Lettera aperta ai ragazzi della nostra parrocchia

Caro amico, adolescente della nostra comunità di Montevecchia, sento il bisogno di scriverti un messaggio che mi nasce dal cuore,

in questi giorni che penso un po’ strani e confusi per te e per i tuoi amici, come lo sono un po’ anche per me.
Scrivo in particolare a te, che non hai ancora la maggiore età e nutri un forte desiderio di libertà e di indipendenza, spesso frustrato dai no dei tuoi genitori o dei tuoi educatori o delle persone a cui tieni particolarmente.
Scrivo non per farti la predica o dirti ciò che devi fare, ma per raccontarti che la vita non è fatta solo di frustrazioni, di realtà o situazioni che limitano la nostra gioia. La vita è fatta soprattutto di opportunità che si aprono davanti a noi, di doni gratuiti che ogni giorno riceviamo, di persone che si preoccupano per noi, soprattutto se ci vedono turbati, pensierosi e tristi. Di fronte alle delusioni che viviamo, è facile pensare che i problemi si risolvono cancellandoli con un colpo di spugna o eliminando alla radice ciò che ci fa soffrire. Tu sai che non è così, perché, se oggi sai correre, saltare, leggere, scrivere, è perché hai trovato la forza di passare dalla fatica di imparare come si fa, guidato da chi ti vuol bene, ma anche spinto dal desiderio di non mollare la presa quando l’impresa è più difficile. Ogni fallimento è sì una sconfitta e lascia in noi delle ferite: ci rende più deboli e ci sbatte in faccia la nostra fragilità, ma è anche un’occasione per imparare a vivere senza paura una situazione, un problema, un dubbio, un timore che potrebbe presentarsi in un prossimo futuro.
Se viviamo nell’illusione di evitare i problemi fuggendoli o eliminandoli, essi puntualmente si presenteranno in modo diverso e noi all’occasione saremo più deboli, nel pensiero ingannevole che la prima volta non siamo stati abbastanza aggressivi per fare in modo che non si manifestassero più.
Per vivere felici occorre accettare di essere in cammino, ricordare che non siamo soli, che siamo venuti al mondo per amore e che sarà la nostra capacità di amare ad insegnarci a vivere i momenti difficili in modo costruttivo e non distruttivo.
Per questo motivo, ti confido che sono stato fortunato, perché, con l’aiuto degli altri e con il sostegno della fede nel Dio dell’amore, io ho capito che, nei momenti particolarmente difficili, può essere utile:
- Cercare un amico non arrabbiato come me in quel momento, a cui raccontare di persona ciò che mi sta facendo soffrire
- Pensare ad una persona più grande che mi ha ispirato fiducia in passato e che mi ha capito senza che io mi spiegassi
- Dire quello che pensi e che provi agli adulti che sai ti vogliono bene, per non implodere nella rabbia e nella tristezza

Questi piccoli accorgimenti possono aiutarti a non farsi schiacciare dalla frustrazione quando il pensiero di essere solo e abbandonato diventa un’ossessione in te, come la falsa convinzione che tutti siano cattivi e ce l’abbiano con te. Questi ultimi pensieri spesso sono alimentati e possono diventare pericolosi, quando non hai nessuno intorno, se non chi incontri nella rete e non vedi e non conosci: quando ne diventi schiavo, senza accorgerti rischi di confondere la realtà con la sua costruzione virtuale e la tua tristezza, insieme con la tua aggressività, rischiano di renderti in balia delle tue paure in modo devastante.
Tu sei molto meglio della tua rabbia e della tua tristezza. Tu sei stato creato, desiderato, pensato e accolto con amore e questo amore ricevuto è la forza che ti farà sempre crescere e affrontare ogni situazione.
Con affetto.
don Fabio