Martedì 9 ottobre 2012, ore 20.45
in oratorio incontro del Consiglio Pastorale
La nostra parrocchia, una comunità in cammino
Sono molto contento di aver incontrato il Consiglio Pastorale (CP) della Parrocchia il 30 agosto 2012.
Il CP, dice il nostro sinodo diocesano 47°, è il luogo dove il ministero della presidenza, proprio del parroco e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi.
Nel CP la vita della parrocchia viene pensata, verificata, corretta ….
Nel CP si maturano le scelte, si prendono decisioni, si traccia il cammino della parrocchia.
Il CP è chiamato a prendere la parrocchia per mano e a condurla sulla strada che lo Spirito Santo indica.
È lo Spirito il principio guida, il motore della Chiesa.
A lui dobbiamo obbedire, Lui dobbiamo ascoltare.
Guidati dallo Spirito siamo chiamati, oggi, a riscoprire, rivivere e attualizzare il modo di vedere, giudicare e agire degli Apostoli, dei primi evangelizzatori, dei primi discepoli, i loro atteggiamenti e le loro scelte, il loro amore per il Signore Gesù, la loro costante attenzione alla Parola, la carità creativa verso i fratelli, lo slancio missionario. (C. M. Martini)
1. Gli argomenti emersi nell’incontro del CP del 30 agosto 2012
Nell’incontro del 30 agosto 2012 sono stati toccati diversi argomenti riguardanti la vita della nostra parrocchia. Cerco di ricordarli nel modo in cui sono risuonati dentro di me e nell’ordine con cui sono stati affrontati.
1) L’oratorio.
L’oratorio è una realtà importante, molto sentita nella parrocchia. Alla struttura, al riordino dell’oratorio la comunità ha dedicato in questi anni molte energie. È un luogo bello, accogliente. Tante persone sono impegnate nella vita e nell’attività dell’oratorio.
L’oratorio è tutto centrato sulla domenica, anche il catechismo dei ragazzi è finalizzato alla vita dell’oratorio della domenica. Durante i giorni feriali normalmente l’oratorio è chiuso.
L’oratorio andrebbe forse sfruttato di più:
2) Il Santuario.
È una grande realtà della nostra parrocchia: è un grande dono, una grande opportunità.
La presenza e l’impegno dei volontari è una realtà e una risorsa davvero preziosissima. Io sono stupito e sento una profonda gratitudine. Occorre, è stato detto, dare una attenzione particolare ai volontari perché siano sempre più motivati nel loro prezioso lavoro. Forse dico delle cose ovvie, ma per la nostra comunità parrocchiale il Santuario va valorizzato sempre di più:
3) Le nuove famiglie
Nella parrocchia sono arrivate nuove famiglie, soprattutto nella bassa collina.
4) Il parroco
Sono contento che si è parlato del parroco.
Il parroco deve favorire la corresponsabilità.
5) La Parola di Dio, la formazione.
È necessaria, oggi, una formazione seria, una conoscenza approfondita della Parola di Dio
6) I giovani
La realtà giovanile deve stare molto a cuore a tutta la comunità parrocchiale.
Oggi la realtà giovanile fatica, è piuttosto latitante, assente nelle nostre parrocchie.
7) La liturgia
Deve diventare un momento nel quale è possibile sperimentare la presenza di Dio e l’appartenenza a una comunità di fratelli. La liturgia deve parlare alla nostra vita
2. Che cosa fare per continuare il cammino?
Alcune domande sulle quali lavorare insieme:
1) Prima domanda: quali sono le priorità che devono guidare il cammino di quest’anno della nostra parrocchia? Le priorità non sono sempre le cose più importanti, ma quelle che si devono fare per primo perché rendono possibili le altre
2) Seconda domanda: La parrocchia può ancora essere una strada per il cristianesimo, per una vita spirituale che non sia di serie B, di basso profilo, di mediocre adattamento?
Se per essere cristiano bisogna cercare una fonte spirituale lontano dalla vita ordinaria e comune, allora la fede diventa un privilegio di pochi e una occasione perduta per i più. Nella vita normale di una parrocchia può essere dato tutto quello che è necessario per una vita spirituale a pieno titolo?
In parrocchia non è necessario inventare ogni volta l’evento di turno per riattivare la fede che soffre di afasia e di stanchezza, basta gustare la normalità, vivere la vita ordinaria.
La vita quotidiana di una parrocchia, come quella di ogni cristiano è fatta di gesti ripetuti, di lavoro duro, ma anche di intime gioie, di incontri veri, proprio perché non straordinari, di sorprese che non suonano la fanfara, ma sorprendono.
Il cammino normale di una parrocchia è fatto di cose normali: la liturgia feriale e quella festiva, i momenti formativi e gli incontri nella fede, l’ospitalità data ai poveri, l’amministrazione ordinaria dei beni …
Come concretamente ritmare la vita ordinaria, quotidiana della nostra parrocchia con momenti capaci di offrire a tutti cammini ordinari, belli di crescita nella fede?
Si potrebbe fare un calendario mensile della vita ordinaria?
3) Terza domanda: come e quando dare inizio nella parrocchia ufficialmente al nuovo anno pastorale? L’inizio potrebbe essere la festa dell’anniversario della dedicazione del Duomo, il 21 ottobre, preceduto dagli esercizi spirituali per tutta la parrocchia, in particolare per tutti gli operatori pastorali.
4) Quanta domanda: mettere a fuoco le varie iniziative di questo periodo: giornata missionaria 28 ottobre); giornata caritas, 11 novembre; visita ai malati e agli anziani; benedizione delle case; le domeniche in oratorio; le celebrazioni dei vari sacramenti, la catechesi dei ragazzi durante la settimana…
Un cordiale saluto
Don Enrico