La Settimana Santa cuore della nostra fede - Catechesi Mar. 2015

Catechesi adulti

Catechesi adulti - 26 marzo 2015
LA SETTIMANA SANTA,
CUORE DELLA NOSTRA FEDE

Qualche nota sulla liturgia

            La liturgia è il culmine verso cui tende tutta la vita della Chiesa e insieme è la fonte da cui promana la sua virtù. (Concilio Vaticano II S.C. n.10).
La liturgia così come la intendiamo noi, cioè quale azione centrale, prolungata, frequente della Chiesa non emerge dal Nuovo Testamento.
La liturgia come è stata tramandata a noi  è stata elaborata dal monachesimo.
È al modello elaborato dal monachesimo a cui ancora oggi si ispirano le nostre celebrazioni.

Liturgia come azione di Gesù

1) I Vangeli sono una liturgia vissuta con Gesù in mezzo ai suoi
            Se nei Vangeli si parla poco o nulla della liturgia è perché essi sono di fatto una liturgia vissuta con Gesù in mezzo ai suoi.
I Vangeli sono Gesù che parla ai discepoli e alla gente, che li ascolta, che guarisce e sana, che comunica se stesso. Sono la rappresentazione di Gesù che soffre e muore per la moltitudine. È questa la liturgia dei Vangeli: essere attorno a Gesù nella sua vita e nella sua morte.
            Dopo la risurrezione, gradualmente la comunità dei discepoli si organizza per ripetere quella mirabile convivenza evangelica e continuare a stare attorno al Cristo Signore, al primogenito dei morti.

2) La liturgia è essere noi, oggi attorno a Gesù risorto
            È importante cogliere nella liturgia questa fondamentale dinamica: essere noi oggi attorno a Gesù risorto che ci parla, ci ascolta, ci sana, prega a nostro nome, proprio come faceva con gli apostoli.
La Chiesa rivive la liturgia descritta dai Vangeli perché mette al centro Gesù e si lascia illuminare, guidare, graziare da Lui .
La liturgia è stare, oggi, intorno alla persona di Gesù, ascoltarlo, parlargli, pregarlo, lasciarlo pregare in noi. La liturgia è una continuazione dei Vangeli
Possiamo dire che la liturgia è la danza della comunità cristiana attorno a Gesù; è come la danza di Davide attorno all’Arca, è quella gratuità gioiosa che si sprigiona dalla presenza di Gesù.
            Noi ci raduniamo in assemblea liturgica non in primo luogo per compiere da soli dei gesti che onorano Dio, bensì per stare attorno a Gesù che onora e loda il  Padre e per lodarlo con Lui.

3) La liturgia è una danza attorno a Gesù Risorto che conserva i segni della Passione.
Il Risorto è il Crocifisso.  Noi danziamo attorno a Lui con salmi, cantici; lo ascoltiamo nelle letture, ci lasciamo inondare dalla sua presenza che ci possiede con la forza del suo amore.

4) La liturgia è azione di Gesù a nostro vantaggio.
            La liturgia non è in prima istanza qualcosa che noi facciamo per Gesù; é lui ad agire per la nostra santificazione. La liturgia sta a dire innanzitutto che Dio ci vuole bene, che opera in noi con la potenza del suo Spirito.
            La liturgia è una serie di azioni che Gesù compie con la presenza del suo Spirito in noi e per noi.  Non dobbiamo mai dimenticare questo primato di Gesù operante per noi nella liturgia attraverso l’azione del suo Spirito..
            Spesso noi ci preoccupiamo soprattutto di come vivere la liturgia, di come farla vivere, di come celebrarla, migliorarla quasi fosse un’azione nostra, un vanto nostro, dobbiamo soprattutto preoccuparci dell’azione di Gesù in noi.
La cosa più importante è entrare nei sentimenti di Gesù.
Non dobbiamo dimenticare che nella celebrazione liturgica Gesù agisce, ci nutre, ci fa suoi, intercede per noi. Noi gli prestiamo le mani, i gesti, la voce, ma è Lui che compie la verità della liturgia.

5) L’aspetto simbolico della liturgia.
            La liturgia è azione simbolica perché significa ciò che Gesù fa e intende fare per noi. Per esempio l’Eucaristia con il simbolo del nutrimento, del pasto dice che Gesù vuole stare con noi, identificarsi con noi, vivere in noi, donarsi a noi, vivere in comunione con Lui. Il simbolo parla, il simbolo rimanda a un oltre. Attraverso il simbolo del pane spezzato Gesù ci dice che vuole darsi tutto a noi così come si è dato sulla Croce. Il pane spezzato è la sintesi di tutta la vita di Gesù.

La liturgia come azione della Chiesa

1) La liturgia è anche azione simbolica della Chiesa
            Nella liturgia la Comunità cristiana proclama a Dio il suo amore mediante simboli, gesti, parole vesti liturgiche … La liturgia dice a Dio che gli vogliamo bene, dice a Gesù risorto che gli siamo grati per la sua presenza, per il dono della sua morte in croce. La liturgia dice che vogliamo stare con Gesù, accogliere la sua volontà, seguire Lui, imitare Lui, dare alla nostra vita i contorni della sua vita.

2) La liturgia è azione di popolo, della comunità
            La liturgia supera l’azione soggettiva. Nella liturgia è la Chiesa, la comunità cristiana che parla, ascolta, risponde, prega, ama, si dona.
            Ti preghiamo per la comunione al tuo corpo e al tuo sangue: lo Spirito Santo ci riunisca in un colo corpo.
La liturgia ci rende il Corpo di Cristo che vive nella storia.
La liturgia va preparata con la preghiera personale, con la liturgia delle ore, con la lectio divina.

La liturgia della Settimana Santa
            Con la celebrazione della domenica delle palme si dà inizio alla settimana santa, si apre la via al triduo pasquale, a quei riti che contengono il fuoco vero che riscalda i cuori.
        *La domenica delle Palme contempliamo Gesù che entra deliberatamente e coraggiosamente nella città che sta tramando contro di Lui.
        *Il giovedì santo contempliamo Gesù nel cenacolo che presenta il pane e il vino come sua decisione di dare la vita per noi.
        * Il venerdì santo stiamo con Maria e l’apostolo Giovanni sotto la Croce per sperimentare l’amore esagerato di Gesù fino all’ultima goccia di sangue
        *Il sabato santo contempliamo il sepolcro dove Gesù si è lasciato rinchiudere per sigillare il suo amore per noi oltre i limiti dell’esistenza umana.
        *La notte di Pasqua risentiamo il grido dell’alleluia, dell’incredibile speranza dell’amore e della vita che vince la morte
        *La settimana santa è la settimana della vittoria della Croce. La liturgia non conosce la malinconia. Non si tratta di lamentarci per il fatto che gli uomini sono stati cattivi e hanno trattato male Gesù  Noi celebriamo la sua Passione come vittoria perché Lui ha vinto la morte e la paura della morte.
La comunità cristiana, lungo tutta la settimana santa, rivive il mistero della passione e risurrezione di Gesù come mistero di vittoria e di salvezza per l’uomo.

1) Domenica della Palme-
            La comunità dei discepoli si mette in cammino dietro a Gesù.
Gesù entra nella città di Gerusalemme acclamato come re. È un re umile, che cavalca un’asina e ci indica la via della Croce. Dobbiamo seguirlo. La via della Croce è la via della vittoria di Dio; è l’unica via per la salvezza che non delude, è l’unica via per riportare su questa terra squarci di giustizia e di umanità.
            Fa, o Signore che apriamo le porte del nostro cuore e della nostra comunità a Te. Fa’ che non rimaniamo insensibili al tuo amore, che usciamo dietro a Te fin sulla Croce senza chiusura e senza pregiudizi. Fa’ che ci avviciniamo al roveto ardente che brucia e non si consuma e che possiamo insieme celebrare il fuoco di questa Pasqua.

2) I primi tre giorni lunedì, martedì, mercoledì santo.
            Sono un invito a seguire Gesù passo passo. La comunità cristiana accompagna il suo Signore in questi giorni decisivi.
Il lunedì santo ( Lc.21,34-36) Gesù ci invita a vegliare, a pregare a non appesantire il cuore nel cammino dietro a Gesù. Il martedì santo ( Mt.26,1-5) il Sinedrio decide di arrestare Gesù e di metterlo a morte. Il mercoledì santo (Mt.26,14-16) Giuda si accorda con i sacerdoti per consegnare Gesù.

3) Il giovedì santo
            Nella notte in cui fu tradito, durante la Cena che noi rinnoviamo, prima di dare inizio alla passione di cui una parte l’abbiamo raccontata e ascoltata, Gesù pone due segni: il segno del pane e del vino spezzati e distribuiti come suo corpo e come suo sangue, e il segno della lavanda dei piedi ai discepoli.
I due segni si richiamano a vicenda; entrambi vogliono sottolineare l’amore, la dedizione totale di Gesù per noi, di Dio per l’uomo; entrambi vogliono darci l’esempio, lo stimolo e la grazia dell’amore fraterno.
Con il segno della lavanda dei piedi, Gesù capovolge la nostra falsa immagine di Dio, dà un nuovo contenuto al nostro concetto di libertà, ci insegna la perfezione dell’amore.
Con il segno della cena eucaristica Gesù prende il pane e, benedicendo, lo spezza e lo dà per tutti, prende il vino e lo fa bere ai discepoli nell’unica coppa.
Le parole benedire, spezzare, dare, rappresentano il nuovo modo di essere, e di amministrare la nostra esistenza; dicono la centralità del dono, della gratuità stimolata e spinta dalla gratuità di Dio che nell’Eucaristia si mostra totalmente e unicamente amore per l’uomo, amore fino alla fine, amore donato a ciascuno di noi.
Il giovedì santo siamo chiamati a penetrare nella tenerezza, nell’infinita misericordia di Dio, la sua passione per ogni creatura, la sua fiducia in tutti e in ciascuno. Gesù si dona a noi affinché viviamo come Lui ha vissuto, come figli del Padre e come servitori dei fratelli.

4) Il venerdì santo
            La comunità dei discepoli rivive la morte di Gesù attraverso il racconto della passione: Cala il grande silenzio sulla chiesa, si spoglia l’altare. Viene portata  e innalzata la Croce nella comunità perché sia adorata. Si prega sotto la Croce: è una preghiera universale.
            Il silenzio della Chiesa di fronte alla morte di Gesù ci dice quanto sia difficile penetrare con animo autentico di fede nella passione del Signore.
In essa noi vediamo tutto il male del mondo, il dolore, l’ingiustizia, l’insensatezza, l’abbandono e la morte. Ma colui che chiamiamo Salvatore e Signore, di tutto questo si fa carico. Ci salva  amandoci, ponendosi a nostro servizio fino a perdersi.
Il Crocifisso ci rivela il volto di Dio. la conoscenza del vero Dio passa per la conoscenza del volto del Crocifisso.. La vera onnipotenza di Dio è quella che è capace di annullarsi per amore, di accettare la morte per amore.
L’amore di Dio fino al dono di sé, l’amore nostro per Dio fino al dono di noi stessi, l’amore di Gesù per tutti gli uomini fino al perdono, l’amore nostro per gli altri fino al perdono, diventano la chiave definitiva della storia.
Nella croce noi contempliamo la certezza che la risposta alla violenza non può essere la violenza in una spirale senza fine, bensì il perdono che spunta le armi alla violenza, nonostante le apparenze contrarie.

5) Sabato santo
            Quattro sono le parti della Veglia: ognuna ha un simbolo dominante: la luce, la Parola, l’acqua, il pane: quattro simboli che dicono quattro definizioni di Gesù: Io sono la luce del mondo, Io sono la Parola definitiva, Io sono l’acqua che disseta, Io sono il pane della vita.
La veglia è un percorso di comunione con Gesù.
            Celebrare la Veglia è coltivare il desiderio della comunione piena e definitiva con il Signore Gesù; vuol dire far cessare una estraneità con Gesù e iniziare finalmente la stagione della familiarità con Lui.
Celebrare la veglia è scegliere di appartenere definitivamente al Signore e alla sua Chiesa.
L’appartenenza è cosa del cuore: appartenere vuol dire legare la vita a qualcuno, investire la vita su qualcuno.
Possiamo seguire Gesù con fiducia, senza più alcuna paura per la nostra vita e per la nostra morte. Siamo liberati dall’angoscia della vita e della morte, siamo liberi e felici perché appartenenti a Lui.

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