Giovedì 30 agosto 2012, ore 20.45
in oratorio incontro del Consiglio Pastorale
Ci mettiamo in cammino
Sono molto contento di poter incontrare Giovedì 30 agosto il Consiglio Pastorale della parrocchia.
Richiamo qualche pensiero sul Consiglio Pastorale che certamente già conoscete, ma che è bene condividere per non dimenticare.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale
Dice il Sinodo della nostra Diocesi: Il Consiglio Pastorale da una parte rappresenta l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, proprio del parroco e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi
Il Consiglio Pastorale, insieme al Consiglio Affari Economici, è chiamato a collaborare con il Parroco al governo della parrocchia perché la parrocchia diventi, (come dice il card. Martini nella lettera pastorale “Sto alla porta” al n. 35): una Chiesa totalmente relativa a Gesù, subalterna a Lui. Ogni parola, gesto, progetto pastorale, struttura … deve essere verificato alla luce della domanda essenziale: come e in quale misura questa parola, gesto, progetto, struttura …. rinviano al Signore atteso?
Il compito del Consiglio Pastorale è quello di avere a cuore l’insieme della vita della parrocchia; è quello di pensare la parrocchia perché la parrocchia va innanzitutto pensata.
Il pensare non è astratto: non ci può essere vera concretezza senza il pensare.
Il C.P. deve aiutare la parrocchia a passare da oggetto di pastorale, a soggetto di Pastorale
La parrocchia non è un grande contenitore dove ci può stare di tutto e di più, ma un soggetto che ha una testa per pensare, un cuore per decidere, mani per fare.
Ciò che deve stare a cuore alla parrocchia è solo ed esclusivamente l’annuncio del Vangelo a tutti …
Possiamo dire che il Consiglio Pastorale è il luogo per sognare insieme la parrocchia, prenderla per mano e condurla lungo la strada che lo Spirito indica. È lo Spirito Santo il principio guida, il motore della vita della Chiesa. A Lui bisogna obbedire, Lui dobbiamo ascoltare; sono le sue opere che dobbiamo discernere per comprendere come agisce nella Chiesa, nella storia e nella società.
Occorre aprire gli occhi , soprattutto il cuore e riconoscere la sua presenza.
La Chiesa degli Atti degli Apostoli era una Chiesa guidata dallo Spirito: piena di gioia, di entusiasmo, ricca di opere di carità, missionaria, capace di superare le persecuzioni …
Non era una Chiesa comoda, tranquilla, ripiegata su di sé, ma una Chiesa scattante, perseguitata, povera, coraggiosa, profetica, di ampio respiro, sciolta, energica, entusiasta.
Innanzitutto l’ascolto
Prima di qualsiasi cosa vorrei conoscere ciascuno di voi che siete membri del C.P., conoscere i vostri nomi, ascoltare ciascuno di voi, ascoltare tutto quello che pensate sia importante dire a me che tra qualche giorno sarò parroco in questa bella parrocchia.
Voi mi dovete introdurre, accompagnare; dovete guidare i miei primi passi.
Io desidero mettermi in cammino con voi; desidero raccogliere l’eredità preziosa che don Piero lascia a questa parrocchia e continuare il cammino che lui ha fatto.
Ecco qualche domanda che vi faccio:
1) Che cosa mi volete dire all’inizio del mio servizio qui a Montevecchia?
2) Ditemi innanzitutto le cose belle, il positivo, il bene che c’è.
Questa comunità parrocchiale ha una lunga e bella storia …
È una storia che va conosciuta, riletta, amata, valorizzata. .. per continuarla.
Soltanto inserendoci nella storia della nostra comunità possiamo pensare di fare dei passi in avanti.
3) Ditemi anche i problemi, le domande che ci sono; quali desideri questa comunità ha nel suo cuore per essere la comunità del Signore Gesù?
4) Ditemi che cosa chiedete a me che sto per iniziare il servizio di parroco in questa comunità?
La parrocchia è il grembo in cui si è generati alla fede, è uno spazio per credere,
è il luogo dove si diventa cristiani, è un modo per vivere l’evangelo,
anzi il modo più comune e quotidiano. (E: Bianchi)
Un cordiale saluto
Don Enrico