
Scuola della Parola
L'ho scelto per me: Dio cambia il cuore
SCUOLA DELLA PAROLA N. 5
Sugli Atti degli Apostoli 21.05.2015
Introduzione
Questa sera vogliamo leggere insieme la conversione di Saulo.
Leggiamo Atti 9,1-19
(Cfr. testo biblico)
1. Cosa dice a noi e alla nostra comunità questo episodio?
Saulo spirava minacce e stragi.
1) Tre figure in un unico sguardo.
Prima di entrare nella lettura del brano è necessaria una premessa per collocare il racconto della conversione di Paolo dentro il grande disegno di salvezza che lo Spirito sta compiendo attraverso l’annuncio del Vangelo.
Come abbiamo detto, meditando la conversione dell’Etiope in At. 8,26-40, S.Luca, in questa parte del libro degli Atti, ci presenta tre figure che si aprono alla fede in Gesù risorto: un proselito, il funzionario etiope, un ebreo osservante, Saulo, e un pagano dal cuore disponibile, Cornelio. per dire che l’annuncio del Vangelo è per tutti, intende raggiungere tutti.
2) Saulo e Anania
Il racconto della conversione di Saulo è articolata in due grandi scene: la prima descrive la crisi di Saulo, la seconda descrive la figura di Anania e della comunità cristiana che accoglie e battezza.
La Parola del Vangelo e l’incontro con il Signore Gesù sono in grado di cambiare non solo il cuore di chi è lontano e ostile, ma anche di chi è vicino e apparentemente disponibile alla Parola di Dio.
Da una parte Saulo, il fariseo, “troppo” religioso, quindi ostile e dall’altra Anania, il discepolo miope, resistente. Sono due situazioni che domandano un cambiamento, domandano un cammino di conversione.
3) Saulo, il fariseo
Il primo personaggio che Luca mette in scena è Saulo. Ce lo presenta a tinte forti per far risaltare ancora di più il cambiamento a cui andrà incontro.
Di Saulo S. Luca ne ha già parlato: una prima volta nel racconto del martirio di Stefano: “Saulo è colui che custodisce i mantelli dei lapidatori e ne approva l’uccisione” ( At.7,58 e At. 8,1); una seconda volta nel racconto della persecuzione scoppiata a Gerusalemme subito dopo l’uccisione di Stefano: “Saulo, cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere” ( At.8,3)
Saulo è un uomo mosso da profonde passioni, da una fede nel Dio dei Padri che lo porta addirittura ad azioni violente, senza scrupolo alcuno.
Assomiglia a quelle figure di fuoco dell’Antico Testamento come il profeta Elia che, pieno di zelo, fa strage dei profeti servitori di Baal e quasi si arrabbia con Dio perché, secondo lui, non lo sostiene abbastanza ( 1Re 18-19)
S. Luca, con questa descrizione, vuole sottolineare ancora di più il cambiamento radicare che sulla via di Damasco porterà Saulo e diventare Paolo. Saul, il primo dei grandi re di Israele, diventa Pavulus, che significa piccolo, servo di coloro che aveva cercato di distruggere.
4) Quelli appartenenti alla Via
I credenti in Cristo vengono chiamati (At.9,2): appartenenti alla Via.
È una definizione molto significativa, perché quella di Gesù non è una dottrina, un sapere per pochi iniziati, è piuttosto una via da percorrere, un cammino di sequela dietro all’unico Maestro. Con questa definizione si mette in evidenza il carattere dinamico delle fede: scegliere il Signore, convertirsi a Lui, significa rimettersi in movimento, seguirlo sulla via da Lui tracciata.
Non per niente le vicende che S. Luca narra, accadono lungo la via, quella di Damasco che Saulo sta percorrendo. Lungo la via, il Signore lo sta attendendo.
All’improvviso una luce dal cielo
1) All’improvviso
All’improvviso esprime soprattutto la sorpresa per l’accadere di qualcosa totalmente inaspettato, qualcosa che supera l’orizzonte solamente umano.
L’agire di Dio nella storia è sempre inaspettato, imprevedibile, oltre i nostri pensieri e le nostre aspettative. “Le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri”( Is. 55,9). Dio è sempre capace di sorprenderci.
Dio non ha mai smesso di cercare l’uomo, di volerlo come suo alleato.
2) L’incontro con Gesù
Quello che avviene sulla via di Damasco è un incontro personale tra Saulo e Gesù. Un incontro voluto e cercato proprio dal Signore, un incontro come i tanti che Gesù ha fatto durante la sua vita terrena: come quello presso il pozzo di Giacobbe con la donna samaritana, o come quello fatto mentre attraversava la città di Gerico con Zaccheo … Gesù nei suoi tanti incontri cerca, attende, dialoga, provoca. Oggi continua a farlo anche con tutti noi.
Il Signore risorto è ancora in giro, percorre le nostre vie e cerca ogni uomo.
Per tutti c’è una chiamata alla sequela e alla missione.
3) Saulo perché mi perseguiti.
Saulo è chiamato per nome; è conosciuto dal Signore. Il Signore mette Saulo davanti alla sua responsabilità, lo provoca perché renda ragione delle sue scelte, dei suoi atteggiamenti ostili, violenti: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Più che una accusa è un accorato invito a riflettere, come se dicesse: “Prova a chiederti perché ti stai comportando così!.” Dio non è vendicativo nei confronti di chi sbaglia, ma invita sempre a ravvedersi., a prendere la strada giusta.
Gesù si identifica con i suoi discepoli. Lo aveva detto: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” ( Mt. 25,40). Gesù è il vero destinatario del bene che facciamo, ma anche del male: Gesù si identifica con i suoi, è con noi sempre, fino alla fine. Mt. 28,20)
Per tre giorni rimase cieco
Saulo, l’uomo forte e minaccioso che percorreva la via di Damasco agitando stragi, entra in città tenuto per mano da un altro, completamente cieco.
L’incontro con il Signore non lascia le cose come prima. Saulo si ritrova a rompere con il suo passato. Per tre giorni non prese cibo né bevanda. Saulo è come un morto. Come nel racconto della passione di Gesù, Saulo per tre giorni si trova nel sepolcro del buio di una cecità improvvisa.
Per tre giorni: tre giorni significa un tempo, possono essere tre mesi, anche tre anni, cioè il tempo necessario perché ciò che deve maturare arrivi a pienezza.
Nel silenzio e nel buio della crisi, Saulo non è abbandonato a se stesso. Il Signore Gesù che lo ha chiamato per nome, non rimane là sulla via di Damasco, ma entra con Saulo in città e gli offre fin da subito una via d’uscita, gli indica il passo da fare verso la possibile risurrezione. “Tu alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.
C’era a Damasco un discepolo
1) Il discepolo Anania
La via d’uscita ha un nome: il discepolo Anania che nel racconto rappresenta la comunità ecclesiale. È Anania, ma concretamente è una comunità che accoglie e introduce alla vita cristiana Saulo e quelli che il Signore continuamente chiama al servizio del suo Regno.
Anche Anania, come Saulo, è chiamato per nome, anche lui riceve indicazioni precise su ciò che il Signore si attende da lui. C’è qualcosa che accomuna Saulo e Anania. Le indicazioni che Anania riceve sono molte precise: “Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale di nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando …”
Il Signore guida la sua Chiesa,
Il Signore non fa mancare le sue indicazioni attraverso vie diverse
La risposta di Anania all’inizio sembra carica di prontezza e disponibilità: “Eccomi, Signore!”, poi, di fronte a quello che il Signore gli chiede, Anania mostra tutta la sua perplessità e le sue forti resistenze. Il discepolo Anania cerca di far presente al Signore che ci deve essere un equivoco, cerca di spiegare che tipo di personaggio è questo Saulo di Tarso, un uomo pericoloso, uno di cui è meglio non fidarsi: Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ”. Anania non ha la minima intenzione di fare ciò che gli è stato chiesto … Sono le resistenze del discepolo, il suo non essere disponibile a fare la volontà di Dio a percorrere le strade che il Signore indica.
Le strade di Dio sono diverse dalle nostre, strade che noi non avremmo mai pensato
Anania è l’immagine del discepolo e della comunità cristiana fatta di gente di buon senso, ma spesso miope, che sta sulla difensiva. Mentre noi giochiamo in difesa, sembra che il Signore preferisca giocare all’attacco.
Va’, egli è lo strumento scelto per me
1) Il Signore conosce il cuore dell’uomo
Dio fa le sue scelte e le rivela ai suoi. Saulo è lo strumento scelto per me. Anania credeva di sapere chi fosse Saulo, ma lo conosceva solo in parte.
Il Signore conosce il cuore e per questo fa le sue scelte. “ Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. (Gv.15,16)
Al dubbioso Anania Dio rivela le sue scelte.
2) Il Signore chiama per mandare
La conversione di Saulo si intreccia fin da subito con la sua missione: affinché porti il mio nome dinnanzi alle nazioni … e gli mostrerò quanto deve soffrire. Conversione e vocazione missionaria sono le due facce della medesima medaglia. La missione contempla sempre la Croce, così è stato per Gesù.
3) Le resistenze della comunità cristiana
La conversione di Saulo, però deve fare i conti con le resistenze di Anania. Per convertire Paolo, bisogna prima che si converta Anania, le due conversioni sono strettamente collegate. Il discepolo e il persecutore devono entrambi lasciarsi convertire.
L’efficacia dell’annuncio del Vangelo dipende dalla disponibilità del discepolo a entrare nella visione di Dio, a lasciarsi condurre dai progetti di Dio. L’annuncio del Vangelo domanda una continua conversione della comunità cristiana.
Quando questo non avviene non crederemo mai che a Dio è possibile convertire il cuore come ha fatto con Saulo. Anzi continueremo a lamentarci degli altri che sono lontani, che non ascoltano
Ciò che dà davvero seri problemi a Dio sembra essere la possibilità di convertire i suoi, i discepoli, quelli più fedeli, quelli che si sentono a posto e nel giusto, quelli che prontamente rispondono: Eccomi, Signore.
È la conversione di Anania il vero problema, è la nostra stessa conversione l’opera più difficile, è la conversione della nostra comunità.
Saulo, fratello
Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose la mani e disse: Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore.
Saulo non è più un nemico, un pericolo, un estraneo da temere e tenere lontano, è diventato un fratello, perché Dio lo ha riconsegnato alla comunità come figlio suo.
Il Signore ci chiede uno sguardo nuovo, perché è solo grazie a uno sguardo nuovo che Saulo può essere accolto. Una volta accolto nella comunità dei discepoli a Saulo cadono come delle squame dagli occhi e incomincia a vedere in modo nuovo la sua vita.
S. Luca dice che Saulo allora si alzò e venne battezzato.
Saulo è chiamato a un nuovo inizio, a una “risurrezione”. Il verbo scelto da Luca “si alzò” è il verbo usato per indicare la risurrezione del Signore.
Qualche domanda per una verifica e un confronto: