Incontro 10 novembre 2016

Giovedì 10 novembre 2016 ore 21.00 in oratorio

Convocazione del Consiglio Pastorale

Dopo gli Esercizi della Parrocchia ci incontriamo per definire il cammino della parrocchia in questo anno. Ci sono alcuni avvenimenti che ci riguardano:

1. Visita pastorale dell’Arcivescovo
            Il 22 novembre alle ore 21.00 presso il salone del Collegio Villoresi S. Giuseppe sede di Merate in via Monsignor F. Colombo, 19, l’Arcivescovo inizierà la Visita pastorale nei decanati di Brivio e Merate con la formula che ha scelto: un incontro diretto con i fedeli, con la possibilità di dialogare su diversi temi che ci stanno a cuore. La visita proseguirà nelle parrocchie nelle settimane successive con gli incontri con il Decano e il Vicario di zona.
Noi che cosa dobbiamo fare?
            Per quanto riguarda l’incontro con L’Arcivescovo invitiamo tutti; in particolare non devono mancare i membri del Consiglio Pastorale e gli operatori pastorali della parrocchia. Se abbiamo qualche domanda particolare da fare all’Arcivescovo gliela possiamo mandare anche personalmente all’indirizzo email:
                        visitascola@diocesi,milano.it
            Per quanto riguarda l’incontro con il Vicario di Zona, vedremo quali sono le modalità stabilite, comunque possiamo presentare il lavoro che abbiamo fatto sul “Progetto Pastorale”.

2. Il cammino di quest’anno della nostra parrocchia
1) Innanzitutto dobbiamo raccogliere, riflettere e confrontarci sulle indicazioni che ci verranno date dalla Visita Pastorale

2) Dobbiamo cercare di dare vita al progetto pastorale che abbiamo fatto:

  • Teniamo presente l’obiettivo del progetto che è quello di mettere l’Eucaristia al centro della vita e della missione della nostra parrocchia per costruire e far vivere su questo territorio una comunità cristiana, cioè una Chiesa  tra le nostre case, vicina alla vita quotidiana della gente, una Chiesa di tutti, che non dimentica nessuno, accessibile a tutti, capace di dialogare con le esperienze vere della gente; una Chiesa che sia sale della terra, luce del mondo, città sul monte, lampada sul candelabro.

L’Eucaristia fa dell’umanità un popolo nuovo secondo il disegno di Dio. Mettere l’Eucaristia vuol dire riconoscere questa forza plasmatrice dell’Eucaristia e disporsi a lasciarla operare in noi.

  • Abbiamo a cuore la formazione delle persone: offrire momenti precisi di formazione e di crescita nella fede, di preghiera, per tutti, perché, chi lo desidera, non debba cercare altrove quello che è necessario per una vita spirituale a pieno titolo.

Se per essere cristiano bisogna cercare una fonte spirituale lontano dalla vita ordinaria, quotidiana, fuori dalla parrocchia, allora la fede diventa un privilegio di pochi e una occasione perduta per i più.
( Cfr. il Calendario degli incontri della parrocchia, la cura delle celebrazioni liturgiche)
Questi momenti vanno valorizzati.
Dobbiamo ricordare anche la regola del cristiano adulto indicata di E. Bianchi che abbiamo indicato negli esercizi e scritta nel notiziario

  • Diamo un’attenzione particolare alle persone in difficoltà, alle povertà, alle sofferenze della gente. La povertà, la sofferenze non va soltanto guardata, , ma va attraversata, condivisa. ( Cfr. gruppo caritas. laboratorio compiti insieme))
  • Prendiamo seriamente in mano il discorso educativo, cioè l’attenzione all’oratorio. In questo campo non possiamo essere qualunquisti, perché con il qualunquismo non “cresce” nessuno. L’attenzione educativa domanda non tanto cose straordinarie con le quali cercare di fare colpo o di attirare, ma  perseveranza, la pazienza della semina, crescere nel tempo.  (Cfr. la comunità educante)
  • Coltiviamo nella parrocchia relazioni belle. Il Clima della comunità deve essere accogliente verso tutti, mai di giudizio. Se le relazioni sono belle, la comunità è bella; se le relazioni sono bloccate, distorte, la vita di una comunità è bloccata, distorta..

Occorre coltivare relazioni che si fanno carico della vita della gente; relazioni che vincono l’indifferenza e la solitudine. Costruire una comunità dal volto umano, ricca di umanità, che apprezza e valorizza tutto ciò che è umano; anche le nostre celebrazioni devono essere ricche di umanità, devono parlare al cuore e alla vita della gente

È necessario evitare il rischio di credere che la comunità parrocchiale possa annunciare il Vangelo senza coltivare relazioni. Oggi viviamo in un individualismo esasperato che rende l’aria irrespirabile e gli ambienti senza vita.  Non bastano i discorsi, occorre far incontrare la gente, i giovani, i ragazzi con la vita di una comunità parrocchiale dove c’è amore e passione per Dio e per l’uomo, dove c’è la capacità di leggere il presente, i segni del tempo, il cambiamento che ci incalza; dove c’è la capacità di non rinchiudersi fra le mura solide del tempio, ma di uscire e andare per le strade, raggiungere i cortili, entrare nei condomini, sostare sui pianerottoli e incontrare l’uomo là dove vive, ama, soffre.

3) Il Progetto Pastorale domanda la collaborazione di tutti, soprattutto dei gruppi parrocchiali
Tutti i gruppi parrocchiali , tutte le commissioni pastorali devono trovare l’unità attorno al  progetto pastorale.
Nessun gruppo parrocchiale deve sentirsi al di fuori del progetto pastorale e andare per suo conto o fare sue iniziative.
Il progetto pastorale impegna a superare tutte le divisioni che possono esistere tra i vari gruppi che ci sono in parrocchia e ritrovare una collaborazione. Il progetto pastorale deve aiutare a coordinare e a ritrovare un’unità nelle diverse azioni e iniziative perché tutte, secondo la loro specificità contribuiscano a raggiungere gli obiettivi del progetto pastorale.

Facciamo qualche esempio:

  • La comunità educante deve studiare e dare concretezza a quella parte del progetto che parla dell’educare, dell’oratorio .. e aiutare la parrocchia a vivere concretamente un’attenzione educativa
  • Il gruppo liturgico deve prendersi a cuore quella parte di progetto che parla della preghiera, della celebrazione liturgica e aiutare tutta la comunità a celebrare bene, perché dietro un celebrare bene c’è un vivere bene.
  • Il gruppo missionario deve aiutare tutta la comunità ad essere missionaria, ad essere una chiesa in “uscita”, non deve avere a cuore solo le sue iniziative missionarie …
  • Il gruppo caritas deve avere a cuore che tutta la comunità viva la carità, l’attenzione ai poveri, faccia opere di promozione ( laboratori compiti…), non deve essere un gruppo al quale si delega la carità della parrocchia
  • Il gruppo dei volontari, una realtà presente, e molto bella, deve aiutare la comunità a vivere e a coltivare la gratuità, perché ciò che più stupisce del Vangelo è l’amore gratuito
  • La commissione affari economici della parrocchia deve vivere una attenzione perché la parrocchia  amministri bene i suoi beni e abbia cura della sue strutture perché siano realmente al servizio dell’evangelizzazione e non ci siano altri fini
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Sono alcuni esempi da approfondire insieme…..
È ritrovandosi tutti e collaborando tutti insieme a mettere in pratica, secondo la specificità di ognuno, il progetto pastorale che costruiremo una comunità bella, unita, ricca dei doni di ciascuno.

4) Compito del Consiglio Pastorale è quello

  • di vigilare che il progetto pastorale non rimanga solo e sempre sulla carta
  • di tenerlo aggiornato, perché il progetto pastorale non è mai di definitivo, ma deve rispondere a una situazione che è in continuo cambiamento
  • di fare di punto di riferimento dei diversi gruppi parrocchiali perché nessuno vada per suo conto e perché si superino tutte le divisioni che nella parrocchia sono sempre in agguato.

Un cordiale saluto
Don Enrico