiano affrontare la vita, imparare a stare nel mondo da cristiani che hanno scoperto che il segreto della vita sta nel dono di sé e non nella ricerca egoistica del proprio interesse.
2. Che cosa domanda l’educazione?
* L’educazione domanda di dare tempo, tanto tempo per camminare insieme, per essere compagni di strada
* L’educazione domanda di coltivare relazioni vere per una vera comunicazione
* L’educazione domanda di mettere a fuoco alcune priorità per non mettere tutto sullo stesso piano, perdendo di vista ciò che veramente conta riguardo all’educare alla vita buona del Vangelo.
3. La comunità educante
Lo strumento per educare nella comunità cristiana è la comunità educante.
“ In ogni parrocchia si costituisca la comunità educante. La comunità educante è l’insieme dei soggetti che, nella comunità cristiana si occupa in modo permanente dell’educazione delle giovani generazioni e propone ad esse, grazie all’esperienza esemplare della comunione e della condivisione l’incontro vivo con il Signore, come senso e direzione della crescita umana di ogni persona, nelle scelte e nelle relazioni”. ( Card. A. Scola)
La comunità educante deve
- prima di tutto, vivere uno stile di comunione, una spiritualità di comunione fatta di momenti di preghiera, di formazione, di riflessione, di confronto
- elaborare proposte che educhino all’incontro con il Signore
- pensare iniziative che facciano toccare con mano che è bello essere cristiani e seguire Gesù
Possiamo allora interrogarci e confrontarci
L’Arcivescovo ci invita a sognare una comunità educante capaci di testimoniare la vita buona del Vangelo.
Varie ed eventuali
Un saluto.
Don Enrico