
Scuola della Parola:
BEATI I PURI DI CUORE
06.03.2014
Introduzione.
Nella scuola della Parola di quest’anno ci facciamo guidare dalle Beatitudini.
Le beatitudini ci dicono che la santità cristiana è seguire Gesù; che seguire Gesù è possibile a tutti ed è l’unico modo per essere “beati”, cioè contenti.
Le beatitudini ci dicono anche che la nostra vita e la storia nella quale viviamo sono una cosa seria, da prendere seriamente. L’uomo e la donna delle beatitudini sono coloro sanno che la loro vita e i fatti della storia vanno letti e vissuti nell’orizzonte eterno. Per questo non sono avidi di beni terreni, di relazioni affrettate, di esperienze deludenti o ingannevoli, ma pongono in Dio la pace vera e la gioia della loro vita.
Dice una fiaba persiana: Prendete la vita come una nuvola che passa in fretta nel cielo dell’estate, o come la bellezza di un roseto profumato che non dura a lungo. Considerate la vita come una casa in cui non potete restare per molto tempo: potete abitarci dieci, cento o mille anni, ma alla fine arriverà il giorno in cui dovrete lasciarla. E date al denaro lo stesso valore che date ai sassi del sentiero, perché, se lo spendete non vi resta niente, e se lo risparmiate sarà come se aveste risparmiato dei sassi.
BEATI I PURI di CUORE
Oggi ci soffermiamo sulla beatitudine dei puri di cuore, della purezza interiore, della piena adesione alla volontà di Dio.
Cercheremo di capire che cosa significa “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” facendoci aiutare da alcune pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento.
I puri di cuore vedranno Dio
1. Il cuore.
Per la Bibbia il cuore è l’intimo dell’uomo, il centro della persona, il luogo profondo in cui la nostra persona prende coscienza di sé, riflette sugli avvenimenti, medita sul senso della realtà, assume comportamenti responsabili verso i fatti della vita e verso lo stesso mistero di Dio.
Il Vangelo va accolto nel cuore, come Maria che custodiva e meditava tutte queste cose nel suo cuore. ( Cfr. Lc. 2,51), altrimenti non fa frutto, non cambia la vita.
Oggi usiamo preferibilmente altri termini per indicare quello che la Bibbia chiama “cuore.
Per esempio, noi diciamo interiorità. Potremmo allora dire: Beati coloro che sono puri interiormente. Oppure parliamo di coscienza: beati coloro che hanno una coscienza limpida.
2. Il cuore puro.
È più complesso cercare di capire il termine “puro”
La parola “puro” significa pulito ed è il contrario di sporco.
Ma l’aggiunta “ puro nel cuore” indica che non si tratta di una pulizia esteriore, bensì interiore.
Il cuore puro nella Bibbia ha diversi significati.
1) Il cuore nella Bibbia è principio di azioni buone o cattive.
Quando i farisei rimproverano i discepoli di Gesù di mangiare senza prima aver compiuto le abluzioni, Gesù risponde: Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo ( Mc.7,15).
E ancora: Ciò che esce dall’uomo, questo sì, contamina l’uomo.
Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, malvagità, inganno, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo. ( Mc. 7,20-21)
Il cuore è principio di impurità, ma se dal cuore vengono azioni o intenzioni buone, allora è sorgente di purezza per l’uomo.
È dal cuore che prende origine un comportamento conforme a Dio, alla sua Parola. Il punto di partenza è il cuore puro.
2) Dio è capace di purificare il cuore.
È Dio che può rivestire il nostro cuore del suo perdono.
Dice il Salmo 50: Crea in me, o Dio un Cuore puro (V.12)
Il cuore puro non è solo il cuore che non si è macchiato di peccato, ma anche quello che Dio ha ricreato e ricrea con la sua misericordia.
3) Il cuore puro è proprio dell’uomo che obbedisce ai comandamenti.
Il salmo 24, 3-4 dice: Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, che non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo.”
La purezza di cuore è messa in relazione con le mani innocenti che non hanno fatto male a nessuno, che non hanno usato violenza verso il prossimo, che hanno osservato il quinto comandamento. Poi ricorda il non pronunziare menzogna, il non ingannare il fratello.
Il cuore puro è dunque proprio dell’uomo che obbedisce ai comandamenti, che è fedele a Dio, che è pienamente onesto.
3. Il cuore puro cerca il volto di Dio
Dice il salmo 24,3-6): Chi ha mani innocenti e cuore puro otterrà benedizione dal Signore. Questa è la generazione che cerca il Signore, che cerca il suo volto
Cercare il volto di Dio equivale a desiderare di vederlo, e, per vederlo, bisogna avere le mani innocenti e il cuore puro.
Quale il messaggio per noi?
1) Il puro di cuore è l’uomo semplice.
L’uomo semplice è il contrario dell’uomo doppio.
È l’uomo che ha un solo padrone, un solo interesse fondamentale, un solo desiderio di fondo: Dio.
Invece l’uomo complicato e anche ipocrita, il contrario del puro di cuore, è colui che ha due, tre, quattro padroni, dipende dai giorni e dai diversi momenti della sua vita
Il puro di cuore è l’uomo che cerca Dio con tutto se stesso, con cuore indiviso, trasparente, tutto orientato in un sola direzione.
2) Il mediocre, invece, è un uomo diviso.
La differenza tra il santo e il mediocre è tutta qui: il santo è tutto proteso alla ricerca di Dio, il santo è impegnato, indaffarato e tuttavia è immobile, fisso in Dio; il mediocre vive una vita divisa: qualcosa a Dio, qualcosa a se stesso.
Il mediocre è l’uomo distratto, frantumato, disperso.
È come l’uomo che cerca di servire due padroni: Dio e il denaro.
O come l’uomo “dalle due anime”, di cui parla la lettera di Giacomo.
Un tale uomo assomiglia all’onda del mare, sempre in balia del vento e della risacca.
È un uomo diviso e contraddittorio, perennemente oscillante, incapace di scelte ferme e radicali.
3) Il puro di cuore è l’uomo che vigila sui suoi desideri.
Il puro di cuore è l’uomo che ha fatto pulizia dentro di sé rispetto ai desideri. Ha purificato i suoi desideri.
Noi abbiamo troppi desideri e può capitare che desideri schiocchi diventino grandi. Occorre vigilare sui desideri, perché possono ricattarci e disorientarci
4) Il puro è un uomo libero perché riconosce il primato di Dio.
Il puro di cuore è un uomo libero perché non pretende dalle “cose che non sono Dio”, una pienezza che non hanno e che non potranno mai dare.
Il puro di cuore non tormenta ciò che fa parte della sua vita che non è Dio perché dia chissà che cosa. Noi siamo fatti per Dio e l’essere consapevoli di questo è una cosa grande, perché aiuta a vivere bene, a vivere con libertà, senza dare troppo peso a ciò che nel mondo va e viene.
Questa prospettiva insegna a non rimanere delusi se queste cose riempiono a metà::siamo fatti così, siamo progettati su una diversa misura.
Proviamo a fare qualche esempio.
Il lavoro.
Il lavoro potrà piacerci o non piacerci: se ci piace è una fortuna.
Però dobbiamo sapere che neanche il lavoro è il senso della nostra vita.
Il lavoro ci lascia ancora dei desideri da colmare, perché siamo fatti per Dio.
L’amore.
Se amiamo qualcuno, se siamo sposati, dobbiamo sapere che anche questa “alleanza”, questo dialogo, questo rapporto, questo amore … non ci riempirà completamente.
Siamo fatti per Dio.
Resterà sempre una solitudine che è il segno della nostra grandezza.
Purtroppo, invece noi, quando viviamo queste solitudini, diamo la colpa agli altri e magari diciamo se avessi sposato un’altra donna o un altro uomo, sarei felice.
Invece c’è una solitudine che dice che le cose sono proprio riuscite.
Anche un figlio è una ragione di vita, ma se la facciamo diventare “l’unica ragione della vita”, diventa un problema, perché il figlio non potrà mai riempire del tutto il nostro cuore.
Se pretendiamo questo lo martirizziamo, perché pretendiamo quello che non possiamo pretendere e rimaniamo delusi o ci riempiamo di colpe …
Pensiamo, invece, alla gioia di saper accettare il limite della nostra esistenza, che poi, è il segno della nostra grandezza.
Non siamo fatti per le cose, siamo fatti per Dio.
Una conclusione
La beatitudine dei puri di cuore ci chiama a non vivere nell’illusione, a mettere la vita nella direzione giusta con la consapevolezza che non avremo mai la pienezza perché siamo fatti per Dio.
Molte inquietudini dipendono dal pretendere pienezza dalle cose che non possono darla.
Il puro di cuore ha capito questa dinamica.
Lasciamoci interrogare nel silenzio:
Che cosa dice a me questa beatitudine?
E che risposta sento di dare al Signore?
Don Enrico