
Festa della Famiglia 2018
Vedrai che bello!
Vivere insieme in famiglia
Domenica 28 gennaio è la festa della famiglia
Vogliamo fermarci e riflettere sulla famiglia, sull’importanza e sulla bellezza del vivere insieme in famiglia.
Vogliamo lasciarci guidare dalla Parola di Dio.
La Parola di Dio ci dice che la famiglia non è solo un luogo come tanti altri dell’esistenza, un luogo facoltativo, ma un luogo in cui scorgere e vivere tutta l’esistenza umana, perlomeno nel suo dato più importante che è l’amore.
La famiglia è una piccola realtà che è in grado di anticipare il mondo nuovo e quindi diventa anche un giudizio sul mondo vecchio.
La Parola di Dio non vede l’alleanza fra marito e moglie, genitori e figli nella famiglia, come un cerchio chiuso, ma come una realtà aperta.
Se l’amore è una parabola dell’amore di Dio, la famiglia non può che essere aperta. L’amore è necessariamente aperto
Quello che la Parola di Dio ripete è che l’amore fra l’uomo e la donna, i genitori e i figli, dunque la famiglia, è parabola dell’amore di Dio verso l’uomo. Se vogliamo avere un’idea di come è l’amore di Dio, bisogna guardare l’alleanza fra l’uomo e la donna, guardare l’amore dei figli verso i genitori e viceversa.
È un amore che si esprime nel dialogo, sempre però rispettoso della libertà dell’altro che si ama, che si rispetta nella sua identità.
Nell’amore non si vuole trasformare nessuno, si vuole solo aiutare l’altro a essere se stesso. Si tratta di un amore che è vera accoglienza.
C’è poi la nota della definitività che oggi è la sollecitare.
Senza la nota della definitività non si può amare veramente, non si può sperimentare la bellezza dell’amore, c’è il rischio di amare soltanto se stessi.
Dice Papa Francesco: Nonostante le molte difficoltà che affliggono, oggi le nostre famiglie, le famiglie sono una grande opportunità che dobbiamo curare, proteggere e accompagnare. Sono una benedizione.
Quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli, quale società vogliamo per loro? Credo che dobbiamo dire: vogliamo lasciare un mondo di famiglie.
È la migliore eredità.
Certamente non esiste la famiglia perfetta, non esistono sposi perfetti, genitori perfetti né figli perfetti, ma questo non impedisce che siano la risposta per il domani.
Dio ci stimola all’amore e l’amore sempre si impegna con le persone che ama.
Dobbiamo aver cura delle nostre famiglie, vere scuole del domani; aver cura delle nostre famiglie, veri spazi di libertà; aver cura delle nostre famiglie, veri centri di umanità…..
Non è possibile una famiglia senza il sogno. Quando in una famiglia si perde la capacità di sognare, i bambini non crescono e l’amore non cresce, la vita si affievolisce e si spegne.
Vi raccomando che la sera, quando fate l’esame di coscienza, ci sia sempre la domanda: oggi ho sognato il futuro dei miei figli? ho sognato l’amore della mia sposa, del mio sposo? Oggi ho sognato i miei nonni, i miei genitori che hanno portato avanti la storia fino a me?
Per questo è molto importante recuperare l’amore attraverso il ‘progetto’ di tutti i giorni. Non smettete mai di essere fidanzati!
Facciamo insieme alcune riflessioni e cerchiamo alcune indicazioni concrete sul come vivere insieme in famiglia.
Partiamo dal Vangelo di Luca 2, 51-52:
Gesù partì con Maria e Giuseppe e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Gesù cresce in famiglia.
Gesù va a Nazareth con Giuseppe e Maria: qui cresce in sapienza e bontà.
La casa è la prima scuola di vita; insegna l’arte di vivere che consiste nel dare e nel ricevere amore.
L’amore in famiglia va coltivato, va alimentato.
La gente ritiene che amare sia semplice.
L’amore è un’arte così come la vita è un’arte.
L’arte di amare va imparata come l’arte di vivere. (E. Fromm)
Ecco alcune indicazioni per coltivare l’arte di amare nelle nostre famiglie.
1. fare della famiglia un luogo della sosta, del riposo, del dialogo
Che la nostra vita sia spesso di corsa e spesso anche affannata, che si faccia fatica a guardarsi negli occhi, a parlarsi, a dialogare … ne facciamo tutti esperienza.
Il ritorno in famiglia, lo stare in famiglia deve essere visto come il momento in cui ci si sente al sicuro, si riscopre la gioia dello stare insieme, del volersi bene, del dialogare.
Occorre fare della famiglia il luogo dove fare esperienza dell’amore reciproco come stile di vita.
Amore vuol dire buon accordo, buona intesa, serenità reciproca, capacità di sorridere, di comprendere, di dare corda al discorso altrui, assenza di pregiudizi reciproci, superamento delle distanze, delle reticenze, delle diffidenze, dei momenti lunatici...
Amore dice tenerezza in tutte le sue molteplici e realistiche sfaccettature, comunione profonda, comprensione vicendevole, confidenza su ogni evento bello o triste, sincerità disarmata e cordiale, rispetto totale e talvolta anche capacità di silenzio. ( Card. Martini)
2. fare della famiglia il luogo dove vivere la prossimità di Dio
Là dove ci si sono due o tre persone che si amano il Signore è presente.
Il Signore con il Sacramento del Matrimonio ha deciso di abitare nella vita dell’uomo e della donna: l’uomo e la donna allora possono fare affidamento su Dio in tutti i momenti della loro vita.
Nella famiglia è importante essere l’uno per l’altro segno concreto, richiamo della presenza e della prossimità di Dio che ama in modo totale, unico, tenero, e fedele, di Dio che perdona.
Questo domanda di coltivare nella famiglia momenti di preghiera, in cui la famiglia si sente amata da Dio, ricorda questa presenza di Dio
Il Signore ha deciso di essere presente nella famiglia.
Un uomo e una donna chiesero al Signore: “che cosa è il matrimonio?”
Il Signore rispose: “il matrimonio è un bel legame fra noi tre”
3. fare della famiglia il luogo della consolazione
La famiglia è il luogo dove ognuno impara a accettare e a vivere la propria vita di ogni giorno.
E’ il luogo dove le situazioni si sdrammatizzano, dove si impara l’arte del sorridere, del non darsi troppa importanza, dell’esprimere gratitudine per ogni attenzione che si riceve.
E’ il luogo dell’incoraggiamento, dove si insegna che ci sono molte ragioni di gratitudine e di bontà.
E’ il luogo dove si impara a guardare la vita dalla parte della speranza, dove si trova la forza di ricominciare sempre..
4. fare della famiglia il luogo dell’andare contro corrente
La famiglia è’ il luogo dove si impara che vale la pena di lottare e di fare qualche fatica e di sostenere qualche malumore e qualche capriccio per difendere gli spazi dell’intelligenza, la finezza dell’originalità, la priorità di alcuni valori. E’ il luogo dove impari a fare ordine nella vita, a stabilire quali sono le cose che contano, quelle irrinunciabili.
I figli apprezzano la fermezza dei genitori su ciò in cui si crede.
E’ necessario accettare di lottare e di resistere a quell’accondiscendenza piuttosto vile che per evitare la noia delle discussioni e il peso dei malumori non ci si impegna a difendere e a proporre ciò che vale.
Un grande aiuto si trova vivendo qualche momento insieme con altre famiglie che si appassionano alle stesse battaglie.
Non dobbiamo dimenticare che siamo sempre e soltanto come quelli che gettano il seme: dobbiamo poi aver fiducia che sarà la terra a farlo germogliare e che saranno il sole e l’acqua del cielo a farlo crescere.
Dobbiamo aver fiducia che ciò che è buono, bello, di valore, ciò che può vincere la banalità, anche se costa , alla fine vince, produce frutti.
5. fare della famiglia il luogo della bellezza
La grossolanità è uno stile che si diffonde e forse non sempre opponiamo abbastanza resistenza.
Se appena si apre la televisione si riversano in casa come a cascata parole volgari, insulti offensivi, scene di cattiveria e di violenza; se percorriamo le strade della città spesso ci accompagnano segni di degrado e di male educazione …
Assediati da questo stile, il rischio è quello di arrendersi.
E’ importante non arrendersi.
La grossolanità è una forma di superficialità, un sintomo di resa, rivela una qualità mediocre di intelligenza e di interiorità.
Mi sembra che una certa consuetudine al raccoglimento, al silenzio e, ancor più, alla preghiera regali subito il fastidio della grossolanità e renda desiderabile la finezza.
E’ bello che in famiglia si impari un linguaggio bello, dove le parole comunicano sempre qualcosa di vero e di bello, dove i discorsi edificano
6. fare della famiglia il luogo della memoria fedele.
La famiglia come luogo dove si fa continuamente memoria della propria storia. La presenza di persone anziane, dei nonni aiuta molto.
La presenza di anziani è una casa abitata dalla fede vissuta, fatta di feste e di battaglie, di fatiche e di lutti … è come un riparo.
Dentro questa memoria possiamo deporre il peso del vivere che talora ci scoraggia e sentirsi abbracciati da un abbraccio fedele, che ci trasmette un poco dell’abbraccio di Dio.
7. fare della famiglia il luogo della correzione fraterna
Ogni famiglia vive la sua storia, custodisce i suoi segreti ..custodisce le scelte delle persone .. E le accompagna ..
La famiglia è il luogo dove si possono trovare le parole giuste da dire perché ognuno sia sempre richiamato, corretto, incoraggiato nel suo cammino..
Tante volte sarà necessario, prima di dire qualche parola, guardare il volto di Gesù che non ha condannato, né abbandonato nessuno..
Una piccola conclusione di Kahlil Gibran.
Che cosa è, maestro, il matrimonio?
Rispose:
Siete nati insieme e insieme rimarrete per sempre.
Starete insieme quando le bianche ali della morte dissolveranno i vostri giorni.
Sempre sarete insieme anche nella silenziosa memoria di Dio.
Ma che vi siano spazi nella vostra unione.
e lasciate che i venti dei cieli danzino sempre in mezzo a voi.
Amatevi l’un l’altro, ma non fatene dell’amore una prigione:
ci sia piuttosto un mare mosso tra le rive delle vostre anime.
Riempitevi a vicenda i bicchieri, ma non bevete mai da uno solo.
Ognuno dia all’altro del proprio pane,
ma non mangiate mai dalla stessa pagnotta.
Cantate e ballate insieme e state allegri ,
ma lasciate che ognuno di voi possa stare solo.
Come sole sono le corde del liuto,
anche se vibrano insieme della stessa musica.
Datevi i vostri cuori, ma l’uno non sia rifugio all’altro,
perché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.
State insieme, ma non troppo vicini:
perché le colonne del tempio stanno separate,
e la quercia e il cipresso non crescono mai l’una all’ombra dell’altro.