
Catechesi adulti:
SE ESISTE L'AMORE,
ESISTE DIO
28 maggio 2013 - Preparazione alla Festa degli anniversari di matrimonio
“Grazie, ti amo!” e “Scusa!”
Ci prepariamo alla festa degli anniversari di matrimonio.
È una occasione bella per rileggere la propria storia, per dire grazie, perché è un dono prezioso essere una cosa sola per sempre.
L’amore è quel dono che ti fa scaturire dal cuore il grazie vero.
L’amore rende bella la vita.
L’amore colora la vita con i colori dell’arcobaleno.
L’amore dà alla vita una dimensione di eternità.
L’amore non muore mai, perché l’ amore viene da Dio, l’amore ci rende simili a Dio.
Noi amiamo perché Dio ci ha amato e ci ama per primo.
L’amore è il sole della vita.
Un amore non può restare fresco, tenero, tenace per tanti anni se non vive le due parole fondamentali del vocabolario della vita, e del vocabolario cristiano.
Le parole sono: “Grazie , ti amo!” e “Scusa”.
Lasciarsi amare non è meno difficile che amare.
Ci si ama anche quando si sa ricevere l’amore, anche quando si sa dire “grazie”.
Dove non c’è gratitudine il dono è perduto
L’amore non è solo ciò che tu puoi dare all’altro, ma l’amore è anche capacità di ricevere dall’altro, di dirgli “grazie”, di dirgli la gioia di esistere perché ti ama, di dirgli “grazie” perché lui esiste.
La Parola più bella che in un rapporto di amore ci si può dire è:
grazie di esserci, grazie di esistere,
la tua vita è importante per me e io esisto perché tu esisti
Per molti, oggi, il matrimonio cristiano è una follia.
Ha scritto Guido Ceronetti, un giornalista scrittore: La coppia fissa è una delle invenzioni più tetre, è una gabbia iniqua.
Anche Montaigne, filosofo e scrittore, era solito dire:
Il matrimonio è come una gabbia:
quelli che stanno fuori fan di tutto per entrarvi;
quelli che son dentro fan di tutto per uscirne.
Invece per noi cristiani il matrimonio
cioè "essere una cosa sola per sempre" è una buona notizia,
è Vangelo: è il sogno di Dio su ogni coppia.
Un uomo e una donna chiesero a Dio: "Cos’è il matrimonio?
Dio rispose: "Un bel legame tra noi tre"
Il matrimonio cristiano può e deve essere – se stanno le parole di Gesù: "Cielo e terra passeranno ma le mie parole non passeranno" –
una Buona Notizia anche per le coppie di oggi.
Il matrimonio "per sempre" deve diventare e restare il massimo per una coppia perché racconta coi fatti di tutta una vita che è rimasto indimenticabile e determinante nella vita di coppia quello che si è detto il giorno del matrimonio, stringendosi la mano destra:
Io prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia
e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Quello stringersi la mano destra deve essere la cifra, l’icona fino alla morte, l’icona di tutta la vita.
Mi piace molto vedere le coppie, anche quelle avanti negli anni, che camminano per le strade tenendosi per mano … e soprattutto affascinano alcune splendide strette di mano della coppia: le strette di mano ora sempre più frequenti in sala parto – bellissima possibilità ed esperienza! – o le strette di mano dolcemente forti e malinconiche sul letto di morte, dove è un dirsi ancora una volta: insieme e uniti a Dio vinceremo anche la morte.
Nell’amore due persone alzano le mani insieme
per afferrare una cosa che, se fossero separate,
non riuscirebbero a raggiungere
(Gibran, Lettere d’amore)
ALCUNI ATTEGGIAMENTI DA COLTIVARE
per un matrimonio felice e duraturo
1.Un amore che resti eccessivo
La parola magica dell’amore è "tu".
Così c’era scritto su un muro: "Ti amissimo by Enzissimo".
In italiano non è molto felice, ma rende molto bene.
Ma per un matrimonio duraturo meglio un "amissimo" che i troppi "ti voglio bene, ma non so se ti amo", oggi purtroppo di moda.
Un "amissimo" può offendere la grammatica, ma canta la gioia del cuore. Mi sto sempre più convincendo che solo un amore grande ed eccessivo fa felici ed è capace di durare nel tempo.
È il miracolo dell'amore.
Quel miracolo che ti fa scoprire che ciò che è più "mio" – il volto, il nome, il corpo - non è, non esiste senza un "tu".
Quel miracolo che ti fa capace di affrontare la bellezza e la durezza del quotidiano, i figli, la sofferenza, il dolore, la malattia...
Quel miracolo che ti fa capace di perdonare, di ricominciare...
Quel miracolo che ti fa capace di fantasia e creatività...
Che cos'è l'amore? Volete imprigionare la luce? Vi sfuggirà tra le dita".
(Pavel Endokimov teologo e filosofo russo)
2. Un’umiltà che si fa preghiera
Occorre, però, tanta umiltà, perché è difficile amare.
In amore non ci sono pianure: o si sale o si scende.
L’amore è un percorso quotidiano, come la libertà.
E il quotidiano è un maestro severissimo che ci mette a dura prova, che mette a dura prova qualunque ideale di vita, anche il mio ideale di vita.
Occorre tanta umiltà, perché il nostro amore è tanto fragile e lo sappiamo.
L’amore è tanto fragile per questo occorre pregare, tutti i giorni, da soli e come coppia; occorre essere tanto fedeli all’Eucarestia domenicale, grande pilastro, matrice, grembo della vita di ogni cristiano e di ogni coppia.
L’Eucarestia con la sua serietà di un patto di sangue e con la sua bellezza di un rapporto d’amore è il cibo domenicale della coppia cristiana.
3. Un ascolto che si fa dialogo
Dico un raccontino un po’ umoristico, ma vero.
È un apologo di origine ebraica pubblicato su una rivista americana.
- E’ vero che il matrimonio – domanda il figlio al padre – modifica la personalità? - Risponde il padre: "Certo figliolo!
Prima di sposarci, io parlavo e tua madre mi ascoltava affascinata. Qualche tempo dopo le nozze, era lei che parlava e io ascoltavo. Adesso parliamo tutti e due insieme e sono i nostri vicini che ascoltano.
L'amore è un'arte e chi ama deve imparare, ogni giorno un po' di più, con un allenamento senza fine.
E più ci si "allenerà" nell'arte dell'amore, nell'arte dell'incontro, più si scoprirà che il cammino verso l'altro, verso la sua conoscenza, non finisce mai: l'altro resta e resterà sempre l'altro, resta e resterà sempre un mistero, anche dopo il rapporto più intimo.
4. Un cuore occupato dall’altro
Ha scritto il poeta Karol Wojtyla in "Pietra di luce":
Amare è camminare con l’immagine della persona amata negli occhi e nel cuore. Vuol dire vegliare questo amore col quale sono amato e scoprire la sua divina e umana bellezza.
Nessuno è così legato come chi ama,ma nessuno è così libero come chi ama.
Un uomo si può mettere nelle mani di qualcuno
solo quando l'amore è tanto grande
che il risultato di questo abbandono è la libertà totale.
(Gibran)
Si è talmente "occupati" dall'altro, dall'altra che l'amore si fa invulnerabile.
L'altro ha messo radici talmente profonde nel cuore, nell'anima di chi ama, che non lo puoi perdere mai. Che non lo puoi ferire senza ferire te.
Non nasce in un'ora il vero amore; né da scintille a comando sulla pietra.
Nasce, invece, lento e si propaga dopo una lunga complicità che lo rafforza. Solo così diventa invulnerabile alla noia e agli abbandoni.
La fedeltà è il nome maturo, bello, sereno dell’amore.
Fedeltà è il non poter essere diversi, perché occupati dall’altro, perché segnati nel cuore, negli occhi e nel corpo dall’altro.
5. Non dimenticate l’ombrello rosso
Un racconto per finire:
Lui era un giovane studioso e serio, lei una ragazza bella e saggia. E si amavano. Prima di partire per il servizio militare, lui volle farle un regalo. Un regalo che le ricordasse il suo amore. Doveva però fare il conto con le finanze, già messe a dura prova dai libri dell’Università.
Girò per negozi e grandi magazzini. Dopo mille "prendi e posa" si decise. Acquistò un enorme ombrello di un bel rosso vivo.
Sotto quel grande ombrello rosso i due ragazzi si diedero il primo addio, si scambiarono la promessa di amore eterno, decisero di sposarsi.
Nella nuova casa, l’ombrello finì nello sgabuzzino.
Passarono gli anni, arrivarono due figli, le preoccupazioni, qualche tensione di troppo, la noia, i silenzi troppo lunghi.
Una sera, seduti sul divano, lui e lei sbadigliavano davanti alla tv. Lei improvvisamente si alzò, corse allo sgabuzzino e dopo un po’ tornò con l’ombrello rosso. Lo spalancò e una nuvoletta di polvere si sparse nell’aria. Poi si sedette sul divano con l’ombrello rosso spalancato. Dopo un lungo istante, lui si accoccolò accanto a lei sotto il grande ombrello.
Si abbracciarono teneramente.
E ritrovarono tutti i sogni smarriti sotto la polvere dei giorni.
(Bruno Ferrero)
Auguro a tutte le coppie presenti di non dimenticare mai il loro ombrello rosso, cioè di saper tornare alle proprie radici, di restare fidanzati ( vuol dire affidarsi, far credito sull’altro) tutti i giorni della loro vita e di sentirsi sempre alunni appassionati del maestro di Nazareth, il Signore Gesù
maestro insuperabile di un vero amore.
don Enrico