12 dicembre 2013
Come introduzione
Dopo il primo incontro del 14 novembre è d’obbligo tentare qualche precisazione su che cosa si intende per comunità educante e sulla sua collocazione nella comunità cristiana.
In questo momento dobbiamo ricordare due cose: la prima che ogni comunità parrocchiale è chiamata a dar vita alla comunità educante, la seconda che la fisionomia e i suoi compiti sono, in parte, ancora da precisare.
Che cosa è la comunità educante
La comunità educante è segno e strumento del compito che la comunità parrocchiale ha di educare alla vita buona del Vangelo.
La comunità educante è il soggetto concreto, visibile che nella comunità parrocchiale porta avanti, il discorso educativo a partire dal Battesimo.
La comunità educante è fatta, è costituita da tutte quelle persone che nella comunità parrocchiale svolgono, a vario titolo, un compito educativo
La comunità educate è mandata dalla comunità parrocchiale, agisce a nome della comunità parrocchiale e in sintonia con la comunità parrocchiale ed è chiamata a rendere conto del suo agire alla comunità parrocchiale
Che cosa è chiamata a fare la comunità educante
La comunità educante, in sintonia profonda con la Diocesi, è chiamata a pensare e a fare il progetto educativo dell’oratorio; a elaborare i cammini educativi per le diverse fasce di età.
La comunità educante è chiamata a dare concretezza alla varie proposte educative di cui la parrocchia ha bisogno
La comunità educante è chiamata ad essere punto di riferimento concreto del discorso educativo della parrocchia, a unificare le varie forze educative presenti in parrocchia, a cercate una unità di intenti in tutti quelli impegnati, a diverso titolo, nel discorso educativo perché si crei una collaborazione a tutti i livelli, perché si superino le divisioni e i contrasti che sono distruttivi di ogni discorso educativo.
La comunità educante è chiamata a informare e a rendere partecipe tutta la comunità delle proposte e delle iniziative educative che vengono fatte, perché tutta la comunità deve conoscere le varie proposte che vengono elaborate.
La comunità educante deve mettere a fuoco, ogni volta, gli obiettivi educativi che si vogliono raggiungere attraverso una determinata proposta o iniziativa. Occorre evitare il fare per il fare per non cader nell’affanno che non conduce da nessuna parte.
La comunità educante è chiamata a creare in oratorio un contesto educativo, un ambiente educativo, una logica educativa (linguaggio, modo di vestire, modo di comportarsi, aule ordinate, pulizia …..) , perché senza un contesto educativo anche la proposta più bella si perde nel nulla ….
La comunità educante è chiamata a verificare la bontà delle proposte educative.
La verifica è importante per ritrovare ogni volta una sintonia educativa e per aiutarci e sostenerci gli uni gli altri in questo compito importante e difficile e per camminare insieme superando le possibili divisioni.
Non dobbiamo dimenticare che la bontà di una proposta non dipende dal numero di persone che vi rispondono, ma dagli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso le proposte che si fanno.
La comunità educante non è chiamata ad attuare concretamente le diverse iniziative. Il fare concreto compete ai singoli gruppi presenti in Parrocchia ( Consiglio di Oratorio, catechiste, caritas, catechisti del Battesimo, educatori ….) i quali devono farsi carico concretamente di quello che viene deciso e devono sentirsi parte della comunità educante
Ricordare alcune cose.
Occorre non dimenticare che la comunità educante è in fase di elaborazione: ha bisogno del contributo di tutti ed è aperta al contributo di tutti. Tutti siamo chiamati ad affrontare questa fatica iniziale.
Occorre però credere in questo strumento e ritenerlo assolutamente necessario, altrimenti il discorso educativo nella parrocchia perde di qualità cristiana e i nostri ambienti diventano qualunquisti, buoni per tutti e per nessuno.
Occorre ricordare la necessità di una formazione permanente per chi entra a far parte della comunità educante. Educatori non ci si improvvisa e nessuno può mai ritenersi arrivato.
La comunità educante deve diventare un luogo dove la parrocchia forma i suoi educatori.
Occorre ricordare che le porte della comunità educante sono sempre aperte a tutti quelli che intendono dare un contributo al discorso educativo della parrocchia, che non si sentono degli arrivati nel discorso educativo, che sono disposti a mettersi in discussione, che hanno voglia di lavorare insieme, che vogliono credere nell’importanza e nella necessità di educare alla vita buona del Vangelo.
Con la comunità educante ci incontreremo una volta al mese, il II giovedì del mese. Cercheremo di fare sempre due momenti: uno di formazione, l’altro nel quale mettere a fuoco gli obiettivi educativi delle varie iniziative di quel periodo, per poi affidarli ai vari gruppi perché vengano portati avanti.
Verifica iniziative di questo periodo
Presepio, spettacoli, andata al Frisia, vendita riso, …...
Iniziative di questo periodo
1) La novera di Natale, la rinuncia di Natale, la luce del presepio da mettere sulla finestra la notte di Natale
2) La raccolta dei doni, davanti al presepio, per il mercato del regalo equo solidale all’Epifania
3) la festa dell’Epifania, il corteo dei Magi, il pomeriggio in oratorio
4) Battesimo di Gesù, festa della famiglia, settimana dell’educazione, S. Agata …… .... (a partire da quello che si faceva ….)