
Scuola della Parola
Maria, donna dell'ascolto
e della memoria
Per la festa della Madonna del Carmine
14.07.2016
Preghiera
Santa Maria, Madre tenera e forte,
nostra compagna di viaggio sulle strade della vita,
ogni volta che contempliamo le cose grandi
che l’Onnipotente ha fatto in te,
proviamo una così viva malinconia per le nostre lentezze,
che sentiamo il bisogno di allungare il passo per camminarti vicino.
Asseconda, pertanto, il nostro desiderio di prenderti per mano,
e accelera le nostre cadenze di camminatori un po’ stanchi.
Divenuti anche noi pellegrini nella fede,
non solo cercheremo il volto del Signore,
ma, contemplandoti quale icona della sollecitudine umana
verso coloro che si trovano nel bisogno,
raggiungeremo in fretta la “città”
recandole gli stessi frutti di gioia
che tu portasti un giorno a Elisabetta. ( Tonino Bello)
Leggiamo il Vangelo di Luca, 10,38-42:
38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
E Luca 2,18-19.51-52:
18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
51Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Per introdurci
In queste sere, in preparazione alla festa del nostro Santuario. vogliamo guardare alla Madonna e contemplarla nella sua singolarità, nella sua quotidianità. Vogliamo cercare di apprendere da Maria, dalla sua vita quotidiana, dai suo gesti, dalle sue parole, dai suoi sentimenti, qualche frammento di vita bella, imparando da lei a non vivere senza mistero, ad abitare la nostra terra amando le cose di ogni giorno, dilatando le relazioni, salvando lo stupore della fede, essere contenti del dono della vita.
L’attenzione verterà sull’umanità di Maria e sulla sua vita reale, non sui privilegi, ma sulle virtù nascoste, non sullO straordinario, ma sul feriale, sui trent’anni con Gesù a Nazareth, perché in quella casa e in quell’atmosfera ci sono le radici nascoste della Chiesa.
È nella vita quotidiana, feriale che si gioca la maggior parte della nostra esistenza e il Vangelo ha parole importanti da dire sulla ferialità della nostra vita.
Il cristianesimo deve essere significativo non solo nelle occasioni straordinarie, ma soprattutto nella nostra vita di ogni giorno: nei giorni di festa e in quelli delle lacrime, nei figli prodighi e in quelli che ritornano, quando Caino si arma di nuovo e quando si è in pace, quando l’amore dà gioia e riempie la vita e quando invece sembra finito e ci si separa; quando si vive una vecchiaia serena e quando l’anziano perde il senno e la salute …
La capacità dell’ascolto
Questa sera guardiamo a Maria e rifletteremo sull’ascolto.
Ci sarebbe molto da dire su questa parola chiave che caratterizza tutta la tradizione del popolo ebraico: “Ascolta, Israele!”
A noi può essere utile leggere il testo del Vangelo di Luca dove è descritta la capacità dell’ascolto di Maria di Betania, tanto simile a Maria di Nazareth.
Uno sguardo al Vangelo di Luca 10,38-42.
Gesù è in viaggio verso Gerusalemme.
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio …
Tutto il camminare di Gesù va verso Gerusalemme, la città della Cena, della Croce, della Risurrezione.
Il viaggio verso Gerusalemme è il simbolo della nostra stessa vita di Fede.
Mentre Gesù è in viaggio verso Gerusalemme avviene l’episodio dell’ospitalità di Maria di Betania in cui viene sottolineata la centralità dell’ascolto della Parola.
Nel vangelo di Luca questo episodio segue immediatamente il racconto del cammino di un uomo che da Gerusalemme va a Gerico: la parabola del buon samaritano. Essa termina con le parole: Va’ e anche tu fa’ lo stesso, cioè agisci, muoviti, opera.
Perché non appaia che il “fare” sia un fare qualunque bensì un “fare” che nasce dal profondo, S. Luca riporta subito l’episodio dell’ascolto di Maria.
Si tratta di un unico insegnamento: il racconto del buon samaritano e quello di Maria che ascolta Gesù sono volutamente collegati per permetterci di cogliere l’unità del fare e dell’ascoltare.
Gesù più avanti (Luca 11,28) dirà: Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica
L’ascoltare e insieme l’osservare costituiscono la pienezza dell’uomo.
Il punto di arrivo dell’episodio di Maria di Betania è la parola di Gesù: Maria si è scelta la parte migliore.
C’è però una premessa che fa da sfondo al racconto: Maria …, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua Parola.
Soffermiamoci un istante su questa descrizione.
Sedutasi ai piedi di Gesù
È una espressione che indica l’essere discepoli di qualcuno, scegliere qualcuno come maestro.
Maria si fa discepola di Gesù, si mette pubblicamente alla sua scuola, con i Dodici.
È facile, allora, comprendere lo scandalo: è un gesto esplosivo. Maria, una donna, osa mettersi insieme con i discepoli più intimi del Signore, per essere anche lei discepola. Questa donna, invece di stare in cucina, va a scuola di Gesù.
Che cosa crede di essere? Che cosa vuol diventare?
Possiamo comprendere il nervosismo di Marta.
Maria ascoltava, il verbo all’imperfetto indica che Maria perseverava nell’ascolto.
Le Parole di Gesù
In Luca 10,23 si dice: Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete, vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono.
Nessuno fino allora aveva parlato a Maria della bellezza della sua vita …
La ricchezza dell’ascolto che Maria stava vivendo, era un ascolto che la spiegava, faceva luce sulla sua vita. Maria nell’ascolto della Parola di Gesù capisce qual è il segreto della sua vita.
Maria di Betania diventa come Maria di Nazareth che, ascoltando l’angelo Gabriele, capisce chi è Dio e capisce chi è lei stessa; diventa come i pastori che, ascoltando i messaggeri celesti, comprendono che Dio è grande in cielo, ma che c’è anche pace sulla terra e che questa pace è per noi.
Maria di Nazareth entra nella storia mentre è in ascolto di un angelo e traccia il primo passo per chi vuole entrare in un rapporto vero con Dio e con il suo disegno.
Maria ci insegna l’arte dell’ascolto.
Il più alto raggiungimento in questa vita è rimanere in silenzio e far si che Dio parli e operi internamente. ( Meister Eckhart)
È necessario molto silenzio per ascoltare lo stupefatto silenzio di Dio.
Ecco il mistero di ogni uomo e di ogni donna che si mettono ad ascoltare seriamente la Parola di Dio: Capisco Te, o mio Dio, e capisco me. Tu ti riveli a me e riveli me a me stesso.
Maria, seduta ai piedi di Gesù ad ascoltare la sua Parola è immagine dell’uomo che si auto-comprende, che comprende sé nell’ascoltare Dio.
Aprendoci all’ascolto di Dio gratuito e benevolo noi impariamo che siamo ascolto, dono e ci realizziamo nella gratuità.
Ascolto e memoria
Ma l’ascolto non si esaurisce nell’’atto di ascoltare la Parola, il Vangelo. L’ascolto si prolunga nella memoria che richiama, coordina, intuisce, comprende fino a scoprire il significato della Parola rivolta a me, alla mia storia.
La Parola ha bisogno di ascolto e di memoria perché i singoli momenti dell’ascolto diventino un insieme che ha senso.
Maria è donna dell’ascolto e della memoria
La memoria è uno dei fondamentali atteggiamenti per capire l’uomo.
L’uomo rimane se stesso e cresce come persona grazie alla memoria, all’ascolto prolungato.
È questa la caratteristica di Maria di Nazareth: (Lc. 2,18-19.51-52:
Maria da parte sua serbava tutte queste cose (parole) nel suo cuore ….
Maria viveva la memoria degli eventi e del loro senso.
Da Nazareth alla croce, Maria vive l’ascolto prolungato nella memoria, per questo può entrare nella comprensione del piano di Dio su di lei e sull’intera storia umana.
Per l’uomo non c’è altra via per sfuggire alla frustrazione, alla casualità, al sentirsi un numero, di valere poco o niente, di non conoscere la propria identità, se non con l’ascolto perseverante, prolungato nella memoria che dà senso agli eventi della nostra vita come parte di un discorso di Dio in cui ritroviamo il nostro posto, la nostra importanza, la nostra fortuna, la grandezza di essere più grandi di quei profeti e di quei re che hanno desiderato vedere e non hanno visto, hanno desiderato toccare e non hanno toccato.
L’ascolto prolungato nella memoria della Parola di Dio è la roccia della nostra certezza.
Questa Parola ascoltata in una memoria prolungata per ciascuno di noi è possibile e dà luce alla nostra vita.
Qualche domanda
Il silenzio prepara il terreno su cui cade il seme della Parola.
È necessario l’esercizio dell’ascolto per ricuperare il senso di Dio che non si rivela per forza, ma per amore, quindi nella dolcezza, nel silenzio.
È sempre una sfida per l’uomo il coraggio di entrare nel silenzio
La capacità di vivere un po’ del silenzio interiore connota il vero credente e lo stacca dal mondo dell’incredulità
La nostra vita potrebbe riempirsi di luce al contatto prolungato e attento con la Parola ... ( Martini)
* Quali sono i momenti di ascolto serio della Parola, nella mia giornata?
* Esercito la memoria dell’ascolto così necessario per capire il senso dell’insieme degli eventi della mia vita? e la storia in cui ci troviamo a vivere?
Preghiera
Maria, tu che sei la donna della riconciliazione,
guidaci per le strade della verità,
rendici capaci di donare ciò che gratuitamente abbiamo ricevuto,
aiutaci a contemplare il cammino
che lo Spirito del tuo Figlio Gesù fa compiere alla nostra Chiesa,
metti nel nostro cuore e sulle nostre labbra l’inno di riconoscenza
e di lode al Padre da cui tutto discende e a cui tutto tende ( Martini)