
Catechesi adulti:
UNA FAMIGLIA PER COMUNICARE, PER ACCOGLIERE
Una catechesi sulla famiglia,
24.01.2013
Chi ama scopre in se stesso un irrefrenabile bisogno
di intensificare sempre di più l’amore.
Chi ama desidera un amore sempre più grande, più bello, più gioioso.
Donarsi è raggiungere il segreto di Dio
e insieme il vero segreto dell’uomo.
(C. M. Martini)
Ascoltiamo S. Paolo nella lettera ai Colossesi ( 3,12-4,6)
S. Paolo scrive ai cristiani di Colossi. Noi, questa sera, leggiamo queste parole in riferimento alla famiglia e al rapporto uomo donna.
Voi siete il popolo di Dio. Egli vi ha scelti e vi ama.
Perciò abbiate sentimenti nuovi: di misericordia, di bontà, di umiltà, di pazienza e di dolcezza. Sopportatevi a vicenda: se avete motivo di lamentarvi degli altri, siate pronti a perdonare, come il Signore ha perdonato a voi.
Al di sopra di tutto ci sia sempre l’amore, perché è soltanto l’amore che tiene perfettamente uniti. E la pace di Cristo sia sempre nel vostro cuore.
A questa pace Dio vi ha chiamati tutti insieme.
Siate sempre riconoscenti.
Il messaggio di Cristo, con tutta la sua ricchezza, sia sempre presente in mezzo a voi. Siate saggi e aiutatevi gli uni gli altri a diventarlo.
Cantate a Dio salmi, inni e canti spirituali, volentieri e con riconoscenza.
Tutto quello che fate, parole e azioni, tutto sia fatto nel nome di Gesù, nostro Signore; e, per mezzo di Lui, ringraziate Dio, nostro Padre……
Quel che fate, qualunque cosa sia, fatelo volentieri, come per il Signore e non per gli uomini. Voi sapete che la vostra ricompensa è eredità che riceverete dal Signore. Perciò siate servitori di Cristo…
Chi invece fa il male dovrà subire le conseguenze della sue azioni, chiunque sia, perché Dio non fa preferenze di persone…..
Pregate senza stancarvi e non dimenticate mai di ringraziare Dio….
Sfruttate tutte le occasioni per comportarvi saggiamente….
Parlate sempre con gentilezza e intelligenza……
Che cosa ci dice questo brano?
1) S. Paolo esorta i cristiani di Colossi a vivere con quelle virtù che nascono dall’essere stati scelti e amati da Dio.
2) Sono virtù che si riassumono nell’amore: Al di sopra di tutto vi sia sempre l’amore, perché è soltanto l’amore che tiene perfettamente uniti.
3) Alla luce dell’amore i rapporti devono essere ricchi di quella misericordia che è tenerezza e che sa compatire; ricchi di bontà generosa, di umiltà, di mansuetudine, di dolcezza, una dolcezza che non giudica severamente gli altri; ricchi di pazienza longanime …
4) Quando si avesse motivo di ritenersi offesi e di lamentarsi nei riguardi degli altri, si sappia dare all’amore la dimensione della sopportazione vicendevole e della prontezza al perdono, sull’esempio e a motivo del Signore.
5) Da questi atteggiamenti profondi e costanti nasce quella pace che è dono di Cristo e che caratterizza, interiormente ed esteriormente, le condizioni di vita dei cristiani.
6) Per alimentare, per mantenere e crescere in questo fervore e fuoco di amore, c’è da una parte il richiamo costante alla Parola di Dio, che sia sempre presente in famiglia, e dimori abbondantemente nella casa, e dall’altra, la preghiera incessante.
Quale messaggio per le nostre famiglie?
Alla luce di questa Parola di Paolo tentiamo di fare qualche riflessione sulle nostre famiglie per riscoprire la famiglia come un luogo dove sia possibile sperimentare un’accoglienza e una comunicazione concreta.
Ecco alcune indicazioni sulle quali sarebbe bello confrontarsi:
1. La famiglia luogo del riposo, della sosta
Che la nostra vita sia spesso di corsa e spesso anche affannata, che si faccia fatica a parlarsi, a dialogare … ne facciamo tutti esperienza.
Il ritorno in famiglia, lo stare in famiglia, deve diventare il momento in cui tu ti senti al sicuro, riscopri la gioia dello stare insieme, del volersi bene, del dialogare. Essere accoglienti impegna a fare del proprio cuore come una “comoda poltrona” in cui l’altro possa sedersi, rilassarsi, sentirsi a suo agio, capito, ascoltato, accolto. Amare qualcuno significa leggerlo. Significa saper leggere tutte le frasi che sono nel suo cuore (C. Bobin)
Occorre coltivare due dimensioni nella famiglia:
1) La famiglia dove vivere la prossimità di Dio
Là dove ci sono due o tre persone che si amano il Signore è presente. (Mt. 18,18). “Le mie idee cambiano quando prego” (Bernanos).
Pregare è respirare l’amore di Dio. La preghiera insieme insegna a comprendersi, a essere fedeli, a perdonarsi, a ricominciare, ad amare come amava Gesù.
Quando si prega insieme i legami diventano molto più forti.
Soprattutto il Signore con il Sacramento del Matrimonio ha deciso di legarsi e di abitare per sempre nella vita dell’uomo e della donna.
Nella famiglia è importante essere l’uno per l’altro segno concreto, richiamo della presenza e della prossimità di Dio che ama in modo totale, unico, tenero, e fedele.
2) La famiglia dove l’amore reciproco è stile di vita
Amore vuol dire buon accordo, buona intesa, serenità reciproca, capacità di sorridere, di comprendere, di dare corda al discorso altrui, assenza di pregiudizi reciproci, superamento delle distanze, delle reticenze, delle diffidenze, dei momenti lunatici...
Amore dice tenerezza in tutte le sue molteplici e realistiche sfaccettature, comunione profonda, comprensione vicendevole, confidenza su ogni evento bello o triste, sincerità disarmata e cordiale, rispetto totale e talvolta anche capacità di silenzio.
Dice il saggio: Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti, azioni. Non credere che lo sappia già. Forse ti sembrerò imbarazzata/o e negherò di averne bisogno. Ma tu non credere, fallo lo stesso.
2. La famiglia luogo della consolazione
La famiglia è il luogo dove ognuno impara a accettare e a vivere la propria vita di ogni giorno.
La famiglia è il luogo dove le situazioni si sdrammatizzano, dove si impara l’arte del sorridere, del non darsi troppa importanza, dell’esprimere gratitudine per ogni attenzione che si riceve.
La famiglia è il luogo dell’incoraggiamento, dove si insegna che ci sono molte ragioni di gratitudine e di bontà. E’ il luogo dove si impara a guardare la vita dalla parte della speranza.
3. La famiglia luogo dove andare contro corrente
La famiglia è il luogo dove impari che vale la pena di lottare e di fare qualche fatica e di sostenere qualche malumore, di resistere a qualche capriccio per difendere gli spazi dell’intelligenza, la finezza dell’originalità, la priorità di alcuni valori.
La famiglia è il luogo dove impari a fare ordine nella vita, a stabilire quali sono le cose che contano, quelle irrinunciabili.
I figli apprezzano la fermezza dei genitori su ciò in cui si crede.
Ci sono momenti di famiglia ai quali si deve essere presenti, come ci sono luoghi e momenti di comunità che non si devono disertare ….
E’ necessario accettare di lottare e di resistere a quell’accondiscendenza piuttosto vile che per evitare la noia delle discussioni e il peso dei malumori non si impegna a difendere e a proporre ciò che vale.
Un grande aiuto si trova vivendo qualche momento insieme con altre famiglie che si appassionano alle stesse battaglie.
Non dobbiamo dimenticare che siamo sempre e soltanto come quelli che gettano il seme: dobbiamo poi aver fiducia che sarà la terra a farlo germogliare e che saranno il sole e l’acqua del cielo a farlo crescere.
Dobbiamo aver fiducia che ciò che è buono, bello, di valore attira con un fascino che può vincere la banalità, dare gioia, appassionare e produrre frutti.
4. La famiglia luogo della bellezza
La grossolanità, la banalità, la superficialità è uno stile che si diffonde e forse non sempre opponiamo abbastanza resistenza. Se appena si apre la televisione ti si riversano in casa come a cascata parole volgari, insulti offensivi, scene di cattiveria e di violenza; se percorri le strade della città spesso ti accompagnano segni di degrado e di male educazione …
Assediati da questo stile, il rischio è quello di arrendersi.
E’ importante non arrendersi.
La grossolanità è una forma di superficialità, un sintomo di resa, rivela una qualità mediocre di intelligenza e di interiorità.
Mi sembra che una certa consuetudine al raccoglimento, al silenzio e, ancor più, alla preghiera, regali subito il fastidio della grossolanità e renda desiderabile la finezza.
E’ bello che in famiglia si impari un linguaggio bello, dove le parole comunicano sempre qualcosa di vero e di bello, dove i discorsi edificano
5. La famiglia luogo della memoria fedele.
La famiglia come luogo dove si fa continuamente memoria della propria storia, delle proprie radici.
La presenza di persone anziane, dei nonni aiuta molto
La presenza di anziani è una casa abitata dalla fede vissuta, fatta di feste e di battaglie, di fatiche e di lutti … è come un riparo.
Dentro questa memoria possiamo deporre il peso del vivere che talora ci scoraggia e sentirsi abbracciati da un abbraccio fedele, che ci trasmette un poco dell’abbraccio di Dio.
6. La famiglia luogo della correzione fraterna
Ogni famiglia vive la sua storia, custodisce i suoi segreti ..custodisce le scelte delle persone .. E li accompagna ..
La famiglia è il luogo dove si possono trovare le parole giuste da dire perché ognuno sia sempre richiamato, corretto, incoraggiato nel suo cammino..
Tante volte sarà necessario, prima dire qualche parola, guardare il volto di Gesù che non ha condannato nessuno..
Proviamo a riflettere e a confrontarci su questi punti
Una piccola preghiera
Signore, ti rendiamo grazie
per le nostre famiglie.
Facci capaci di un amore forte, tenero,
nuovo ogni giorno,
sempre pronto al perdono.
Fa’ che la nostra sia una famiglia
aperta al Tuo sogno su di noi,
al Tuo Vangelo, ai bisogni
delle altre famiglie,
alla comunità parrocchiale.
Maria, Tua Madre, ci custodisca. Amen
UN DECALOGO PER LA FAMIGLIA:
come una bussola
Donarsi è raggiungere il segreto di Dio
e insieme il vero segreto dell’uomo
(C. M. Martini)
1) Tenere Dio in casa come ospite fisso.
Sfrattare Dio da casa sarebbe uno degli sbagli più gravi.
Dio unisce, Dio fortifica.
Dio è l’unica garanzia che neanche la morte ci potrà separare.
2) Pregare insieme
“Le mie idee cambiano quando prego”
(Bernanos).
Pregare è respirare l’amore di Dio.
La preghiera insieme insegna a comprendersi, a essere fedeli, a perdonarsi, a ricominciare, ad amare come amava Gesù.
Quando si prega insieme in famiglia, i legami diventano molto più forti, molto più difficili da spezzare.
3) Guardare in positivo.
Bisogna guardare in positivo per guardare la famiglia, le persone, la vita con gli occhi della speranza e cercare di cogliere e far emergere le doti, i desideri, i sogni, le aspirazioni di chi vive con noi, prima delle sue mancanze o dei suoi limiti.
4) Sedersi: fermarsi, dialogare, darsi tempo.
Bisogna essere accoglienti, avere il cuore come una “comoda poltrona” in cui l’altro possa sedersi, rilassarsi, sentirsi a suo agio, capito, ascoltato, accolto.
Amare qualcuno significa leggerlo. Significa saper leggere tutte le frasi che sono nel suo cuore
(C. Bobin)
5) Tacere.
Tanti cortocircuiti nascono perché la lingua parla quando è troppo calda.
Occorre lasciare passare del tempo, poi si può parlare.
6) Sorridere.
Il sorriso è un magia.
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso
(Pablo Neruda)
7) Mettere la fantasia al potere.
Un fiore, un regalo, un invito a cena fuori … arrivare prima a casa, avvisando … per dire no all’abitudine e alla monotonia.
“L’abate stava a sedere sul treno,
in faccia aveva un uomo e una donna di mezza età,
così indifferenti l’uno all’altra da far pensare che fossero sposati”
( Bruce Marshall)
8) Coltivare la tenerezza.
Ascolta il saggio che dice:
Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti, azioni.
Non credere che lo sappia già.
Forse ti sembrerò imbarazzata/o e negherò di averne bisogno.
Ma tu non credere, fallo lo stesso.
9) Perdonare.
Il perdono non è debolezza, il perdono è l’amore umano che si fa divino. Il perdono risveglia la scintilla di amore che è nascosta in ogni uomo. Il perdono ci rende leggeri, nuovi.
10) Tenere le porte aperte agli altri.
Quando il mondo di una famiglia arriva solo fin dove arriva l’uscio di casa, allora si finisce di morire di asfissia; si disimpara ad amare, dimenticando che i simboli del cristiano, quelli della Pentecoste, non sono le pantofole e la camomilla, ma il vento e il fuoco.
L’amore è l’unica cosa che più se ne consuma, più aumenta
(Morris West)
don Enrico