Il primato della Parola di Dio - Catechesi Nov. 2013

Catechesi adulti

Catechesi adulti:
IL PRIMATO
DELLA PAROLA DI DIO

Una introduzione

            Dopo gli esercizi spirituali, la nostra comunità si è messa in cammino.

Ogni anno la parrocchia, comunità cristiana presso la gente, si dà degli obiettivi per rendere a tutti possibile un cammino autentico di umanità, di verità, di santità. La nostra comunità, con l’aiuto del Consiglio Pastorale, ha deciso di puntare con più precisione sulla formazione.

L’ascolto della Parola,  la scuola della Parola, la catechesi sono momenti fondamentali per un cammino di formazione.

            L’uomo è fatto per accogliere la Parola, l’uomo è capace di accogliere la Parola., l’uomo è capace di accogliere la Parola e l’uomo porta frutto nella misura in cui sa accogliere la Parola ….
Non esiste nessuna persona che sia per natura del tutto impenetrabile alla Parola.
            Essere cristiano vuol dire riconoscere il primato e la principalità della Parola di Dio; vuol dire riconoscere che essa è attiva fin dalle origini del mondo e che ci raggiunge e ci interpreta in ogni momento della nostra vicenda umana …. Noi siamo nella Parola di Dio, essa ci spiega e ci fa esistere …
            È stata la Parola per prima a rompere il silenzio, a dire il nostro nome, a dare un progetto alla nostra vita.

            Diamo inizio al cammino di catechesi di quest’anno.

Vogliamo fare della nostra parrocchia la fontana del villaggio alla quale tutti possono venire per dissetarsi alla sorgente della Parola di Dio.
Quest’anno cercheremo di metterci in ascolto della Parola dei profeti.
            Questa sera ci introduciamo cercando di capire che cosa intendiamo quando parliamo di “Parola di Dio”.

La Parola di Dio.

            È necessario fare insieme qualche riflessione e alcune precisazioni sulla Parola di Dio.  Diremo cose, forse anche ovvie, ma è bene richiamarle.
            Nell’orizzonte religioso ebraico e cristiano “Parola di Dio” è una nozione ricca e complessa, con significati molteplici che si collocano a livelli diversi.
Occorre cercare di coglierli possibilmente tutti per non tradire la Parola di Dio.

Parola di Dio ha un significato molto più ricco del senso che normalmente nelle lingue moderne si dà al termine “parola”.
La Parola di Dio non è soltanto strumento per comunicare idee, concetti, ma è manifestazione di “realtà”, è rivelazione di Dio, è manifestazione di Dio, della sua vita, della sua azione, del suo amore, della sua forza.

Parola di Dio racchiude significati molteplici.
            Parola di Dio è innanzitutto il “Verbo di Dio” che è da sempre “presso Dio e rivolto a Dio”, è Dio egli stesso (Gv.1,1)
            Parola di Dio è la manifestazione di Dio nella creazione e nella storia.
            Dalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate nelle opere da Lui compiute ... ( Rm 1,19-20)
            Parola di Dio è anche l’uomo, perché fatto  “a sua immagine e somiglianza” (Gn.1,26)
            Parola di Dio è la rivelazione di Dio al popolo di Israele, una parola incamminata verso Gesù Cristo, la Parola definitiva.
            La Parola di Dio definitiva è la storia di Gesù
            La Parola di Dio ha assunto la sua espressione massima e definitiva in Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio fatto uomo.
            Dio, che anticamente aveva parlato più volte e in diverse maniere ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio (Eb. 1,1-2).  È Gesù la Parola di Dio per eccellenza, colui che veramente, con la sua persona, il suo insegnamento, la sua storia è in grado di farci conoscere il mistero di Dio.  Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato (Gv. 1,18)
        Parola di Dio è l’esperienza di Gesù Cristo che hanno fatto i discepoli e le prime comunità cristiane.
            Parola di Dio è la vita e l’annuncio della Chiesa che continua nella storia
            Parola di Dio è la Scrittura,  parola scritta e fissata una volta per tutte, fedelmente trasmissibile, parola che ricorda a ogni generazione l’esperienza del popolo di Israele, l’insegnamento e la vita di Gesù, l’esperienza che di Lui ebbero i discepoli e le prime comunità cristiane.

La Parola che Dio rivolge all’uomo è un puro dono.
La Bibbia si serve di diverse linguaggi per esprimere il manifestarsi di Dio.
Per la Bibbia Dio lo si può solo ascoltare, non vedere. L’atteggiamento fondamentale dell’uomo davanti a Dio, allora, è l’ascolto (Dt.6,4)
Dio nella storia parla e agisce.
Parola e azione sono intimamente collegate.

La Parola scritta nella Bibbia

            1) La Scrittura, cioè la Parola scritta va compresa e mantenuta all’interno di questo ricco e complesso ambito di significati per poterla correttamente comprendere e usare.

Il cristiano considera la Parola di Dio contenuta nelle sacre Scitture come un veicolo privilegiato e insostituibile della Parola di Dio. In essa è infatti “fissata” l’esperienza di Israele che tendeva a Gesù Cristo e l’esperienza della prime comunità cristiane che lo hanno accolto, ma con tutto ciò il cristianesimo non può definirsi una religione del libro. 

Non bisogna mai dimenticare che Dio parla anche attraverso la creazione, l’esperienza umana, la tradizione, la storia, l’attuale esperienza di fede della comunità credente.
            La Scrittura non è una realtà chiusa, autonoma, statica, ma aperta, dinamica, collegata con tutte le altre manifestazioni della Parola di Dio e incamminata verso la pienezza del Cristo.
            Allora la lettura e l’ascolto della Scrittura deve interagire con l’ascolto della storia, della tradizione e dell’esperienza di fede della comunità.
Le Parole della Scrittura sono parole che si possono capire a fondo solo inserendole nella manifestazione di Dio nel mondo.

            2) La funzione della Parola scritta è anche quella di essere utilizzata  come strumento per ricreare e sviluppare quella vita che in essa si è sedimentata.  Lo scritto ha valore unicamente se non imprigiona, se accetta il suo umile e importante ruolo di inviare oltre.
La Parola scritta è un passaggio, non è un punto di arrivo
            Ciò che importa non è semplicemente la Scrittura da capire, ma attraverso la Scrittura capire chi è Dio e quale è la sua presenza, oggi, nel mondo, il suo progetto sulla storia.

La Parola di Dio scritta nella Bibbia ci guida in quattro direzioni:
        1) La prima direzione è teologica. Dio parla anzitutto per manifestare se stesso: perché sappiate che Io sono il Signore (Es. 10,2)
        2) La seconda direzione è il senso della vita:  Dio interviene e parla non soltanto per farsi conoscere, ma anche per indicare all’uomo la strada della vita, la sua vocazione.
        3) La terza direzione è la legge: con la sua Parola Dio manifesta la sua volontà, quello che è giusto fare o non fare.
        4) La quarta direzione è la promessa. Gesti e Parole di Dio sono sempre aperti al futuro che ci attende
            La Bibbia ripete spesso che la Parola di Dio è fedele: mantiene sempre ciò che promette. Per tutto questo, la Parola di Dio non cessa  di stupire chi la legge e l’ascolta.
Non è vero che gli uomini sono stanchi di parole: stanchi di parole vuote,
ma non di parole vere, non della parola di Dio. ( B. Maggioni)

Il Figlio di Dio è venuto fra noi, ha condiviso la nostra esistenza, ha amato e servito, ha donato se stesso. Ma volendo riassumere in un solo termine il significato di Gesù, Giovanni ha scelto il termine “Parola”:
            In principio era la Parola ( Gv.1,1) e la Parola si fece carne (Gv.1,14) e narrazione del Padre ( Gv.1,18)

L’esperienza della Parola.

            Per conoscere l’importanza della Parola occorre concretamente sperimentare la sua efficacia, la sua forza di discernimento, la sua capacità di raggiungere l’uomo, la sua sorprendente novità nel parlare di Dio.

Occorre ricuperare fiducia nella forza della Parola.
            * La Parola di Dio è efficace:  ha un’efficacia tutta particolare, unica che nessun altra parola può vantare. Il profeta Isaia la paragona alla neve e alla pioggia: scende sulla terra e non risale al cielo senza aver prima irrigato e fecondato. Ma è una efficacia che l’uomo non può programmare: I miei pensieri non sono i vostri , le vostre vie non sono le mie vie. (Is. 55,8)
L’efficacia della Parola di Dio è tutta nelle mani di Dio: è una efficacia da accogliere, da riconoscere, non da programmare e pretendere.
            * La Parola di Dio ha una capacità di discernimento che altre parole non hanno. È parola lucida e sincera.   La lettera agli Ebrei dice: La Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb. 4,12)
Le parole degli uomini dicono ciò che vogliono, non sempre hanno il coraggio della verità. A volte sono parole conniventi. La Parola di Dio mai. Non si possono discernere i segni di Dio né nella propria vita, né nella storia, senza la luce della sua Parola.
            * La Parola di Dio conosce l’uomo, le sue profonde aspirazioni, le sue esperienze: è come uno specchio in cui guardarci e riconoscerci.
Anche in questa direzioni le pagine bibliche non cessano di sorprendere. Persino Gesù si è specchiato nella Parola delle Scritture. Sulla Croce, nel momento più significativo e unico della sua vita, per esprimersi non è ricorso a parole nuove, ma ai Salmi.
            * La Parola di Dio è l’unica in grado di parlarci di Dio.
È lo specchio di Dio non solo dell’uomo. Per questo è una Parola sempre nuova, che non stanca mai, perché il suo orizzonte non è mai esaurito.
Parola che affascina, capace di aiutarci a intravvedere non soltanto la volontà, ma anche la bellezza di Dio.  E questo è ciò che conta.
            Se vogliamo rifare, come si ripete oggi, il tessuto lacerato e spesso confuso della  comunità cristiana e della nostra vita non possiamo che iniziare da questa Parola di Dio.

            “Il vero protagonista dell’azione pastorale della parrocchia è la Parola di Dio: tutta la storia del cammino pastorale di una comunità è la storia non tanto delle sue realizzazioni esteriori, delle sue strutture, dei suoi raduni, delle sue processioni, e delle sue iniziative; …. ma quella della semina abbondante e ripetuta della Parola e della cura affinché questa Parola trovi condizioni per essere accolta.”    (C. M. Martini, in Cento parole di comunione)

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