Beati i misericordiosi - SdP 10 maggio 2018

Catechesi adulti

Scuola della Parola - 10 maggio 2018
Beati i misericordiosi
perchè troveranno misericordia

Questa sera vogliamo riflettere sulla beatitudine della misericordia.
È la prima della seconda serie delle Beatitudini nel Vangelo di Matteo.
La prime che abbiamo visto riguardano, in modo particolare, il nostro rapporto con Dio, la nostra situazione interiore di fede; la seconda serie si riferisce, invece, al nostro rapporto con il prossimo.
Colui che si è affidato a Dio nella povertà di spirito, nell’afflizione, nella mitezza, nella fame e sete della divina volontà, avverte nascere dentro di sé l’esigenza di un nuovo modo di essere verso gli altri, di un comportamento che sia riflesso dell’incontro con Dio.
Non dobbiamo dimenticare che per comprendere davvero la felicità proclamata da Gesù occorre penetrare nel pensiero di Gesù; occorre mettersi in ascolto di ciò CHE il Signore suggerisce, farsi guidare dallo Spirito Santo, il Maestro interiore, che vuole comunicare con ciascuno di noi.

I misericordiosi troveranno misericordia
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia  (Mt. 5.7)
La caratteristica della quinta Beatitudine è di essere fondata su un’unica parola (misericordia) che ricorre sia nella prima che nella seconda parte del versetto.
Nelle precedenti c’erano sempre due termini: poveri di spirito e Regno dei cieli; afflitti e consolazione, miti e terra; affamati e assetati di giustizia e sazietà.
Ai misericordiosi corrisponde la misericordia.
Misericordia evoca lo stile della carità cristiana.
Come abbiamo già visto  per le altre Beatitudini, non tutte le Bibbie traducono allo stesso modo.
La Bibbia interconfessionale, per esempio traduce: beati quelli che avranno compassione degli altri, perché Dio avrà compassione di loro.
E c’è anche un’altra traduzione: beati quelli che prestano aiuti, perché riceveranno aiuto.
Alla differenza dei vocaboli corrisponde una certa differenza interpretativa. Qualcuno insiste maggiormente sull’atteggiamento interiore, mentre qualcun altro sottolinea l’opera esteriore.
Si tratta di capire ciò che Gesù ha voluto esprimere.

Il messaggio di Gesù sulla misericordia
            Per cercare di capire il messaggio di Gesù può essere utile individuare, nel Vangelo di Matteo, alcuni testi nei quali ricorre il termine “misericordia”.
Ecco alcuni testi.
1) Matteo, 9,13: Andate dunque e imparate che cosa significhi:
            misericordia voglio e non sacrificio. Infatti, non sono venuto a chiamare
            i giusti, ma i peccatori.
Così Gesù risponde ai farisei che lo rimproverano di essersi seduto a mensa con i pubblicani e i peccatori.
Gesù non si richiama a un semplice principio di cortesia, di educazione, di buone maniere, ma sottolinea un aspetto fondamentale della sua azione che è poi quello che definisce l’atteggiamento di Dio verso l’uomo: Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori
2) Matteo 12,7: Se aveste compreso che cosa significhi: misericordia
            voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.
Gesù ammonisce coloro che rimproverano i suoi discepoli perché coglievano e mangiavano le spighe dei campi nel giorno di sabato per saziare la fame.
Il problema è la non osservanza del sabato e Gesù difende i discepoli, richiamandosi ancora una volta al principio presente nell’Antico Testamento che la misericordia vale più delle opere di culto, vale più dell’osservanza del sabato.
3) Matteo 22,35 ss: Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto
            sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e
             mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a
            trovarmi ….
Mostrarsi misericordioso significa anche soccorrere, farsi vicino a chi è nel bisogno. Gesù domanda le opere di misericordia verso coloro che si trovano nella miseria e nell’infelicità.
Le opere di misericordia devono, però  essere compiute con un atteggiamento interiore autentico: Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade
per essere lodati dagli uomini, In verità hanno già avuto la loro ricompensa.
( Matteo 6,2)
4) C’è un versetto anche nel Padre nostro, dove Gesù insegna a dire
             rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori
(Mt. 6,12).
Dobbiamo saper perdonare, saper comprendere, voler perdonare settanta volte sette.
Il modello cui dobbiamo guardare è Dio stesso che, come è scritto nel libro dell’Esodo 34, 6-7 è misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà …
Dio è amore e verità, misericordia e fedeltà.  Il discepolo è chiamato a imitare la tenerezza perseverante del Signore, senza stancarsi di nessuno.
Dio ci sollecita a ricominciare sempre ogni rapporto con gioia nuova.
            Nel Vangelo di Luca (6,27-28)  Gesù parla a lungo di questo tema: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano  E al termine della sua esposizione Gesù dice ( v. 36) : Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro
5) Infine guardiamo a Gesù, non solo a come ha insegnato, ma a come ha
            vissuto. Per primo ha voluto imitare il Padre cercando in tutta la sua vita i peccatori, i lontani, i perduti, riprendendo continuamente il dialogo, non togliendo mai la fiducia ad alcuno.
Gesù si fa modello supremo di misericordia soprattutto sulla Croce: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno ( Lc. 23.34). e al ladrone assicura: oggi sarai con me in Paradiso ( Lc. 23,43)
Per comprendere le Beatitudini dobbiamo imparare a guardare a Gesù.

Qualche riflessione
            Facciamo qualche riflessione su questa beatitudine per vedere che cosa dice a ciascuno di noi
Il senso comune rischia di ridurre la misericordia alla compassione o, tutt’al più al perdono.
Il perdono è certamente un momento forte della misericordia, forse il più alto, ma non è tutta la misericordia.

            1)  La misericordia per la Bibbia è innanzitutto una prerogativa di Dio. Dicono i profeti: Il Signore è ricco di misericordia, sempre pronto al perdono, perché è Dio e non un uomo

            2) La misericordia evangelica è insieme amore e fedeltà: un amore profondo solido, gratuito e ostinato, fedele anche quando è tradito.
Il luogo più trasparente in cui possiamo scorgere la profondità della misericordia è la Croce.. Noi lo abbiamo rifiutato e inchiodato sulla Croce, ma Lui non ha rifiutato noi. Noi Abbiamo rotto la solidarietà nei suoi confronti, ma Lui non ha rotto la sua solidarietà nei nostri confronti.
Appeso alla Croce Gesù fa per noi l’ultima cosa che può fare: morire per noi.

            3) La misericordia è un amore che si fa carico, come l’amore del samaritano che fece tutto il possibile per aiutare il ferito. Il samaritano non passò oltre come il sacerdote e il levita, ma gli si accostò.
La misericordia non è un sentimento di compassione, ma un amore concreto, fattivo. Non è il sentimento che qualifica la profondità della misericordia, ma l’intensità dell’opera.

            4) La misericordia della Beatitudine è universale.
Nessuno è escluso dalla misericordia evangelica.
Ma al centro ci sono gli ultimi, e per ultimi non si intendono solo i poveri, gli ammalati, gli stranieri, ma anche i peccatori, i colpevoli.
Nel Vangelo sentiamo parlare del figlio prodigo e della pecora smarrita, due parabole che ci avvertono che Dio non solo perdona chi ritorna, ma addirittura si muove per primo e va in cerca di chi è ancora lontano.
Dio ama il peccatore anche prima del suo pentimento.

            5) Ai misericordiosi è promessa la misericordia: otterranno misericordia.
Così la misericordia diventa la misura del giudizio.
Solo se si è misericordiosi si ottiene misericordia.
L’unico modo per trovare misericordia è praticare la misericordia.
Ma possiamo anche dire che la misericordia è la misura della vita, non solo del giudizio. Le cose solide della vita, quelle che rimangono perché salde, come la roccia, sono l’amore, la solidarietà, la fedeltà ostinata: tutte componenti della misericordia evangelica.

Una conclusione di Papa Francesco,
       dalla “Gaudete et exsultate”, n. 80,81,82.
            (n.80) La misericordia ha due aspetti: è dare, aiutare, servire gli altri e anche perdonare, comprendere.
Matteo  (7,12) riassume questo in una regola d’oro: “tutto quanto vorrete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo loro”.
Il catechismo ci ricorda che questa legge si deve applicare in ogni caso, in modo speciale quando qualcuno talvolta si trova ad affrontare situazioni difficili che rendono incerto il giudizio morale.
            (n.81) Dare e perdonare è tentare di riprodurre nella nostra vita un piccolo riflesso della perfezione di Dio, che dona e perdona in modo sovrabbondante. Per questo motivo nel Vangelo di Luca (6,36-38) non troviamo  “siate perfetti” (Mt. 5,48), ma “siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicare e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati; date e vi sarà dato” e dopo Luca aggiunge qualcosa che non dovremmo trascurare: “Con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc. 6,38)
La misura che usiamo per comprendere e perdonare verrà applicata a noi per perdonarci. La misura che applichiamo per dare, sarà applicata a noi nel cielo per ricompensarci. Non ci conviene dimenticarlo.
            (n.82) Gesù non dice: “Beati quelli che programmano vendetta, ma chiama beati coloro che perdonano e lo fanno “settanta volte sette” ( Mt. 18,22). Occorre pensare che tutti noi siamo un esercito di perdonati.
Tutti noi siamo guardati con compassione divina.
Se ci accostiamo sinceramente al Signore e affiniamo l’udito, probabilmente sentiremo qualche volta questo rimprovero: “non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te” ( Mt. 18,33) .
Guardare e agire con misericordia, questo è santità.

Signore, come siamo lontani
dalla tua beatitudine evangelica!
Vogliamo contemplare il tuo cuore,
che solo può guarire la nostra durezza,
la nostra frigidità le nostre chiusure.
Ti chiediamo di farci sperimentare dentro di noi
la tua misericordia
per poter essere degni di questa beatitudine
e per poter proclamare la tua fedeltà
di amore al mondo intero
(C. M. Martini)